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Il problema che i dirigenti sovietici devono affrontare, una volta conquistato il potere politico mediante la rivoluzione, può essere così sintetizzato: “Come costruire il socialismo partendo da un’economia sostanzialmente agricola, devastata dalla carestia e dalla miseria, causate dalla guerra civile?”. Sulle risposte fornite a tale domanda si apre, tra i dirigenti sovietici, un aspro dibattito. Di particolare spessore teorico e politico è quello che vede contrapposti Lenin e Bucharin.

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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