Vietnam: “flessibilità” sarà la parola chiave del nuovo anno scolastico

Il nuovo anno scolastico vietnamita sta per avere inizio nel momento peggiore dal punto di vista sanitario. Il governo è pronto a dare grande libertà d’azione alle province e a rivedere i propri piani in base agli sviluppi futuri.


Vietnam: “flessibilità” sarà la parola chiave del nuovo anno scolastico

Lo scorso 12 agosto, il ministro dell’Istruzione e della Formazione Nguyễn Kim Sơn ha presieduto la conferenza nazionale online di sintesi dell'anno scolastico 2020-2021 e di pianificazione del nuovo anno scolastico 2021-2022. Naturalmente, l’attuale situazione epidemica del Vietnam è stato l’argomento centrale della conferenza, visto che il virus ha influenzato fortemente lo svolgimento dello scorso anno scolastico, ma potrebbe avere un’incidenza ancora maggiore in quello che sta per iniziare.

Nel corso dell’evento, Sơn è intervenuto affermando che la realtà in corso mostra che l'epidemia è una lunga storia che costringe il settore dell'istruzione a cambiare il proprio status, con soluzioni di massima flessibilità per adattarsi e cogliere le opportunità. Il ministro si è comunque impegnato a mantenere la qualità dell’insegnamento e a garantire il raggiungimento degli obiettivi prefissati. 

“Quando l’epidemia sarà sotto controllo, i settori economici impiegheranno poco tempo per riprendersi, ma se l’istruzione dovesse uscirne danneggiata, ci vorrà molto tempo per superarlo, e questo penalizzerà gli studenti. Bisogna trasformare le sfide e le minacce in opportunità per adattarsi, cambiare e ridurre al minimo gli aspetti negativi", ha affermato Sơn. 

Proattività e flessibilità sono incoraggiate dal ministero dell'Istruzione e della Formazione per essere applicate al massimo in questo anno scolastico, non solo a livello provinciale, ma anche da parte di ogni scuola, classe e insegnante. Il ministro ha affermato che le scuole dovranno sfruttare i momenti di maggior controllo della pandemia per lo svolgimento di lezioni in presenza, soprattutto nella scuola primaria. Le nuove conoscenze andranno impartite, laddove possibile, direttamente in classe, mentre le lezioni online, alle quali si dovrà fare ricorso nei momenti più critici, si concentreranno sul consolidamento di conoscenze e abilità già acquisite.

Nguyễn Hữu Độ, viceministro dell’Istruzione e della Formazione, ha affermato che il ministero emetterà una direttiva per l'anno scolastico, con linee guida per l'attuazione dell'anno scolastico nel contesto epidemico. Il documento prevede diverse opzioni per passare rapidamente dall’insegnamento in presenza a quello online e viceversa, fino a combinare diverse forme di insegnamento.

Generalmente, l’anno scolastico vietnamita ha inizio a metà agosto. Nel 2020, tuttavia, l’anno scolastico aveva avuto inizio solamente il 1° settembre, in quanto gli studenti erano andati a scuola fino a metà luglio per recuperare le settimane perse fra febbraio e aprile. Quest’anno, la maggioranza delle province ha già annunciato che le scuole riapriranno in ritardo rispetto al consueto, proprio a causa della difficile situazione epidemica che sta vivendo il Paese. Solamente 19 province su 63 dovrebbero infatti iniziare le attività scolastiche entro fine agosto, mentre le altre hanno posticipato il rientro a settembre. 

La prima in assoluto a riaprire è stata la provincia settentrionale di Son La, dove gli studenti sono tornati regolarmente a scuola il 16 agosto. Con oltre 1,2 milioni di abitanti, la provincia di Son La ha registrato solamente 87 casi positivi al Covid-19 da inizio pandemia. 

Bình Dương, la provincia meridionale più colpita dopo Hồ Chí Minh City, ha per il momento programmato la riapertura delle scuole per il 1° settembre. Tuttavia, la provincia ha affermato che gli studenti potrebbero dover studiare online per i primi due mesi poiché per ora alcune scuole sono ancora utilizzate come strutture di quarantena. Anche la provincia di An Giang, nella regione del delta del Mekong, riaprirà le scuole il 1° settembre, con l’eccezione delle prime elementari, che inizieranno il 30 agosto.

Molto più incerta è la situazione per le grandi città di Hồ Chí Minh City e Hà Nội, dove attualmente vige ancora la direttiva 16, ovvero la campagna di distanziamento sociale nella sua forma più restrittiva. Attualmente, Hồ Chí Minh City ha prolungato la durata del distanziamento sociale fino al 15 settembre, ma le autorità cittadine stanno programmando l’apertura delle scuole con lezioni online a partire dal 6 settembre, mentre le scuole elementari dovrebbero iniziare il 20 settembre.

Migliori, sulla carta, le prospettive di Hà Nội, dove al momento la campagna di distanziamento sociale dovrebbe terminare il 23 agosto. Se i casi positivi dovessero diminuire, le scuole potrebbero iniziare direttamente con lezioni in presenza a partire dal 1° settembre, mentre in caso contrario la prima parte dell’anno scolastico potrebbe svolgersi online.

Di recente, anche le città di Đà Nẵng e Nha Trang sono passate all’applicazione della direttiva 16, rendendo improbabile lo svolgimento delle lezioni in presenza nelle prime settimane del nuovo anno scolastico.

 

20/08/2021 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Giulio Chinappi

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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