La crisi di sovrapproduzione porta chi vuole far sopravvivere il capitalismo alla guerra imperialista e al cesarismo regressivo. Gli anticorpi nella capacità di mobilitazione spontanea delle masse non paiono mancare. Occorre, dunque, sviluppare la capacità di dare a tali segnali di insofferenza dal basso una direzione consapevole.

Venerdì, 26 Dicembre 2025 12:49

300 delegati approvano

Il 22 novembre dopo una no-stop di 4 giorni si è arrivati ad un’ipotesi di accordo del nuovo contratto dei metalmeccanici, approvata il 16 dicembre dai delegati. Iniziano le consultazioni tra i lavoratori che finiranno con un Referendum.

Riceviamo e pubblichiamo il resoconto, molto grave,  dei fatti accaduti all'Università di Napoli.

Lunedì, 22 Dicembre 2025 20:35

Bilancio di fine 2025

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In questo video di fine anno del canale La Città Futura ripercorriamo un’analisi approfondita degli avvenimenti politici e sociali che hanno segnato il panorama internazionale e italiano. La crisi strutturale del capitalismo globale, sempre più segnata dalla sovrapproduzione, dalla guerra imperialista e da derive autoritarie.

Il trionfo di José Antonio Kast al ballottaggio del 14 dicembre, con oltre il 58% dei voti, segna il ritorno del pinochettismo al governo cileno. Un esito che preoccupa le forze progressiste di tutta l’America Latina e impone una riflessione strategica profonda.

Venerdì, 19 Dicembre 2025 17:43

Sul socialismo

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Per evitare di discettare su ricette per l’osteria dell’avvenire cerchiamo di capire qualcosa del nostro obiettivo di medio periodo, il socialismo, a partire dalla critica alle concezioni dell’odierno socialismo utopista. A questo scopo centrale è la categoria di socialismo di Stato, per le società arretrate dove si è affermata la rivoluzione, come necessaria fase di transizione dal capitalismo al socialismo.

I principali argomenti trattati sono stati la guerra in Ucraina e la disinformazione, il sostegno degli Stati Uniti all'Ucraina e la sua analisi geopolitica, la situazione a Gaza e le sue conseguenze umanitarie in Israele e l'aggressione degli Stati Uniti contro il Venezuela.

La missione italiana in Libano, inserita nella Forza Multinazionale (MNF) con Stati Uniti e Francia. L’Italia cercò di differenziarsi dai due Paesi (USA e Francia), e questa diversa postura le garantì di non subire devastanti attentati. Viene descritta la modalità con cui gli italiani operarono.

Giovedì, 18 Dicembre 2025 11:08

Senza Editore

La vendita del gruppo editoriale Gedi all’imprenditore greco Theo Kyriakou mette in crisi il sistema dei media creando incertezza per il futuro dei giornali, La Stampa e La Repubblica, non ci sono garanzie per i giornalisti e addetti vari.

La logica che si cela dietro l’intervento a gamba tesa dello Stato profondo sui dubbi del governo a continuare a portare avanti una politica di guerra alla Russia anche quando il principale alleato statunitense si sta disimpegnando per trasferire le attività belliche nel breve periodo contro il Venezuela, nel medio contro l’Iran, nel lungo contro la Cina.

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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