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Una lunga riflessione, che proponiamo divisa in due parti, sulla fase attuale di crisi vista nella prospettiva dei comunisti
Domenica, 26 Aprile 2020 08:10

Prospettive di uscita dalla crisi

Dinanzi al pericolo di una crisi economica che rischia di avere effetti devastanti quanto la pandemia è essenziale che i lavoratori si autoconvochino per far pagare la crisi ai padroni.
Domenica, 19 Aprile 2020 04:16

Passiamo alla fase 2?

Ma stiamo veramente passando dalla fase 1 a alla fase 2? Prima di procedere è meglio capire cosa è successo.
Domenica, 19 Aprile 2020 04:13

I lavoratori si autoconvocano

Da un’assemblea autoconvocata dei lavoratori le prime riflessioni sulla situazione attuale e i primi spunti per una ripresa delle lotte.
Sabato, 23 Marzo 2019 21:15

La suora e la Confindustria

Capitalismo e dottrina sociale della Chiesa cattolica vanno d’accordo, nonostante questa agiti il tema della disuguaglianza e della povertà.
Quali sono le radici della crisi dell’università e della perdita della sua capacità emancipatoria?
C’è del neocolonialismo nell’agenda di Confindustria, che chiede investimenti pubblici per oltre 200 miliardi mantenendo precarietà, diritti limitati e tagli al debito pubblico.
La Confindustria ha “riformato” l’università.
Con otto deleghe la nuova ministra dell’istruzione riprende l’attuazione della legge 107; il movimento della scuola risponde riorganizzandosi.
Sabato, 17 Dicembre 2016 14:00

Dopo il No al referendum

Senza una grande mobilitazione nel paese e nei posti di lavoro, il risultato del referendum non è una vittoria
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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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