La parabola dell’economia politica – Parte XVIII: IL trattato della moneta di J.M. Keynes
di Ascanio BernardeschiNel Trattato della moneta Keynes introduce una serie di distinguo rispetto alla teoria economica mainstream. Fra questi spicca la suddivisione dell’economia in due macrosettori nei quali il prezzo del prodotto realizzato nel mercato può non corrispondere ai costi effettivamente sostenuti, inclusa la remunerazione del capitale. La possibilità di scambi fra i settori non in grado di assicurare l’equilibrio l’aveva anticipata Marx oltre 60 anni prima.
L’arte, per Brecht, non si limita a riprodurre la realtà, ma opera una sua trasposizione in forma che è allo stesso tempo una trasmutazione nella verità, se solo entrando nell’orizzonte di senso dell’opera il reale diviene “dominabile”, la forma, da parte sua, non può essere considerata come dotata in sé di senso prima ancora di realizzarsi nella mediazione con il proprio contenuto.
Nella società capitalista la preminenza dei diritti del cittadino su quelli dell’uomo è propria esclusivamente dello stato di emergenza che vive la società borghese all’epoca della sua gestazione rivoluzionaria. In effetti, sulla base dell’ideale di superare il dualismo fra cittadino e borghese nella ricostruzione dell’unità antica di soggetto e cittadino in armi [10], il comitato di salute pubblica violò praticamente la costituzione del 1793, che comunque teoricamente sanciva ancora i diritti naturali dell’uomo come fondamento dei diritti di cittadinanza.
Causate dalle potenze imperialiste, le guerre tendono ad apparire oggi alla grande massa dei subalterni privi di coscienza di classe come lontane ed estranee, e nel linguaggio comune il termine “guerra” è sempre più utilizzato metaforicamente, nei paesi a capitalismo avanzato, in riferimento alla lotta alla droga o all’immigrazione.
La parabola dell’economia politica – Parte XVII: La filosofia sociale e politica di J.M. Keynes
di Ascanio BernardeschiJohn Maynard Keynes fu influente economista liberale inglese, vicino ai centri del potere e al mondo degli affari. Anticomunista, antisocialista, razzista e simpatizzante di regimi autoritari, prese atto che il capitalismo lasciato a sé stesso fosse destinato a produrre disoccupazione e crisi e si pose il l'obiettivo di indicare politiche in grado di di salvarlo da una rivoluzione di tipo socialista. Ma è incomprensibilmente un'icona dei riformisti.
Congresso Cgil: un’opportunità per costruire il fronte degli sfruttati
di RedazioneAltro...
La nostra adesione a Unione Popolare: punti di forza e debolezze
di Francesco CoriDi fronte a una involuzione autoritaria nelle istituzioni italiane ed europee e al sempre più feroce massacro sociale, la sinistra di opposizione si trova impreparata, debole e frammentata. Le imminenti elezioni anticipate mettono in primo piano la necessità di uno sforzo unitario, unica possibilità di essere credibili per la classe subalterna e di tornare a darle voce. Pur rilevando dei limiti, riteniamo che Unione Popolare in questo momento si sia fatta carico di questo sforzo, e intendiamo sostenerla.