I Comunisti e l’Unione Europea

Lo stato borghese si abbatte, non si cambia. Conferenza sull’Unione europea sabato 11 maggio ore 16 a Via dei Lucani 11, Roma (San Lorenzo)


I Comunisti e l’Unione Europea

Data e ora: 11 Maggio alle ore 16.00
Luogo: Roma, quartiere San Lorenzo, Via dei Lucani 11
Organizzata da: Fronte Popolare, La Città Futura, Militant, Tanas.
Aderiscono e intervengono: PCI, Laboratorio21

Link al video dell'iniziativa.

Link all'intervento di Domenico Moro.

Link all'intervento di Leila Cienfuegos.

La casa comune europea

Lungi dall’essere quell’approdo felice dei sogni liberal democratici, l’Unione Europea, quale struttura nata nel corso dell’era borghese per le necessità espansive del capitale, mostra sempre di più il suo naturale volto reazionario ossia quello di una superstruttura antidemocratica, eterodiretta dai gruppi capitalistici più sviluppati i cui fini strategici sono quelli di imperare, nel quadro dell’alleanza atlantica, su altre aree dell’Europa stessa e del mondo, scaricare i costi della crisi sulle classi subalterne e organizzare la reazione contro tutti i paesi socialisti e anticapitalisti. Dentro le mura dell’accogliente casa comune europea serpeggiano gli antagonismi tra i capitali nazionali medio-grandi e quelli transnazionali. Tali antagonismi crescono di portata con l’incedere della centralizzazione e della crisi aprendo sempre più la strada al conflitto aperto.

Combattere l’imperialismo europeo e combattere l’imperialismo nazionale.

Tutte le forme di organizzazione del dominio borghese siano esse nazionali o internazionali rispondono alle esigenze della fase di accumulazione capitalistica e al suo divenire storico, i comunisti sanno che tali strutture, nate per le esigenze della borghesia, sono irriformabili e in larga misura inservibili per la società futura che intendono costruire e proprio per questo lottano per abbatterle.

Dunque questa iniziativa è rivolta a tutte le compagne e i compagni che ritengono urgente, data la situazione decisamente critica per le forze rivoluzionarie, unirsi nella battaglia strategica contro il proprio imperialismo e contro quello europeo, senza trascurare il necessario rafforzamento dei legami con quelle forze del movimento anticapitalista e socialista internazionale che lottano per gli stessi obiettivi di emancipazione dell’uomo dallo sfruttamento.

04/05/2019 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Redazione

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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