Articoli filtrati per data: Maggio 2026
A gennaio i dati sulla disoccupazione erano ancora al 12,6% con oltre 3.200.000 persone. Un dato che, oltre tutto, è falsato al ribasso dal sistema di calcolo adottato nel nostro paese (nelle statistiche rientrano tra i “disoccupati” solo quelli che dichiarano di aver cercato attivamente lavoro nell’ultimo mese) e che se invece viene parametrato a quello degli altri paesi europei in realtà sarebbe oltre il 20%. E la cancellazione di fatto dell’articolo 18 da parte del governo Renzi, che concede così la libertà di licenziamento tanto agognata da Confindustria...
All’indomani delle elezioni amministrative francesi e di quelle regionali tenutesi in Andalusia la scorsa domenica, risulta quanto mai necessario tentare di tracciare un bilancio che non tenga conto esclusivamente del singolo dato di questa tornata elettorale (numerose altre sono previste per quest’anno in Spagna) ma che cerchi di tenere in considerazione il quadro complessivo della situazione che ne fuoriesce e che, per la verità, non risulta affatto privo di elementi inquietanti.
Nel tentativo di rilanciare un percorso di lotta e organizzazione capace di riunificare una classe lavoratrice frantumata, sia sul piano contrattuale che politico e sindacale, la questione salariale, legata strettamente a quella dell’orario di lavoro, è un fattore determinante nella costruzione di una piattaforma in grado di rappresentare le istanze di tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori subordinati (dipendenti o precari che siano).
Mentre continuano le contestazioni all’ennesimo disegno di legge sulla scuola ho provato a riflettere su quali fossero le matrici e la genesi di questa sciagurata “sindrome da interventismo” che pare colpire ogni compagine governativa da qualche lustro.
In ostilità aperta con la Russia come nemico da esercitazione, e non soltanto, la Nato gioca una strana partita dichiarata di prevenzione ma che somiglia alla provocazione. Alla ricerca di che, nel nome di chi, per quali obiettivi? Troppe domande senza risposte mentre la corsa al riarmo prosegue.
Un generale iraniano dal nome evocativo e con una vaga rassomiglianza con Sean Connery tiene sotto assedio Tikrit, alla testa di un esercito di 45mila uomini. La presenza di Qassem Suleimani, e per mezzo di lui della Repubblica Islamica, al comando delle forze irachene-sciite nella battaglia per strappare all'Isis la città natale di Saddam, era ed è fonte di inquiteudine e sospetto per molte paia di occhi.
Da mesi un comitato promotore formato da organizzazioni e personalità della sinistra che si oppone alle politiche neoliberiste di austerità (dal PRC a SEL, dalla FIOM a personalità politiche, sindacali e culturali tra cui Camusso, Rodotà, Zanotelli, Fassina) ha avviato una campagna a sostegno della legge di iniziativa popolare che modifica l’art.81 della Costituzione
Rabbia e determinazione. Questo é quanto si legge sui volti degli inquilini che hanno manifestato in queste settimane per il diritto alla casa in ogni città della Toscana, fin sotto il palazzo del Consiglio Regionale a Firenze.
In Siria, le forze saudite attaccano su due fronti: il Nord ed il Sud. Al Nord, la città “lealista” ed in maggioranza sunnita di Idlib è accerchiata dalle milizie legate ad Al Qaeda. Queste milizie utilizzano armi americane, in particolare dei missili TOW, per venire a capo della resistenza dell’esercito siriano e delle forze popolari che difendono la loro città e le loro terre. Uno dei comandanti di Al Qaeda nelle operazione ad Idlib è un sceicco saudita chiamato Abdallah al Mouhaisni.
C’è un nuovo terreno di scontro nelle scuole italiane. Si sta giocando una partita ad armi pari fra vecchio e nuovo ordinamento, fra tradizione e innovazione. Questa volta il premier e la sua ministra sono fuori dalla partita, stanno in panchina a guardare.
