Gli assistenti educativi culturali parlano del loro lavoro

Gli AEC si mobilitano per chiedere la fuoriuscita dalla precarietà e dallo sfruttamento delle cooperative ed il ritorno alle dipendenze del Comune di Roma.

Internalizzazione, diritto alla mensa, rispetto delle mansioni. Queste sono le tre principali rivendicazioni che emergono dalle interviste agli assistenti educativi culturali che proponiamo in questo video. Lavoratrici e lavoratori che ci informano anche di quali sono le ricadute sui bambini della precarietà lavorativa: mancanza di continuità educativa e assistenziale e sostituzioni al buio, senza alcuna conoscenza del caso che si dovrà affrontare. Il tutto per circa 6-7 euro l’ora a fronte dei 20-21 euro che i municipi erogano alle cooperative che erogano il servizio assumendo, con le più diverse formule contrattuali, gli Aec

09/03/2019 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Angelo Caputo

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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