Prosegue la disputa tra Cina e Vietnam sulle isole Spratly e Paracelso

Nelle ultime settimane si sono intensificate le tensioni tra Cina e Vietnam a causa della disputa riguardante la sovranità sui due arcipelaghi.


Prosegue la disputa tra Cina e Vietnam sulle isole Spratly e Paracelso Credits: Mezzi della marina militare vietnamita

La disputa tra Cina e Vietnam per il controllo degli arcipelaghi delle isole Spratly (in vietnamita Quần đảo Trường Sa) e Paracelso (Quần đảo Hoàng Sa) sta vivendo momenti particolarmente tesi in queste settimane. Il 2 aprile, infatti, una nave della guardia costiera cinese ha colpito e affondato un peschereccio vietnamita che si trovava nelle acque dell'isola di Phú Lâm (internazionalmente nota come isola Woody), nell'arcipelago delle Paracelso.

L'incidente che ha portato all'affondamento dell'imbarcazione numero QNg 90617 TS è stato all'origine di un reclamo ufficiale da parte delle autorità vietnamite, come affermato dalla portavoce del Ministero degli Esteri, Lê Thi Thu Hang. Una nota diplomatica è stata consegnata all'ambasciata cinese di Hà Nội, ed il 7 aprile è stata depositata anche una nota di protesta presso le Nazioni Unite.

Le autorità vietnamite hanno chiesto alla parte cinese di indagare, chiarire e punire rigorosamente i dipendenti pubblici e la nave cinese responsabili dell'incidente. Inoltre, sono state chieste garanzie affinché azioni simili si ripetano in futuro e una compensazione adeguata per risarcire gli otto pescatori vietnamiti, fortunatamente tutti rimasti illesi, delle loro perdite.

Secondo il diritto internazionale, il Vietnam ha sufficienti basi legali e prove storiche che confermano la sua sovranità sugli delle isole Spratly e Paracelso. Tuttavia, il governo cinese rivendica entrambi gli arcipelaghi per sé, e da lungo tempo si rende protagonista di violazioni della sovranità del Vietnam sulle isole e sulle acque territoriali delle stesse. I due Paesi avevano sottoscritto un accordo bilaterale sui principi che regolano la risoluzione delle dispute marittime ed una Dichiarazione di condotta del Parti nel Mare Orientale (internazionalmente noto come Mar Cinese Meridionale), ma il Vietnam ha più volte denunciato violazioni degli accordi da parte di Pechino.

Il 15 aprile, il governo vietnamita ha segnalato che la nave cinese Haiyang Dizhi 8, utilizzata per le indagini sismiche offshore, ha violato le acque territoriali del Vietnam, avvicinandosi fino a 158 km dalle coste del Paese. L'imbarcazione era inoltre scortata da una nave più piccola della guardia costiera cinese. “Il Vietnam chiede che tutte le nazioni rispettino le disposizioni della Convenzione delle Nazioni Unite del 1982 sul diritto del mare (UNCLOS) e del diritto internazionale al fine di contribuire al mantenimento della pace, della stabilità e della cooperazione nel Mare Orientale”, ha dichiarato il ministro degli esteri vietnamita Phạm Bình Minh. La stessa nave era già stata protagonista di altre violazioni delle acque territoriali vietnamite nel luglio, nel settembre e nell'ottobre del 2019.

Infine, il 18 aprile, il governo cinese ha ufficializzato la nascita delle unità amministrative delle isole Spratly e Paracelso, considerandole dunque come parte integrante del proprio territorio, e più precisamente della provincia di Hainan. Le isole, secondo quanto affermato dal governo di Pechino, sono considerate una unità amministrativa della città-prefettura di Sansha, istituita il 24 aprile 2012, che da ora comprenderà due distretti di nuova formazione: quello di Xisha, equivalente all'arcipelago delle Paracelso, e quello di Nansha, che comprende le isole Spratly.

“Il Vietnam ha affermato con fermezza molte volte che il paese dispone di prove storiche e fondamenta legali sufficienti per far valere la sua sovranità sugli arcipelaghi Trường Sa e Hoàng Sa”, ha affermato Lê Thi Thu Hang in seguito alla dichiarazione cinese. "Il Vietnam chiede che la Cina rispetti la sovranità del Vietnam, abolisca le sue decisioni sbagliate e non commetta atti simili in futuro", ha aggiunto. Il Vietnam ha affermato che le decisioni prese dalla Cina non hanno alcun valore secondo il diritto internazionale, non sono favorevoli all'amicizia fra le due nazioni e complicano ulteriormente la questione del Mare Orientale. La stessa città-prefettura di Sansha, infatti, comprende pure un terzo arcipelago, quello delle isole Zhongsha, controllate dalla Cina ma rivendicate anche da Taiwan e dalle Filippine.

Secondo la divisione amministrativa vietnamita, invece, le isole Spartly appartengono alla provincia di Khánh Hòa, mentre le Paracelso sono comprese in quella di Da Nang.

In realtà, le isole Paracelso sono state occupate nel 1974 dalla Cina, che le ottenne in seguito ad un conflitto con il Vietnam del Sud. Nel 1975, con la riunificazione vietnamita, il governo di Hà Nội ha preteso la restituzione dell'arcipelago appellandosi al diritto internazionale, cosa che però non è mai avvenuta. Le isole sono inoltre rivendicate da Taiwan. Ancora più complicata è la situazione dell'arcipelago delle Spratly, visto che queste sono amministrate in maniera frammentaria da Vietnam, Cina, Malaysia, Filippine e Taiwan, poiché ognuno di questi Paesi occupa militarmente solamente alcune isole. Inoltre, l'arcipelago è rivendicato anche dal governo del Sultanato del Brunei.

Il riemergere di grandi tensioni tra Cina e Vietnam è probabilmente alla base della visita della nave militare statunitense USS Roosevelt al porto di Da Nang: da tempo, infatti, il Vietnam persegue una politica a fasi alterne di avvicinamento agli Stati Uniti nei momenti di maggiore crisi con la Cina, ma allo stesso tempo intrattiene importanti relazioni economiche e commerciali con Pechino, evitando di diventare un mero stato vassallo di Washington e salvaguardando la propria autonomia nelle relazioni internazionali.

26/04/2020 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
Credits: Mezzi della marina militare vietnamita

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L'Autore

Giulio Chinappi

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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