In tre ore di audizione davanti alla commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo, il Presidente della Banca Centrale Europea (Bce) Mario Draghi ha sciorinato ottimismo sugli effetti del Quantitative easing (Qe) da poco introdotto e che, con Pasquale Vecchiarelli, abbiamo esaminato su questo periodico. A quell'articolo rimandiamo per i rilievi critici sullo strumento.
Tra poco meno di un mese, il 21 aprile, la Regione Toscana sarà chiamata dal Tribunale di Firenze a difendere con i propri legali la sua legge elettorale, il cosiddetto Toskanellum, una specie di Italicum in salsa toscana, nato dall’accordoinciucio dell’estate 2014 tra il segretario regionale del Pd, Dario Parrini, e lo storico proconsole di Denis Verdini, Massimo Parisi, di Forza Italia.
Come è noto, sabato 21 marzo si è tenuta nella sede dell’Acquario Romano la riunione della cosiddetta sinistra del Pd. In sostanza, al di là di alcune eccezioni, si trattava del vecchio ceto politico dei Democratici di Sinistra e quindi, in ultima analisi, del gruppo dirigente proveniente dal Pci, recentemente estromesso dal potere, sia nel partito sia nelle istituzioni, dall’avvento di Renzi e dei renziani. Lo spettacolo è stato desolante, direi, quasi pietoso, ma appare utile fare una riflessione generale su quanto emerso in quella sede e sulla linea di condotta che questo gruppo sta tenendo, in quanto, come vedremo, tale tattica, se così può essere chiamata, sta avendo importanti ripercussioni sulla linea della Cgil e quindi sullo sviluppo complessivo del movimento dei lavoratori e dell’opposizione sociale alle politiche del governo. Ma procediamo con ordine. Prima i fatti.
Appena si alza il sipario si sente lo sciabordio delle onde e si capisce subito che non ci troviamo a Siviglia ma a Napoli, la Napoli dei bassifondi, della criminalità, della prostituzione ma anche della mescolanza di culture, di lingue e di musica che fanno della città il cuore del mediterraneo. È questa l’ambientazione che il regista Mario Martone sceglie per la sua Carmen, più incerto è invece il tempo storico in cui si svolge, che potrebbe ricordare principalmente la Napoli del dopoguerra, ma anche quella del dopo terremoto degli anni ’80
Curata da Ester Coen, la mostra Matisse arabesque, alle Scuderie del Quirinale fino al 21 giugno, presenta 90 opere della produzione dell’artista, che comprendono oltre a dipinti, anche diverse opere minori come disegni e costumi teatrali. L’esposizione, più che essere una retrospettiva sull’autore, ha come tema portante l’influenza della decorazione orientale sulla poetica pittorica di Matisse.
Dopo l’apertura del dibattito pubblico sulla “coalizione sociale”, la FIOM fa appello a scendere in piazza sabato 28 marzo a Roma. Una manifestazione che si rivolge a tutti i movimenti e settori in lotta contro le politiche del governo Renzi e della Confindustria, per la tutela dei diritti dei lavoratori salariati e per la loro universalizzazione a tutte le figure lavorative precarie. Riportiamo il lancio della manifestazione da Controlacrisi.
La Russia è al centro delle tensioni nel mondo. La constatazione potrebbe preoccupare molti cittadini di quel paese o potrebbe invece solleticare la “grandeur” del nazionalismo sempre viva (purtroppo) anche nella patria di Tolstoj e di Lenin. Ma così è.
Una, due, tre, quattro rondini non fanno primavera, ma sfrecciano su uno squarcio azzurro del plumbeo inverno dei nostri pensieri e producono un sia pur fugace sorriso.
Era perdente in tutti i sondaggi e negli auspici di molte cancellerie mondiali, poi tre giorni fa ha promesso: “Se vinco, mai uno Stato Palestinese”, e la pancia della paura e dell’estremismo ebraico ha prevalso tra i poli di Israele. Sovvertendo tutti i sondaggi Benjamin Netanyahu ha vinto le elezioni in Israele: il suo Likud ha 29 seggi, il centro sinistra solo 24.
L'attentato del 18 marzo al museo del Bardo a Tunisi evidenzia segnali di grave pericolo che incombono sulla Tunisia da differenti punti di vista.