La parabola dell’economia politica – Parte XVII: La filosofia sociale e politica di J.M. Keynes
di Ascanio BernardeschiJohn Maynard Keynes fu influente economista liberale inglese, vicino ai centri del potere e al mondo degli affari. Anticomunista, antisocialista, razzista e simpatizzante di regimi autoritari, prese atto che il capitalismo lasciato a sé stesso fosse destinato a produrre disoccupazione e crisi e si pose il l'obiettivo di indicare politiche in grado di di salvarlo da una rivoluzione di tipo socialista. Ma è incomprensibilmente un'icona dei riformisti.
Congresso Cgil: un’opportunità per costruire il fronte degli sfruttati
di RedazioneLa nostra adesione a Unione Popolare: punti di forza e debolezze
di Francesco CoriDi fronte a una involuzione autoritaria nelle istituzioni italiane ed europee e al sempre più feroce massacro sociale, la sinistra di opposizione si trova impreparata, debole e frammentata. Le imminenti elezioni anticipate mettono in primo piano la necessità di uno sforzo unitario, unica possibilità di essere credibili per la classe subalterna e di tornare a darle voce. Pur rilevando dei limiti, riteniamo che Unione Popolare in questo momento si sia fatta carico di questo sforzo, e intendiamo sostenerla.
Il Vietnam rispetta la politica di “una sola Cina” e si oppone all’escalation nello Stretto di Taiwan
Giulio ChinappiLa contrapposizione fra religione popolare e cristianesimo nel giovane Hegel
di Renato CaputoLa parabola dell’economia politica – Parte XVI: Schumpeter
di Ascanio BernardeschiAltro...
Il Vietnam celebra la memoria dei martiri eroici e degli invalidi di guerra
Giulio ChinappiIl saggio del 1925 di un gigante della lotta antimperialista, il comunista Ho Chi Minh, offerto per la prima volta al lettore italiano da MarxVentuno, mantiene intatta la sua attualità con le nefaste e tragiche politiche imperialiste e neo colonialiste ancora oggi perpetuate dalle grandi potenze europee e nordamericane.
Losurdo e la critica hegeliana di Marx a Hegel
di Renato Caputo e Holly GolightlyQuando il giovane Marx condanna Hegel per il fatto che il suo idealismo finirebbe col rovesciarsi in un “positivismo falso” ovvero in un “positivismo acritico” che sussume surrettiziamente e senza vaglio critico quei contenuti empirici rispetto ai quali esso pretende di proclamare la propria incontaminata purezza, quando argomenta in tal modo è chiaro che il discepolo ritorce contro il Maestro la lezione da lui appresa.