L'Austria non può permettersi i rifugiati

Intanto chi contesta viene bastonato anche dalla polizia dell’amica Italia.


L'Austria non può permettersi i rifugiati

Ma può salvare le banche e può dimenticare i flussi migratori accolti negli ultimi 40 anni del secolo scorso. Intanto chi contesta viene bastonato anche dalla polizia dell’amica Italia.

di Guido Capizzi

BRENNERO, CONFINE ITALIA-AUSTRIA. La Repubblica d'Austria fa parte dell’'Unione Europea, nell'area centrale e senza sbocco sul mare. Ha una popolazione di: 8,474 milioni di abitanti. Confina con Germania, Svizzera, Italia, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovenia, Slovacchia, Liechtenstein.

Quali sono i fatti su cui si discute in questi giorni? Il governo austriaco ha stimato che entro il 2016 il costo totale per i rifugiati sarà di 565 milioni di euro e dice che non può permetterselo. Ma dimentica che, tanto per fare un confronto, l'Austria ha speso dieci miliardi di euro per il salvataggio delle banche dal 2009 al 2014.

E un’altra cosa hanno dimenticato in Austria: quando anche in campagna elettorale si rivendica di vivere la crisi di rifugiati senza precedenti: “Mai prima d'ora sono venuti in Austria così tante persone”, forse qualcuno dovrebbe suggerire di controllare i fatti. L'Austria ha ricevuto numeri significativamente maggiori di rifugiati in periodi precedenti: se nel 2015 è stato chiesto asilo da 90.000 persone, circa 180.000 persone provenienti dall’Ungheria arrivarono negli anni 1956-1957, nel 1968 fuggirono 162.000 persone dalla Cecoslovacchia verso l'Austria e, poi, anche da qui entrarono molti dei 90.000 rifugiati dopo la fine della Jugoslavia.

Qualcuno ha pensato bene di contestare muri e fili spinati allestiti e pronti per l’uso al Brennero. Ci sono state manifestazioni sabato al Brennero, mentre domenica circa 70 anarchici hanno protestato davanti al carcere di Bolzano e chiesto la liberazione di sei persone arrestate durante i disordini del giorno prima. Gli anarchici hanno scandito slogan contro le forze di sicurezza italiane. Ricordiamo che quattro degli incarcerati sono stati portati a Bolzano, mentre due in un istituto penale a Trento.

Sabato 7 maggio al Brennero in 500 per contestare, qualcuno parzialmente mascherato, attivisti in gran parte italiani e anarchici sono stati bersagliati dalla polizia alla stazione ferroviaria. I carabinieri, dotati di scudi, hanno usato manganelli per padroneggiare la situazione. Insomma, chi contesta viene bastonato.

Il governatore del Tirolo Günther Platter e il suo collega altoatesino Arno Kompatscher hanno condannato i disordini e Platter si è definito “scioccato dal livello di violenza da parte di manifestanti contro l'esecutivo italiano".

Il Presidente austriaco Heinz Fischer ha deplorato la violenza aggiungendo che "le dimostrazioni sono in democrazia comunque ammissibili anche se non contribuiscono alla soluzione di un problema”.

I partiti di destra italiani hanno subito chiesto una punizione esemplare per chi ha contestato: "I rivoltosi, che credono ancora che si possono risolvere i problemi con la violenza, appartengono alla prigione" ha detto la deputata conservatrice di Forza Italia, Daniela Santanchè. Le ha fatto eco il leghista Matteo Salvini, il capo del partito xenofobo Lega Nord: "Questi anarchici restino dietro le sbarre".

Insomma, anche da qui, siamo sollecitati a scrivere che occorre lottare contro il capitalismo, il liberismo, il colonialismo che uniscono le politiche estere dei governi dei Paesi UE e chiedere che sia invece definita un’accoglienza rispettosa a chi bussa ai confini. La dignità delle persone, prima di tutto.

13/05/2016 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Guido Capizzi

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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