Intervista a Laurent Brun, segretario generale della CGT ferrovieri.
Sabato, 30 Dicembre 2017 19:29

Niger, l’imperialismo di Natale

Gentiloni annuncia l’intervento nel Sahel a fianco della Francia di Macron.
Un’elezione che riveste un importante valore nazionale per azioni di opposizione alla politica ultra-liberista di Macron.
Spesso provenienti dal privato, molti eletti de La République en marche tentano di evitare la mescolanza dei generi tra la loro origine professionale e le loro nuove funzioni. Non è così semplice.
Come dopo ogni elezione, il dibattito sul proporzionale in Assemblea riemerge. Ci si può veramente credere? Sarebbe poi così semplice metterlo in atto?
Macron trionfa, Melenchon e comunisti meglio del previsto, sindacati verso la mobilitazione.
Tra i due invotabili al ballottaggio vince il capitalista-liberista appoggiato dalle banche europee.
Al ballottaggio per l’Eliseo due candidati invotabili. Dal primo turno delle presidenziali si trovano speranze per le imminenti elezioni legislative parlamentari.
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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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