Il Parlamento Europeo vota sul libero scambio con il Canada

La Grande Coalizione europea anticipa il TTIP col CETA


Il Parlamento Europeo vota sul libero scambio con il Canada Credits: https://www.libre-echange.info/IMG/jpg/cetavisuelhoren3.jpg

IL 15 Febbraio il Parlamento Europeo voterà il “cavallo di Troia del TTIP”, il trattato CETA. L’Accordo Economico e Commerciale Globale tra Unione Europea e Canada verrà votato in una sessione plenaria in cui sarà presente anche il presidente canadese Trudeau.

Secondo uno studio dello stesso Parlamento Europeo,il CETA porterebbe direttamente alla perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro in Europa. a causa dell’esposizione alla concorrenza con le grandi multinazionali, sarebbero 90 milioni i posti di lavoro messi a rischio nelle piccole imprese europee. L’obiettivo di creare “posti di lavoro dignitosi” rimane solamente sulla carta, dilazionato su un periodo di tempo che va dai 6 ai 10 anni.

La Grande Coalizione per il CETA

Chi si prenderà la responsabilità di votare questo accordo? La Grande Coalizione che da sempre regge gli equilibri dell’Unione Europea. Principalmente il gruppo dei Socialdemocratici (in Italia, il PD) e il gruppo dei Popolari (Alfano e Berlusconi). A loro si aggiungono il gruppo dei Liberal Democratici (Monti) e il gruppo dei Conservatori E Riformisti (Fitto).

I grandi prodomi fatti dai socialdemocratici sulla rottura della Grande Coalizione si sono rivelati presto una piccola sceneggiata per le poltrone. Alla prima occasione importante sono ritornati a una Grosse Koalitionen allargata ancora più a destra con i Conservatori e Riformisti. Non solo, i socialdemocratici cercano anche di raccontare che il CETA sia l’alternativa progressista al protezionismo aggressivo di Donald Trump. Secondo l’europarlamentare Eleonora Forenza: “è falso. Ad esempio, l’ICS (international court system – succedaneo del sistema di corti arbitrali per le imprese ISDS) aprirà le porte alla possibilità per le oltre 40mila grandi imprese Usa che hanno consociate in Canada,tra cui giganti dell’agroalimentare come Coca Cola, McDonald, Cargill, ConAgra foods, di ottenere gli stessi privilegi che garantirebbe loro il Ttip: la possibilità di influenzare la formulazione e l’applicazione di regole e standard che limitino i loro profitti e la facoltà di citare gli Stati in giudizio se si sentissero danneggiate dalle regole democratiche”.

L’eurodeputata comunista aggiunge che lo stesso presidente canadese Trudeau: “elogiava la decisione del presidente USA Donald Trump di autorizzare la costruzione dell’oleodotto Keystone XL e si appresta ad esportare in Europa il petrolio prodotto da sabbie bituminose e scisti, ottenuti con i procedimenti estrattivi 5 volte più inquinanti e che l’UE si era impegnata a tagliare del 6% entro il 2020 attraverso la direttiva qualità dei carburanti del 2011”.

CETA Check e mobilitazione di piazza

Il movimento contro il TTIP e il CETA ha lanciato due iniziative. Una è il CETA Check, una campagna di pressione sui parlamentari europei per spingerli a prendere pubblicamente l’impegno di votare contro il trattato. Al momento, 176 deputati hanno espresso l’impegno a votare contro il CETA, per bocciare il trattato ne servono 376. Gli unici gruppi parlamentari ad essersi espressi in blocco contro il CETA sono, ad ora, la sinistra radicale e comunista GUE/NGL e i Verdi. Del gruppo socialdemocratico, solo 22 su 189 membri sono usciti allo scoperto. Tra i dissidenti socialdemocratici ci sono principalmente i deputati francesi, sotto grossa pressione dal proprio elettorato dopo il fallimento della presidenza di Hollande. Nel Parlamento Francese, il gruppo socialista si è trovato spaccato sulla mozione anti CETA proposta dal gruppo comunista e ha imposto l’astensione ai suoi membri. Tra gli eletti italiani del PD, inclusi i fuoriusciti come Cofferati e Schlein, nessuno si è ancora espresso contro il CETA. Il sito italiano del CETA Check è disponbile cliccando qui.

Durante la seduta del Parlamento Europeo a Strasburgo col voto sul CETA, si terrà anche una marcia nella stessa città, con manifestanti in arrivo da Spagna, Olanda, Francia, Germania, Austria e Belgio.

11/02/2017 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
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L'Autore

Paolo Rizzi

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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