Venezuela, la Costituente va avanti, nonostante tutto

Dopo la farsa elettorale della destra, si vota per la Costituente.


Venezuela, la Costituente va avanti, nonostante tutto Credits: https://www.flickr.com/photos/jokamadruga/

Domenica 30 Luglio si vota per l'Assemblea Costituente in Venezuela.La strada verso queste elezioni è stata tremenda. Dall'inizio del 2017 ci sono stati più di 100 morti, in grandissima parte provocato dalla destra, a volte anche in maniera atroce. Sono almeno 19 i morti per mano anti chavista bruciati vivi. Alcuni di loro non erano neanche militanti, avevano solo la colpa di essere neri e poveri, di essere capitati in mezzo a una manifestazione della destra. Va detto che mentre molti media internazionali riportano questi fatti atroci, quelli italiani e spagnoli continuano a far finta di nulla.

Per alcuni dei morti, c'è anche l'insulto postumo, come per Juan Lopez, sindacalista studentesco chavista assassinato durante un'assemblea, spacciato dai giornali occidentali come leader degli studenti di opposizione. Certo, ci sono anche morti causati dalle forze governative. Certo, è evidente che il governo di Maduro ha bisogno di un uso pesante della violenza per mantenere il controllo. Rimane che di fronte al livello di violenza messo in piazza dalla destra, la supposta dittatura totalitaria di Maduro mette sotto processo decine di membri delle forze di polizia.

Le elezioni, che si svolgono mentre stiamo completando questo numero del nostro giornale, eleggeranno 540 deputati di cui 364 eletti a suffragio universale su circoscrizioni municipali, gli altri eletti dalle categorie sociali: operai, contadini, studenti, disabili, popoli indigeni, pensionati, imprenditori e membri delle comuni.

Il fallimento elettorale della destra

Il 16 Luglio le forze di destra hanno provato a forzare la mano con un tentativo di plebiscito. Il Tavolo di Unità DemocraticaMUD, la coalizione dei partiti di destra – ha svolto il referendum revocativo su Maduro che il Tribunale Supremo aveva bocciato. L'obiettivo della destra era portare più di 11 milioni di persone alle urne, in modo da poter vantare una larga maggioranza nel paese. Alla fine, gli organizzatori del plebiscito hanno comunicato 7 milioni di votanti. Molto sotto la quota prefissata per cantare vittoria, anche al di sotto dei voti ottenuti dalla MUD nelle elezioni regolari. E sicuramente si tratta di voti gonfiati, in una consultazione organizzata al di fuori dalla legalità, con ampissime testimonianze di votanti che hanno votato in molti seggi e con degli osservatori internazionali che includevano tutta la peggior destra latino americana. Basti citare Vicente Fox, ex presidente del Messico, vincitore delle elezioni del 2000 solo grazie a dei plateali brogli.

È fuor di dubbio che la mancata soluzione alla crisi economica ha tolto consenso al chavismo, tanto che le ultime elezioni parlamentari – per quanto macchiate dalla violenza della destra – hanno visto la sconfitta del PSUV e degli alleati. Allora, perché il plebiscito è stato un fallimento?La risposta, in fondo, è semplice: la maggioranza dei venezuelani non vuole una guerra civile. Per quanto in difficoltà, Maduro sta seriamente cercando di risolvere la crisi col dialogo, si è arrivati addirittura alla scarcerazione del capo dei golpisti, Leopoldo Lopez. È bene ricordare che Lopez è stato colui che durante il golpe del 2002 guidò l'assalto armato all'ambasciata cubana.

Se Maduro dialoga, la destra risponde con la violenza. La destra in realtà è divisa e sa che di fronte a un vero processo di dialogo nazionale perderebbe pezzi da tutte le parti. Per questo mantiene alta la tensione. Per questo servono i morti in piazza, gli assalti al Parlamento, gli assalti alla TV di stato. Per questo i vescovi sabotano il tentativo di mediazione proposto da Papa Francesco (sia detto per inciso, uno dei pochi atti di vera discontinuità fatti da Bergoglio).

ResumenLatinoamericano riporta che settori capitalisti vorrebbero partecipare al processo costituente – sicuramente per garantirsi degli spazi all'interno di una Costituzione più socialista. A queste richieste, Maduro ha risposto che sarebbe addirittura disposto a rinviare le elezioni della Costituente a patto di una rottura pubblica con la destra fascista e golpista.

Non possiamo sapere quali saranno i risultati di queste elezioni per la Costituente, i primi risultati cominceranno ad arrivare quando questo numero sarà già uscito. Sappiamo alcune cose. Il Venezuela può uscire in due modi da queste elezioni: con più ordine e più partecipazione popolare oppure con più disordine, verso la chiusura del golpe. Sappiamo che la situazione assomiglia per molti versi al Cile di Allende, con una crisi economica reale – con colpe interne e molte macchinazioni esterne – che allontana dal progetto di emancipazione molti gruppi sociali, non solo quelli reazionari. Sappiamo anche che il processo venezuelano dura da molto più tempo di quello cileno, sappiamo che i reazionari non si sono fatti troppi scrupoli a rendersi nemici delle classi popolari sotto ogni punto di vista.

Quello dopo le elezioni costituenti può essere davvero un giorno migliore per il Venezuela.

29/07/2017 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
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L'Autore

Paolo Rizzi

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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