In città c’è ottimismo che la destra possa, dopo 10 anni circa, perdere le elezioni e passare all’opposizione nel consiglio comunale e il centrosinistra, invece, vincere e amministrare la città con una maggioranza coesa. Queste sono le aspettative generali ma non manca chi la pensa diversamente e addirittura è convinto, e lo dichiara anche pubblicamente, che la destra sia l’unica spiaggia della libertà che c’è in città con personaggi competenti e quant’altro: ma la città purtroppo, finora governata dalla destra, è davvero al collasso e chiede un rilancio della sua economia.
Il candidato sindaco del campo largo di centro-sinistra è Giorgio Fede, deputato di M5S, avvantaggiato in fatto di competenze da un passato da dipendente comunale; inoltre è un geometra, ed è stato un Istruttore tecnico direttivo (D1) ma, al di là dei suoi incarichi professionali, ha 65 anni, e conosce bene la macchina comunale e come farla camminare, anche se questo lo valuteremo quando e se sarà eletto. Ho il sospetto che possa trattarsi di un “aristocratico della politica” con cui sia difficile mettersi in contatto dal basso e che preferisca la comunicazione unilaterale sui social media. In ogni caso le liste che corrono per lui sono: Partito Democratico, Alleanza Verdi-Sinistra-Partito Socialista, Cambia San Benedetto, Movimento 5 Stelle e Progetto Civico Sambenedettese.
Le prospettive del voto a San Benedetto pongono, a mio avviso, interessanti temi politici in connessione a ciò che avviene anche a livello nazionale. Ad esempio, a San Benedetto per queste elezioni ho notato che alcuni personaggi alquanto noti in città dell’area dei partiti e dei movimenti del Campo Largo si sono invece candidati con la destra: non conosco le motivazioni e non mi interessano ma personalmente credo che non si tratti di un fatto soltanto locale.
Una cosa che merita attenzione è il fatto che tra le liste del candidato sindaco Giorgio Fede non c’è una lista comunista nonostante nelle Marche vi siano vari partiti e movimenti comunisti. Si tenga conto che Rifondazione comunista in questa città, dalla sua costituzione negli anni Novanta, ha eletto consiglieri comunali e regionali, deputati e consiglieri provinciali nell’alveo della provincia di Ascoli Piceno. In città Rifondazione comunista c’è ed è attiva, ogni anno dal 12 al 16 agosto 2025 alla Pineta di via Zara sul lungomare di San Benedetto organizza “la Festa Rossa” che è sempre stata molto seguita dai turisti e dai cittadini: non si tratta semplicemente di una organizzazione comunista soltanto di facciata che ha per obiettivo soltanto la rievocazione di quello che è stato il partito comunista di Togliatti e di Berlinguer ma, per quello che ho visto io, si è presentata come una forza politica attiva, seguita dai giovani.
Perché non si è presentata alle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio? Risposte esplicite per questo interrogativo non ne ho ma recentemente Rifondazione comunista ha fatto una scelta a livello nazionale che va analizzata per le sue ricadute, almeno secondo me, su queste elezioni. Maurizio Acerbo, Segretario generale di Rifondazione comunista, ha dato notizia che è stato fatto un passo, ossia una scelta politica, verso il campo largo per provare a costruire un Fronte democratico comune contro le destre, dichiarando al riguardo che è stato votato un documento a stretta maggioranza, 89 a 80, al Comitato politico svoltosi tra il 10 e il 12 aprile. Se ne prende atto, ma al di là di questa ufficialità, in concreto, quale programma avrà questo fronte democratico? Cosa farà? Chi dovrebbe rappresentare questo fronte? Sono interrogativi per i quali non sono state delineate risposte. Tanto che a livello locale per queste elezioni amministrative a San Benedetto del Tronto, Rifondazione non si è presentata, in apparente contrapposizione con quanto votato a livello centrale. Ritengo probabile che, nei fatti, si stia affermando una specie di desistenza innovativa ma mascherata che agisca per favorire dall’esterno la lista del Campo Largo senza però, nei fatti, alcuna dichiarazione esplicita per “impegnare” i voti comunisti a San Benedetto su una lista non comunista. Tuttavia la lista risulta obiettivamente legata a Rifondazione per la presenza di alcuni dirigenti del partito.
Francamente colgo che forse il tentativo è quello di non disperdere voti, tuttavia, se così fosse, credo che meglio sarebbe presentare almeno una dichiarazione esplicita di appoggio della lista del Campo Largo. Questa scelta però non tiene conto del fatto che i comunisti a San Benedetto ci sono e purtroppo non vanno a votare: così facendo ci andranno? Purtroppo personalmente non credo che ci andranno anche se io, personalmente, li inviterò a farlo, l’importante è che votino per gli antifascisti dichiarati che comunque sono presenti soltanto nel Campo Largo.
