Controlacrisi: "Europa bye bye. La Germania schiaccia la Grecia"

La finzione dell'Europa democratica sembra finita. I poteri del capitale finanziario gettano la maschera e la Commissione Europea e la BCE si manifestano per esserne i "tutori" politici ed economici. Tsipras sembra aver accettato tutte le condizioni come l'accordo "migliore possibile", posizione sostenuta per solidarietà anche da larga parte della sinistra alternativa nel nostro paese. Ma i dissensi crescono proprio all'interno di Syriza e lo stesso Varoufakis esprime le sue critiche della gestione del dopo-referendum.


Controlacrisi: "Europa bye bye. La Germania schiaccia la Grecia"

La finzione dell'Europa democratica sembra finita. I poteri del capitale finanziario gettano la maschera e la Commissione Europea e la BCE si manifestano per esserne i "tutori" politici ed economici. Tsipras sembra aver accettato tutte le condizioni come l'accordo "migliore possibile", posizione con cui solidarizza anche larga parte della sinistra alternativa nel nostro paese. Ma i dissensi crescono proprio all'interno di Syriza e lo stesso Varoufakis esprime le sue critiche sulla gestione del dopo-referendum.

di Redazione LCF

La finzione dell'Europa democratica sembra giunta al termine. I poteri del capitale finanziario gettano la maschera e la Commissione Europea e la BCE si rivelano per esserne i "tutori" politici ed economici. Dopo una maratona negoziale di 17 ore, i leader di #Eurosummit mettono sul tavolo un nuovo accordo sul salvataggio della Grecia per scongiurare la #Grexit. Il governo greco non potrà dunque rispettare il proprio mandato elettorale e nemmeno fino in fondo la volontà del 62% del popolo greco che si era espresso per il NO nel recente referendum.

Merkel e Schaeuble, con l'avallo dei vari Hollande e Renzi, impongono la dittatura dei vincoli dei Trattati europei e della moneta unica che continuano a schiacciare salari, welfare e diritti utilizzando il debito come ricatto sulla testa delle classi lavoratrici e dei popoli della UE (e non solo).

Il nuovo programma di 82-86 miliardi di euro di aiuti del "fondo salva stati" è pieno di condizioni-capestro. Tsipras sembra aver accettato tutte queste condizioni ("l'accordo è il migliore possibile"), comprese quelle su punti delicati prima rifiutati come pensioni, licenziamenti nella pubblica amministrazione e privatizzazione del patrimonio pubblico. Posizione con cui solidarizza anche larga parte della sinistra alternativa nel nostro paese compreso il PRC.

E pur tuttavia le cose non sembrano essere così semplici ed è proprio dentro Syriza che stanno crescendo perplessità e contrarietà alla linea ufficiale del partito di governo greco di accettare i sacrifici e una linea dell'austerità "concordata". Già sabato scorso Tsipras aveva presentato al Parlamento il suo nuovo piano di proposte per le trattative con l'Eurogruppo e una larga maggioranza era stata raggiunta solo grazie ai voti dei partiti dell'austerità di centrosinistra e di centrodestra (PASOK, ND e To Potami) visto che 17 deputati di Syriza (tra contrari, astenuti e non partecipanti) non avevano votato il pacchettotra questi dissidenti il ministro dell’Energia e della Riorganizzazione produttiva Panagiotis Lafazanis, il ministro della Salute e della Sicurezza Sociale Dimitris Stratoulis, ex sindacalista e oppositore dei tagli alle pensioni, e il ministro del Lavoro Panos Skourletis che stamattina alla tv greca ERT ha detto che nessuno sarà costretto a votare un accordo che non condivide. Il portavoce del Parlamento greco Zoe Konstantopoulou ieri aveva detto: «Il governo è ricattato. I finanziatori insistono per trasformare il “no” (al referendum della settimana scorsa) in un “sì.” Non potrei mai votare i contenuti di un accordo di questo tipo».

Non ha partecipato al voto nemmeno Yanis Varoufakis, ufficialmente per "impegni personali", che nelle ore passate aveva dichiarato di avere una proposta differente da quella di Tsipras che non prevedesse il sacrificio della sovranità popolare greca ma la sua salvaguardia (ad esempio riprendendo il controllo della banca greca togliendola da quella della BCE). 

Qui potete leggere la notizia su Controlacrisi.org 

13/07/2015 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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