Venerdì, 13 Novembre 2015 22:41

Salari da fame

Viaggio nella Crisi. Parte III.

I lavoratori e le lavoratrici della grande distribuzione hanno scioperato in massa contro gli ulteriori tagli al salario.

Venerdì, 06 Novembre 2015 13:09

Logistica. La lotta degli “invisibili”

Il 29 e 30 ottobre c’è stato uno sciopero generale che non ha avuto grande risalto nella stampa.

Venerdì, 02 Ottobre 2015 12:17

Il bonapartismo entra nelle fabbriche

Il governo si schiera apertamente a favore del padronato nell'attacco ai diritti dei lavoratori.

Sabato, 03 Ottobre 2015 22:13

La fine del diritto di sciopero

La storia recente della costante erosione dei diritti dei lavoratori.

Nella strategia liberista di attacco ai servizi pubblici ed alla pubblica amministrazione, la demonizzazione mediatica dei lavoratori pubblici gioca un ruolo centrale per assicurarsi un adeguato consenso popolare.

La lotta per la difesa della democrazia richiede necessariamente l’unità dei lavoratori e dei sinceri democratici contro il governo. Tale unità ha bisogno di un programma minimo da rendere credibile attraverso la costruzione di uno sciopero generale contro la “Buona scuola”, il Jobs act, l’Italicum e la Fornero.

La multinazionale svedese minaccia di disdettare unilateralmente il contratto ai dipendenti entro il 1 Settembre. Ma loro non ci stanno. E per lo sciopero nazionale del gruppo è stato boom di adesioni.

Domenica, 23 Novembre 2014 00:36

Lo sciopero c’è, ora serve la strategia

L’approdo politico (definitivo?) del Pd a trazione renziana è mirabilmente riassunto nello sbocco d’ira con cui il Genio della Lampada ha commentato l’opposizione di massa (ahinoi tardiva) alla cancellazione tardiva dell’articolo 18.

«Faremo di tutto per cambiare l'Italia» e  «sono consapevole che alcune cose vanno cambiate in modo violento». Sono parole di Matteo Renzi. Il presidente del consiglio le ha pronunciate alla fine dello scorso settembre allo Yacht club di San Francisco, incontrando 150 responsabili di start-up italiane della Silicon Valley. Poi sono arrivate entrambe le cose: il cambiamento e la violenza.

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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