Potere al Popolo: i presenti al Teatro Italia

Ecco alcuni volti che hanno animato la partecipata assemblea del 18 novembre a Roma che ha lanciato la costruzione di una lista popolare alle prossime elezioni.


Sabato 18 novembre, al Teatro Italia di Roma, c’erano in tanti. Stefania, una lavoratrice di quell’Almaviva che senza scrupoli ha imposto il licenziamento a chi ha osato rifiutare i ricatti aziendali; Renato, insegnante e attivista del movimento dei lavoratori autoconvocati della scuola, Djarah, italianissima attivista dell’ex OPG occupato Je So’ Pazzo di Napoli privata dei più elementari diritti politici; Dario, dello spazio Pueblo di Cava de’ Tirreni; Silvia, attivista del movimento NO TAP che si batte contro l’ennesima, inutile, grande opera; Emanuele, operaio dell’AST di Terni, azienda appartenente al colosso ThyssenKrupp; Marina, insegnante e portavoce nazionale della LIP scuola, movimento che si batte per una scuola realmente democratica e costituzionale; Federico, dei Clash City Workers di Padova che nel profondo nord leghista si batte per i diritti dei migranti; Massimiliano, del collettivo dei lavoratori autoconvocati di Milano e militante del partito della Rifondazione Comunista.

25/11/2017 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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