Nato sempre più a est in chiave anti Russia

In ostilità aperta con la Russia come nemico da esercitazione, e non soltanto, la Nato gioca una strana partita dichiarata di prevenzione ma che somiglia alla provocazione. Alla ricerca di che, nel nome di chi, per quali obiettivi? Troppe domande senza risposte mentre la corsa al riarmo prosegue. 


Nato sempre più a est in chiave anti Russia

Annunciata la creazione di 6 nuovi comandi NATO in Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia e Romania. 

di Ennio Remondino 

In ostilità aperta con la Russia come nemico da esercitazione, e non soltanto, la Nato gioca una strana partita dichiarata di prevenzione ma che somiglia alla provocazione. Alla ricerca di che, nel nome di chi, per quali obiettivi? Troppe domande senza risposte mentre la corsa al riarmo prosegue. La Jane’s Information è una casa editrice britannica specializzata in argomenti sul mondo militare che, di solito, sa un sacco di cose, molte più di quelle che dice. L’ultima novità riguarda la Nato e la prossima esercitazione Trident Juncture 2015. Che c’è di strano? All’apparenza nulla, salvo che un po’ ci riguarda come italiani. Avverrà tra il 28 settembre ed il 6 novembre e noi, assieme a Spagna e Portogallo, saremo le “host­nations”, le nazioni ospitanti. Non è poca cosa visto che parteciperanno circa 25.000 uomini tra Esercito, Marina, Aeronautica e Forze Speciali. Grandi esercitazioni in vista di cosa? 

Pare si tratti di collaudare un contingente ultra selettivo, denominato VJTF “Very High Readiness Joint Task Force”, un nucleo di “Altissima prontezza” o, più marziale ancora, “Spearhead”, punta di lancia, pronto ad essere impiegato in 48 ore per minacce di guerra definite ibride. Per esempio, una infiltrazione terroristica su cui intervenire per bloccare la minaccia prima che si arrivi ad una vera crisi. Definizione incerta. Il contingente VJTF, affidato alla “leadership” di Germania, Olanda e Norvegia, è basato su una brigata multinazionale di cinque battaglioni con supporti aerei e navali.Ma questi campioni­prontezza hanno allenamenti costanti e costosi come Noble Jump, dal 7 al 10 aprile in Olanda e Repubblica Cecia e, più interessante ancora, dal 9 al 19 giugno in Polonia occidentale col dispiegamento di truppe provenienti da Germania, Olanda, Repubblica Ceca, Norvegia ed altri, in risposta ad uno scenario di crisi. L’Ucraina è da quella parti e anche la Russia. Lo scorso febbraio il Segretario Generale della NATO Stoltenberg, nel comunicare la creazione del VJTF con una forza terrestre iniziale di 5mila uomini, ha anche annunciato che la forza complessiva verrà portata a 30mila uomini entro il 2018. Ma, cosa più importante, è stata anche annunciata la creazione di 6 nuovi comandi NATO in Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia e Romania, e l’invio di esperti in Georgia in vista dell’ingresso di questo paese nella NATO. Il tutto attorno ai confini più sensibili della Russia. Prevenzione oppure provocazione, a scelta. Nel frattempo, le forze statunitensi dell’United States European Command hanno dato l’avvio alla “Austere Challenge 2015” mentre è ora in corso la “Dragoon Ride”, per la prima volta con forze armate di Estonia, Lituania e Polonia, e passaggio in Lettonia. Gli impauriti baltici. 

La Federazione Russa non ha gradito, anche perché è giunta notizia della decisione americana di inviare proprie truppe in Ucraina. Secondo una nota del Ministero della Difesa, infatti, entro aprile circa 290 paracadutisti della 173 Airborne Brigade di Vicenza verranno inviati all’International Peacekeeping and Security Center di Yavoriv, in Ucraina, per addestrare 6 compagnie della Guardia Nazionale. Assieme ai propri militari, gli USA invieranno anche vario materiale di equipaggiamento tra cui giubbetti anti­proiettile, visori notturni e radio, per un costo di circa 19 milioni di dollari. 

 

 

 

28/03/2015 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Ennio Remondino

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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