BE-NE-LUX


Belgio, Olanda e Lussemburgo (BENELUX, dall’inglese Belgium, Netherlands, Luxembourg) dal dopoguerra hanno formato un’area di libero scambio che ha reso i tre paesi estremamente interconnessi economicamente. Attualmente sono fortemente integrati all’economia tedesca. Sul piano politico la situazione è invece piuttosto diversificata.

Belgio – Il Partito dei Lavoratori.

Il Partito dei Lavoratori del Belgio (PVDA in olandese, PTB in francese, WPB in inglese) è stato fondato nel 1979 come partito maoista dalla fusione di vari gruppi che venivano galassia della sinistra extraparlamentare belga. Dopo aver mantenuto a lungo la posizione ideologica originaria, nel 2003 ha avviato un percorso di riforma interna che, mantenendo saldi i riferimenti ideologici nel marxismo, ha portato a un ripensamento delle modalità organizzative e comunicative, ponendo l’enfasi sull’attività sindacale e su campagne di comunicazione che risuonassero con i bisogni popolari.

Alle elezioni federali del 2014 il Partito è entrato per la prima volta in Parlamento, eleggendo 2 deputati su 150, passando dall’1,6% del 2010 al 3,7%. È l’unico partito parlamentare a essere organizzato come una struttura unitaria su tutto il territorio, gli altri partiti sono tipici di una sola area linguistica (come la destra Nuova Alleanza Fiamminga) oppure organizzati in due organizzazione apparentate (come i socialisti francofoni e fiamminghi).
Alle elezioni europee del 2014 non ha eletto deputati pur passando dall’1,04% del 2009 al 3,4%.

Il simbolo del Partito è una quadrato rosso con una stella bianca e al suo interno una freccia gialla che punta a sinistra, con la sigla bianca diversa a seconda della lingua. Il Partito dei Lavoratori non fa parte di nessuna struttura partitica a livello europeo, ma si fa promotore annualmente del Seminario Comunista Internazionale fondato da Ludo Martens (fondatore del PVDA/PTB/WPB) con lo scopo di radunare i marxisti-leninisti di tutte le tendenze.

Olanda – Partito Socialista

Il Partito Socialista (Socialistische Partij, SP) è stato fondato nel 1971 col nome di Partito Comunista di Olanda-Marxista Leninista, assumendo il nome attuale nell’anno successivo. Originariamente l’SP era un partito maoista, nel 1991 ha ufficialmente abbandonato il marxismo-leninismo. Attualmente l’SP si descrive come un “partito socialista moderno” che “cerca di costruire una società basata sulla dignità umana, l’eguaglianza e la solidarietà”.

Nel referendum del 2005 che ha bocciato la “costituzione europea” l’SP è stato l’unico partito di sinistra a schierarsi per il no. Alle elezioni dell’anno successivo l’SP ha raggiunto l’apice del suo consenso con il 16,6% dei voti e 25 seggi su 150. Alle elezioni del 2012 l’SP ha ottenuto il 9,7% e 15 seggi su 150 (-0,1% e seggi invariati rispetti al 2010).Il Senato è eletto dagli eletti nelle provincie. Alle elezioni provinciali del marzo 2015 l’SP ha raggiunto l’11% e 69 consiglieri provinciali su 570, superando per la prima volta nella storia i socialdemocratici del Partito del Lavoro. Con questi numeri, al Senato il Partito Socialista dovrebbe sorpassare il Partito del Lavoro anche al Senato con 9 senatori contro 8, su un totale di 75.
Alle elezioni europee del 2014 il Partito Socialista ha ottenuto il 9,6% dei voti e 2 dei 26 seggi spettanti all’Olanda (+2,5% e seggi invariati). I due eletti all’europarlamento siedono nel GUE/NGL, mentre l’SP non partecipa a nessuna formazione partitica di livello europeo.

L’SP è rimasto molto critico nei confronti del processo di integrazione europea. A livello nazionale, ha costruito un’alleanza coi verdi e i socialdemocratici per le elezioni del 2012, finendo poi per opporsi al governo di grande coalizione costruito dai socialdemocratici e dai conservatori.

Il simbolo del partito è un pomodoro rosso con una stella bianca. Il pomodoro è inteso come simbolo di protesta, uno dei manifesti storici rappresentava un manifestante che tira un pomodoro e portava la scritta “vota contro”.

Lussemburgo – Il Partito Comunista e La Sinistra

Nel piccolo granducato di Lussemburgo la sinistra radicale è divisa in due partito di una certa consistenza.

Il più antico è lo storico Partito Comunista del Lussemburgo (KPL), fondato nel 1921 e attivo ininterrottamente da allora. Nel 1999 il KPL ha contribuito alla fondazione de La Sinistra (Dei Lenk, DL), una formazione unitaria comprendente altre formazioni di sinistra estrema e scissionisti di sinistra del Partito Socialista del Lussemburgo. Alle elezioni del 2004 però l’intesa s’è rotta e il KPL e DL hanno cominciato a presentare stabilmente liste separate.

La Sinistra è attualmente la maggiore tra le due formazione, alle elezioni per il parlamento lussemburghese del 2013 ha ottenuto il 4,9% e 2 seggi su 60 (+1,6% e un seggio in più rispetto al 2009) mentre alle europee del 2014, pur non eleggendo nessun deputato, ha ottenuto il 5,76% (+2,39%). DL si considera un “movimento sociale, democratico e anticapitalista per una società giusta”. Il suo simbolo è la scritta nera “dei lenk” con un punto finale nero e una freccia rossa che indica a sinistra. DL è membro del Partito della Sinistra Europea e partecipa alla Sinistra Anticapitalista Europea.

Alle elezioni del 2013 il KPL ha registrato una leggera crescita dall’1,4% del 2009 all’1,6%. Alle europee 2014 è invece rimasto invariato all’1,5%. Il KPL mantiene una linea politica classicamente marxista-leninista, il simbolo è la falce col martello e non partecipa a nessuna organizzazione di livello europeo se non ai seminari organizzati dal Partito del Lavoro del Belgio.

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22/03/2015 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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