Il Vietnam si prepara a ripartire dopo la quarta ondata

Il governo ha posto l’obiettivo di riportare la situazione sotto controllo entro la fine del mese a livello nazionale, ed entro il 15 settembre per quanto riguarda Hồ Chí Minh City.


Il Vietnam si prepara a ripartire dopo la quarta ondata

“Il Vietnam si sta preparando a adattarsi in sicurezza alla vita in mezzo alla pandemia una volta raggiunto il suo obiettivo di vaccinazione” ha dichiarato domenica 5 settembre il primo ministro Phạm Minh Chính. Si tratta di affermazioni importanti, che arrivano mentre la parte meridionale del paese è ancora alle prese con quella che viene considerata come la quarta e più pericolosa ondata dell’epidemia in Vietnam. 

Mentre le principali città e numerose altre province stanno mettendo in pratica chiusure e restrizioni più o meno stringenti, il capo del governo ha affermato di aver chiesto alle agenzie competenti di elaborare piani per la ripresa economica e per consentire alla società di adattarsi in sicurezza al Covid-19 in settori come i trasporti, la produzione e i servizi. Chính ha infatti ribadito, come aveva già detto il 29 agosto e in occasione della festa nazionale del 1° settembre, che il Vietnam non potrà vivere in eterno in lockdown, e che altre strategie dovranno essere messe in atto per arginare la pandemia [1].

“Comprendiamo le difficoltà che devono affrontare le imprese e le persone, quindi dobbiamo sforzarci di riportare il paese in una nuova normalità” ha affermato il primo ministro nell’incontro di domenica scorsa con il Comitato direttivo nazionale per la prevenzione e il controllo del Covid-19. “Le attuali misure di controllo del coronavirus sono state ricavate dalle lezioni degli ultimi due anni, risultato dei pareri degli scienziati e delle esperienze degli altri Paesi. Ma l’obiettivo di sconfiggere il virus non è stato raggiunto a causa delle difficoltà nell'attuazione di tali misure” ha aggiunto.

Le località soggette al distanziamento sociale dovrebbero continuare a eseguire test di massa contro il Covid-19 su tutta la popolazione in modo che entro metà settembre le persone nelle aree ad alto rischio possano essere testate ogni due o tre giorni e quelle nelle altre aree almeno una volta a settimana” ha concluso Phạm Minh Chính.

Alle parole del primo ministro hanno fatto eco quelle di Nguyễn Văn Nên, segretario del Partito Comunista per quanto riguarda Hồ Chí Minh City, la città più popolosa del paese, reduce da due settimane di rigido lockdown. Secondo Nên, “Hồ Chí Minh City non può continuare a imporre rigidi blocchi a tempo indeterminato. Dovrebbe riaprire gradualmente la sua economia e imparare a convivere con il nuovo coronavirus”. “Questa pandemia non ha precedenti e non abbiamo avuto lezioni precedenti. Non possiamo imporre rigide misure di distanziamento sociale per sempre se non riusciamo a sconfiggerla”, ha aggiunto nel corso di una conferenza stampa tenuta nella stessa giornata del 5 settembre.

Secondo Nên, la capitale economica del Vietnam ha sacrificato il settore economico nel corso delle due settimane di lockdown, ma presto “tornerà a perseguire il duplice obiettivo di controllare la pandemia garantendo al contempo la crescita economica”. “Dobbiamo proteggere la salute della nostra economia per evitare il collasso economico” ha sottolineato. Il segretario ha affermato che le autorità cittadine stanno lavorando a un piano di ripresa economica basato sulla scienza e su lezioni pratiche tratte dalle esperienze dei Paesi di tutto il mondo. Ha inoltre incaricato un team di scienziati, medici, sociologi e psicologi di studiare tutte le questioni correlate per muoversi verso la strategia del “convivere con il virus”.

Attualmente, il governo ha posto l’obiettivo di riportare la situazione sotto controllo entro la fine del mese a livello nazionale, ed entro il 15 settembre per quanto riguarda Hồ Chí Minh City. “La situazione socio-economica degli ultimi otto mesi è stata fortemente influenzata dall’ultima epidemia di Covid. La massima priorità dovrebbe essere data a stabilire il controllo sulla pandemia il prima possibile perché questo è un fattore decisivo per la ripresa economica” ha ribadito il primo ministro Phạm Minh Chính nella riunione di gabinetto organizzata il 6 settembre. 

Il leader del governo ha invitato il ministero della Pianificazione e degli Investimenti a iniziare a elaborare piani di risanamento. Secondo i dati ufficiali, infatti, il numero di aziende costrette alla chiusura è salito del 24% da inizio anno, mentre nello stesso periodo gli investimenti diretti esteri sono diminuiti del 2,1%. Nonostante questo, il modello economico a orientamento socialista vigente in Vietnam ha permesso di mantenere la stabilità per la maggior parte dei dati macroeconomici: l’inflazione, in particolare, è stata pari solamente all’1,79% nei primi otto mesi dell’anno, l’aumento più basso dal 2016.

 

Note:

[1] https://giuliochinappi.wordpress.com/2021/09/05/leconomia-del-vietnam-colpita-dalla-pandemia/

10/09/2021 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Giulio Chinappi

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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