A teatro con Angela Finocchiaro per ridere e riflettere: “Ho perso il filo”

Ci chiediamo se le storie dei miti debbano essere sempre di lotte sanguinarie e non possano avere una tonalità più leggera, addirittura comica…


A teatro con Angela Finocchiaro per ridere e riflettere: “Ho perso il filo” Credits: ©GiovanniDeSandre_GDS_0308rev04

CHIASSO. È nell’accogliente teatro della cittadina più a sud della Svizzera che ogni anno viene programmato un calendario di eventi che richiamano appassionati anche da Lombardia e Piemonte. Questa volta abbiamo seguito Angela Finocchiaro in “Ho perso il filo”: una danza, un gioco, una festa. Ci chiediamo se le storie dei miti debbano essere sempre di lotte sanguinarie e non possano avere una tonalità più leggera, addirittura comica.

Angela si presenta in scena nei panni di un’attrice stanca dei soliti ruoli. Così decide di vestire il personaggio di Teseo, mitico eroe che si infila nel Labirinto per affrontare il terribile Minotauro. Affida agli spettatori un gomitolo enorme da cui dipende la sua vita e parte. Una volta entrata nel labirinto, però, niente va come previsto. Intanto è assalita da strane creature - acrobati, danzatori e spiriti dispettosi - che la circondano, la disarmano, la frastornano e la frullano come fosse un frappé e poi tagliano il filo che le poteva assicurare la via del ritorno.

Con il testo di Walter Fontana, in scena con Angela Finocchiaro le creature del labirinto, molto bravi Giacomo Buffoni, Fabio Labianca, Alessandro La Rosa, Antonio Lollo, Filippo Pieroni e Alessio Spirito. Le coreografie originali sono di Hervé Koubi, le scene di Giacomo Andrico, le luci di Valerio Alfieri, i costumi di Manuela Stucchi e la regia di Cristina Pezzoli, la Produzione è di Acidi.

Angela è disorientata, sempre più isolata e impaurita, scopre di essere in un luogo magico ed eccentrico, un Labirinto di muro e non di siepe erbosa, che si esprime con scritte e disegni. Adesso, senza filo, è il Labirinto che la fa giocare allegramente in un crescendo crudele per farle ritrovare il filo perduto. Deve superare trabocchetti ed è chiamata a prove di coraggio: insiste il pericolo del Minotauro affamato di carne umana anche se è mezzo bovino. Così Angela è costretta a svelare ansie, paure, fatiche, oppressioni e ipocrisie che sono sue, ma anche di tutti noi nel mondo di oggi, dove è necessario riscoprire il senso di parole come coraggio e altruismo. Angela lo fa alla sua maniera come quando, di fronte ai ragazzi ateniesi che la implorano di salvarli dal Mostro che li sta già sgranocchiando, promette firme e impegno sui social. Viene anche sottoposta a una sfida paradossale dal vero Teseo, che è disceso veloce dalle vette del mito, indignato perché la sua interprete non ha qualità eroiche e, poi, è una donna. Uno spettacolo dove tra parole comiche di un personaggio contemporaneo e la fisicità acrobatica primitiva e arcaica delle Creature del Labirinto si sviluppa un rapporto di azioni, danze e lotte in cui Angela è provocata dalla gang di ragazzi di strada imprevedibili, spietati e seducenti. Insomma il Labirinto si conferma simbolo antico di nascita - morte - rinascita. Così anche Angela, dopo aver toccato il fondo, riesce a ritrovare il filo e la forza per affrontare il Minotauro. Il finale è inatteso, tutto si trasforma in una festa collettiva coinvolgente e liberatoria.

Grazie alla Finocchiaro e a tutti gli altri si ride, ci si emoziona e si gode uno spettacolo con vari linguaggi espressivi. Grazie agli straordinari danzatori guidati dall’inventiva di Hervé Koubi, che si conferma uno dei più talentuosi e affermati coreografi presenti sulla scena internazionale. Grazie alla capacità comica di Angela Finocchiaro che racconta un personaggio che è molto personale e allo stesso tempo vicino al cuore di molti. E grazie anche al teatro di questa cittadina svizzera che si sa riempire con un programma sagace e brillante.

Angela Finocchiaro inizia in teatro negli anni Settanta, con l’esperienza nella compagnia sperimentale "Quelli di Grock". Partecipa alle performance della compagnia, tra cui ricordiamo il surreale “Spariamo alle farfalle” e la comicità originale e stralunata di “Felice e Carlina” e “Giochiamo che io ero”. Nel 1980 Angela allestisce con Carlina Torta e Amato Pennasilico lo spettacolo “Panna Acida” - nome che indicherà un nuovo gruppo teatrale - e partecipa al film che le darà notorietà nazionale: il geniale “Ratataplan” di Maurizio Nichetti.

Una lunga esperienza teatrale e cinematografica nel curriculum della Finocchiaro: “Ho fatto splash” di Nichetti, il secondo spettacolo di "Panna Acida – Scala F” (1981), la trasmissione radiofonica “Torno subito”. Continua negli anni il sodalizio con Maurizio Nichetti e partecipa alla trasmissione di Canale 5 “Quo vadiz”, realizzata con Gabriele Salvatores. La Finocchiaro è tra le protagoniste della trasmissione RAI “La TV delle ragazze” condotta da Serena Dandini.

