Ex-Indesit. Un passo avanti decisivo, una vittoria ancora da conquistare

Sindacati e lavoratori esprimono grande soddisfazione dopo l’incontro al MISE dello scorso 17 Giugno in cui i vertici Whirlpool hanno annunciato che gli stabilimenti di Carinaro e None non saranno chiusi e non ci saranno esuberi strutturali. Questo risultato è il frutto della lotta che le lavoratrici e i lavoratori ex Indesit portano avanti da anni e della grande manifestazione dello scorso 12 Giugno. Più cauto resta l’ottimismo di alcune avanguardie che scottate da molte promesse mai mantenute chiedevano lo stralcio totale del piano. La nuova proposta sarà nota nei dettagli il prossimo 23 Giugno al Mise.


Ex-Indesit. Un passo avanti decisivo, una vittoria ancora da conquistare Credits: foto di Marco Casini

Sindacati e lavoratori esprimono grande soddisfazione dopo l’incontro al MISE dello scorso 17 Giugno in cui i vertici Whirlpool hanno annunciato che gli stabilimenti di Carinaro e None non saranno chiusi e non ci saranno esuberi strutturali. Questo risultato è il frutto della lotta che le lavoratrici e i lavoratori ex Indesit portano avanti da anni e della grande manifestazione dello scorso 12 Giugno. Più cauto resta l’ottimismo di alcune avanguardie che scottate da molte promesse mai mantenute chiedevano lo stralcio totale del piano. La nuova proposta sarà nota nei dettagli il prossimo 23 Giugno al Mise.

di Pasquale Vecchiarelli

Roma. L’incontro al Mise dello scorso 17 Giugno tra governo e parti sociali ha confermato il vecchio ma sempre valido motto  la lotta paga.  I vertici Whirlpool, come si apprende dai comunicati stampa,  pare che abbiano promesso degli avanzamenti rispetto alla linea dei tagli strutturali, anche se i dettagli del nuovo piano, che dovrebbe appunto prevedere la reindustrializzazione degli stabilimenti di Carinaro e None, si conosceranno nel corso del prossimo incontro che avverrà il 23 Giugno al  Mise.

La lotta dei lavoratori ha costretto i vertici della multinazionale americana a piegarsi alla trattativa. Grazie all’impegno delle lavoratrici e dei lavoratori ex Indesit oggi  il piano degli esuberi strutturali è stato sostituito con quello della reindustrializzazione degli stabilimenti a rischio chiusura, questo a dimostrazione  che l’unica classe veramente intenzionata a salvaguardare il tessuto produttivo e quindi lo sviluppo del paese è la classe operaia.  

Rimane però un interrogativo: qual è la vittoria dei lavoratori in questa vertenza? Non c’è ombra di dubbio che la vittoria coincide con la salvaguardia di tutti i posti di lavoro e di tutti i siti produttivi per i prossimi anni. Quello che si prospetta lo vedremo meglio mercoledì prossimo nei dettagli del nuovo piano industriale ma certamente l’attenzione rimane alta  perché se è vero che è stata accantonata l’ipotesi degli esuberi strutturali rimangono in piedi tutta una serie di escamotage utili  a gestire le “eccedenze di lavoratori “ : incentivi per i trasferimenti, prepensionamenti, esodo volontario, scivoli, altalene etc..

 

Gli americani hanno puntato molto sugli esuberi del personale per ristrutturare il nuovo gioiellino appena comprato, e non molleranno facilmente su questo terreno. A questo proposito vale la pena ricordare che il processo di ristrutturazione della ex-Indesit è in corso da prima che la Whirlpool ne acquisisse il 60% e oltre della proprietà, insomma una parte del lavoro sporco è stata già svolta prima e durante la trattativa ora rimane da completare il programma. Fermo restando che con il jobs act parlare di salvaguardia dei posti di lavoro è un eufemismo, dato che grazie a quella legge ora si potrà licenziare con facilità in qualsiasi momento, gli yankee da questa trattativa vorranno comunque ottenere il massimo: la loro strategia è ormai chiara  hanno puntato  al sole per ottenere come minimo la luna. 

21/06/2015 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
Credits: foto di Marco Casini

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“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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