39 anni di bella musica e concerti gratuiti

Cinque serate, quindici gruppi musicali provenienti da tutto il mondo, sere e notti di grande musica. In piazza a Lugano migliaia di appassionati.


39 anni di bella musica e concerti gratuiti Credits: https://www.youtube.com/watch?v=CuN6EcoKvX4

LUGANO. C’erano due ragazzi che come tanti amavano la musica. Jacky Marti e Andrea Wyden decisero 39 anni fa di organizzare nella piazza centrale di Lugano serate con i più conosciuti musicisti jazz.

Sul palco installato nella piazza della Riforma sono passati Gary Burton, Dizzy Gillespie, Gil Evans, Archie Shepp, Miriam Makeba, Ray Charles, Miles Davis, Dee Dee Bridgewater, Chick Corea, José Feliciano, Gilberto Gil, Noa, Van Morrison, gli Yes e i Jethro Tull, Gianna Nannini, la PFM, Eugenio Finardi, Mario Biondi, Eric Burdon & The Animals, i Neri per Caso e tanti, tanti altri interpreti del jazz e della musica rock, della musica internazionale africana, sudamericana.

Ci sono ancora i due ragazzi che amavano la musica da diffondere a tutti e gratuitamente, almeno una volta all’anno, in piazza. Nacque e ancora vive “Estival Jazz Lugano”. Adesso sono cinque le serate, due si volgono a pochi chilometri da Lugano, a Mendrisio.

Quest’anno notti magiche con la bassista Kinga Glyk, ventenne polacca che ha già fatto più di cento concerti con il suo trio dove alla batteria c’è suo padre; con Raphael Gualazzi, eclettico cantautore, compositore e arrangiatore che gira il mondo e riempe piazze e stadi. Per le migliaia di appassionati hanno suonato i Mokoomba, misto di Afro-Fusion elettrico con incursioni nel Raggae, nel Funk e nel Rap. C’è stata la notte New Trolls, la band che ha fatto sognare molte generazioni.

Joe Zawinul festeggiò, pochi mesi prima della morte, sul palco di Lugano i suoi 75 anni. Quest’anno un omaggio al grande artista con un gruppo di giovani che ripercorre il Jazz-Rock di cui Joe fu il padre.

Emir Kusturica è regista e musicista, bosniaco naturalizzato serbo, Leone d’Oro a Venezia con “Ti ricordi di Dolly Bell?”, ha coinvolto i presenti in piazza della Riforma con la sua musica gitana e di satira politica. Sì, a Estival si impara a conoscere nuovi generi che girano per il mondo musicale.

Musica latina, poderosa con la straordinaria orchestra “La Mambanegra”.

Ieri sera Hildegard Lernt Fliegen con l’Orchestra della Svizzera italiana è stata una tempesta di jazz d’avanguardia e poi Mike Stern, il chitarrista preferito da Miles Davis, con la Randy Brecker Band, tutti musicisti vincitori dei Grammy.

Oggi chiudono la 39sima edizione della manifestazione Jimmy Dludlu, maestro di chitarra, Vinicio Capossela, ispirato da Tom Waits quando stava finendo le scuole superiori in Germania, e l’Orchestra di piazza Vittorio, dieci musicisti provenienti da Paesi con nove lingue diverse che ci sorprendono con la loro originalissima musicalità, sonorità unica che mescola rock, pop, raggae, jazz in un unico idioma, la musica.

Negli ultimi anni, anche quest’anno dunque, la minore disponibilità finanziaria da parte degli sponsor non ha fatto soffrire più di tanto Merti e Wyden, che sono riusciti a organizzare ancora una volta un evento unico nel suo genere, sono riusciti a riempire la piazza con migliaia di persone nelle cinque sere di buoni concerti gratuiti per il pubblico. Passione ed entusiasmo che li ha già coinvolti per preparare la 40esima edizione di Estival Jazz nel 2018.

09/07/2017 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
Credits: https://www.youtube.com/watch?v=CuN6EcoKvX4

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L'Autore

Guido Capizzi

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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