Dagli anni Novanta in poi partecipa a numerose pellicole cinematografiche: “Il portaborse” di Daniele Luchetti (con Silvio Orlando e Nanni Moretti, 1991), “Il muro di gomma” di Marco Risi (1991), “Volere e volare” di Maurizio Nichetti (1991), “Assolto per aver commesso il fatto” di Alberto Sordi (1992), “Arriva la bufera” di Daniele Luchetti, con Diego Abatantuono, Silvio Orlando e Margherita Buy (1993), “A che punto è la notte” di Nanni Loy (1994), “Non ti muovere” di e con Sergio Castellitto (2004) e ad alcune fiction televisive, comunque, accanto all’intensa attività per il piccolo e grande schermo, Angela Finocchiaro non ha mai abbondato le scene dove ha portato testi di Stefano Benni, il fortunato “Benneide”, con repliche dal 2001 al 2004. Ha affiancato la pittoresca banda del programma “Zelig” ed è stata protagonista del monologo “Teatro anatomico” in una puntata della trasmissione RAI "Report".

Grande successo ha ottenuto con l’interpretazione di Maria nel film di Cristina Comencini “La bestia nel cuore”, si è aggiudicata il Nastro d’argento 2006, il Premio David di Donatello 2006 e il Ciak d’oro 2006 come migliore attrice non protagonista; il Premio Wella Cinema Donna alla 62^ Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia e il premio Queen of Comedy Award 2006. Nel 2007 è stata apprezzata tra gli interpreti di “Lezioni di volo” di Francesca Archibugi e “Mio fratello è figlio unico” di Daniele Luchetti, per il quale ha vinto il Premio David di Donatello 2007 come miglior attrice non protagonista. Il 2008 l’ha vista impegnata al cinema in “Amore, bugie e calcetto” di Luca Lucini, in “Un giorno perfetto” di Ferzan Ozpetek e ne “Il cosmo sul comò” al fianco di Aldo Giovanni e Giacomo.

È protagonista del fortunato film tv “Due mamme di troppo”, con cui vince il premio migliore attrice protagonista per la Sezione TV Comedy al Roma Fiction Festival. Al cinema è diretta da Carlo Verdone nel film “Io loro e Lara” (2010). Sempre nel 2010 è nel cast di “Benvenuti al Sud”, fortunato remake della commedia francese “Giù al Nord”, diretto da Luca Miniero. Partecipa inoltre come protagonista femminile al film di Aldo Giovanni e Giacomo “La Banda dei Babbi Natale”, campione di incassi del Natale 2010, che - insieme a “Benvenuti al Sud” - le vale la candidatura ai Nastri d’Argento 2011 come migliore attrice protagonista.

Il 2011 è denso di impegni: escono infatti “Bar Sport” (regia di Massimo Martelli) e “Lezioni di Cioccolato 2” (regia di Alessio Maria Federici). Nel 2012 è nelle sale con il sequel “Benvenuti al Nord” di Luca Miniero e con “Il sole dentro” di Paolo Bianchini. Nel 2013 è al cinema nella sua prima commedia da protagonista assoluta, “Ci vuole un gran fisico” (regia di Sophie Chiarello) e nel film “Indovina chi viene a Natale?” (regia di Fausto Brizzi). A teatro debutta con lo spettacolo “La scena”, scritto e diretto da Cristina Comencini. Nella stagione 2014/2015 riprende in teatro la tournée di “Open Day”, questa volta al fianco di Bruno Stori, mentre al cinema è tra i protagonisti di due commedie, entrambe dirette da Luca Miniero: “Un boss in salotto” e “La scuola più bella del mondo”. A dicembre esce per Emons l’audiolibro “Il pianeta degli alberi di Natale” di Gianni Rodari, letto da Angela Finocchiaro. Nel 2015 è al cinema in “Vacanze ai Caraibi” di Neri Parenti e in “Latin Lover”, per la regia di Cristina Comencini, con Virna Lisi, Marisa Paredes, Francesco Scianna, Neri Marcorè. A teatro debutta con il primo adattamento di “Calendar Girls” di Tim Firth, tratto dell’omonimo film con Helen Mirren, un vero cult per il pubblico femminile. In scena con Angela ci sono Laura Curino, Ariella Reggio, Carlina Torta, Matilde Facheris, Corinna Lo Castro, Elsa Bossi, Marco Brinzi (sostituito da Stefano Annoni per la stagione 2017/18), Noemi Parroni e Titino Carrara diretti da Cristina Pezzoli. Lo spettacolo è programmato anche per le stagioni 2016/2017 e 2017/2018. La rivediamo al cinema nel 2016 in “Assolo” di Laura Morante e in “Non c’è più religione” di Luca Miniero, mentre nel 2017 è a teatro con la lettura scenica “Bestia che sei”, a fianco di Stefano Benni.

Concludendo: è stato bello trascorrere qualche ora, qui nel Ticino al Sud della Svizzera, con Angela Finocchiaro.

22/12/2018 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
Credits: ©GiovanniDeSandre_GDS_0308rev04

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