Almeno guardando i dati delle elezioni regionali del 28 e 29 settembre del 2025 per San Benedetto: la destra ha ricevuto il 50,70%, 9822 voti, il Campo largo il 47,38%, 9178 voti, la differenza è stata di 644 voti che poteva essere azzerata se i comunisti fossero andati a votare e si tenga conto che la lista che faceva parte della coalizione del Campo Largo “Pace Salute Lavoro” aveva nella composizione della simbologia generale anche il simbolo di Rifondazione. In queste elezioni questo simbolo è scomparso e c’è una lista diversa da quella per le elezioni regionali delle Marche del 2025 che era nata dalla collaborazione tra “Dipende da Noi” e Rifondazione Comunista.
In conclusione, per il mio, piccolo e umile attivismo politico in città, sabato 25 aprile ho inviato a Giorgio Fede, candidato sindaco del Campo largo, una Lettera Aperta che ho postato sul mio account Facebook, eccola:
NON TI VOTO
Lettera Aperta a Giorgio Fede
Candidato Sindaco del Centrosinistra
San Benedetto del Tronto
Fino ad oggi non hai detto una parola di cosa farai se verrai eletto Sindaco di San Benedetto del Tronto. Ognuno fa come crede ed è normale che quando sui temi seri della città niente si dice è certo che quello che poi il Sindaco e il Consiglio comunale faranno lo decideranno soprattutto altri che sono interessati e in generale si tratta sempre di business.
La tua caratteristica è di considerare i cittadini senza anima politica e senza idee e questo è anche in parte il pensiero storico del centrosinistra di San Benedetto del Tronto, area politica che non risponde mai quando un cittadino chiede di pronunciarsi.
Ti invito a dichiarare pubblicamente che cosa farai con la Palazzina Azzurra? In questo monumento nazionale si faranno spettacoli a pagamento? Il Sindaco, cioè tu, se sarai eletto Sindaco, farai le tue cene personali chiuse al pubblico?
La Palazzina Azzurra deve essere dei cittadini e dei turisti come un luogo di spettacoli pubblici ma anche come un luogo di incontri.
Ti invito a dare risposte pubbliche, se non lo farai, io vado a votare perché è un diritto che non rinuncerò mai, ma annullerò il voto.
Felice Di Maro
È un atto politico personale necessario perché sui temi caldi, a volte bollenti, in città niente è stato dichiarato dal candidato sindaco Giorgio Fede e la comunicazione, come ho già detto, viaggia soltanto con i veicoli mediatici, ed è leggera, e non presenta riferimenti espliciti: il cittadino deve soltanto andare a votare e non deve neanche criticare, quando lo fa spesso viene dialetticamente emarginato dall’ambiente politico locale. In pratica con i sindaci del centrosinistra è stato sempre così e non cambierà, comunque ma mai dire mai, quindi, è necessario che a livello personale si facciano scelte politiche al riguardo. Questo, non significa che io, che sono marxista e comunista, non vada a votare o annulli il voto, eventualità quest’ultima dichiarata nella mia Lettera Aperta. Il voto in Italia, proprio per la Resistenza dalla quale è nata la nostra Costituzione, è costato milioni di morti e va onorato sempre, e va onorato andando a votare, altre modalità non ci sono, io non ho il diritto di non andare a votare. L’area del Campo Largo di centrosinistra è un’area antifascista, quindi diversamente da quanto dichiarato nella mia Lettera Aperta non annullerò il voto e voterò per Giorgio Mancini e Rachele Laversa candidati nella lista unitaria di AVS e Partito Socialista e, sia chiaro, voterò anche per Giorgio Fede, candidato sindaco del campo largo ma il mio voto per lui è, e sarà, un voto critico ma favorevole in relazione al programma [2] che ha presentato.
Fa piacere che Rifondazione con Maurizio Acerbo è tornato a guardare il percorso del centrosinistra ma chiaramente questo è per le elezioni politiche del 2027, a San Benedetto almeno la simbologia di Rifondazione non ci sarà sulla scheda elettorale. Questo è il clima politico-elettorale e le prospettive politiche secondo me non sono buone, vedremo.
Se Giorgio Fede verrà eletto sindaco in città ci sarà tutta un’altra musica, e si spera che cambi anche nella Palazzina Azzurra di San Benedetto, si tenga conto che se vogliamo battere le destre va rilanciato un antifascismo politicamente attivo e invito ad osservare che ad esempio i fratelli Rosselli e Matteotti non erano comunisti ma erano antifascisti; il comunismo se vuole essere attivo ed affermarsi deve, almeno in questa fase, convivere con tutte le forze antifasciste però non deve nascondere la sua simbologia, non serve.
Note:
[1] (https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/04/18/prc-guarda-al-campo-progressista-fronte-comune-contro-le-destre_b240f017-817d-4d8f-9fa8-c20c15ed3d72.html).
[2] (https://cloud.municipiumapp.it/s3/6115/allegati/sito-pnrr/sito-web/candidato-fede-programma.pdf).
