Basandosi il potere sul monopolio della violenza legalizzata, la classe dominante ha sempre bisogno del supporto della casta militare. Sia quando si deve instaurare una nuova forma di dominio, sia quando la classe al potere è in crisi, il ceto dominante ha ancora più bisogno di cooptare al potere alti ranghi dell’esercito. Tale connubio con i vertici dell’esercito diviene ancora più inestricabile con lo sviluppo in senso imperialista di una dittatura di classe.

Il colpo di Stato dei militari e l’inizio del conflitto. Aung San Suu Kyi agli arresti domiciliari. Il capo della Giunta militare, il generale Min Aung Hlaing, è stato eletto presidente del Myanmar. Amnistia silenziosa e senza notizie.

Basandosi il potere sul monopolio della violenza legalizzata, la classe dominante ha sempre bisogno del supporto della casta militare. Sia quando si deve instaurare una nuova forma di dominio, sia quando la classe al potere è in crisi, il ceto dominante ha ancora più bisogno di cooptare al potere alti ranghi dell’esercito. Tale connubio con i vertici dell’esercito diviene ancora più inestricabile con lo sviluppo in senso imperialista di una dittatura di classe.

Videointervista di Alessandra Ciattini. I drammatici eventi avvenuti il 3 gennaio in Venezuela, con il rapimento del presidente Maduro e della moglie, generano ancora sconcerto e preoccupazione e non solo per il destino di quel paese. Infatti, stiamo assistendo a un ritorno a governi apertamente di destra in vari paesi dell’America Latina.

Con il responsabile esteri, nonché membro della Segreteria nazionale del Partito della Rifondazione comunista, analizziamo le normative migratorie europee con focus critico su detenzione, sfruttamento lavorativo e politiche di frontiera.

Con l'attivista di Capibara media ricostruiamo innanzitutto il quadro internazionale, con particolare attenzione alla situazione negli Stati Uniti  d'America alle soglie di una nuova guerra civile. Passiamo, quindi, ad analizzare le ricadute sulla politica interna italiana delle dinamiche internazionali fortemente segnate dalla guerra imperialista.

Con l'attivista politico e sociale, coordinatore del sito refrattario.link, aggiorniamo l'analisi delle dinamiche della crisi dell'imperialismo occidentale. Cerchiamo poi di comprendere il motivo per il quale, nonostante la natura reazionaria del governo Meloni e le complicità dell'opposizione parlamentare, la sinistra radicale non riesca ad affermarsi.

Con il direttore di Puntocritico.info cerchiamo di ricostruire, in un'ottica marxista di sinistra, le attuali dinamiche della guerra mondiale imperialista e le conseguenze della sconfitta dei paesi a capitalismo maturo occidentali. Sul piano della politica interna entra sempre più in crisi di credibilità la democrazia formale borghese.

Con il saggista, giornalista e militante no war, analizziamo le dinamiche dei conflitti internazionali, le responsabilità dell'imperialismo italiano, le pesanti ricadute sulle condizioni di vita dei ceti subalterni e le ragioni della crisi della sinistra.

Con l'esponente dell'Assemblea nazionale Cgil, cerchiamo di comprendere i motivi per i quali l'unità fra oppressi e sfruttati sia a livello globale che locale vive un momento di crisi. A questo proposito, indaghiamo la funzione contraddittoria delle organizzazioni sindacali che, da un lato, tendono a unire i lavoratori salariati, ma per un altro li dividono.

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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