7 Maggio: tutti contro il TTIP!

In piazza il 7 maggio a Roma per una grande manifestazione per fermare il TTIP.


7 Maggio: tutti contro il TTIP!

In piazza il 7 maggio a Roma per una grande manifestazione nazionale per fermare il TTIP: contro il trattato transatlantico che spazzerebbe via definitivamente i diritti e le tutele di lavoratori e cittadini.

di Selena Di Francescantonio

Dopo tre anni di negoziazioni ultra segrete, la conclusione dell’accordo TTIP (Partenariato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti) entra in una fase delicata e decisiva in questi mesi, essendo quanto mai viva la necessità di chiudere le negoziazioni e renderle quanto più operative possibili prima che negli Stati Uniti si entri nel vivo delle elezioni presidenziali.

I movimenti di protesta e contestazione contro questo accordo scellerato tra i due fianchi dell’Atlantico - che sostanzialmente andrà a demolire quelle poche tutele e sicurezze ancora esistenti a livello di legislazione in tema di sviluppo economico, lavoro e occupazione, sanità, alimentazione, produzione e scambio di beni e servizi, nell’ottica di favorire senza più ostacolo alcuno i profitti dei grandi gruppi finanziari e transnazionali a discapito dei più basilari diritti dei singoli lavoratori e della collettività - sono stati numerosissimi e variegati sia in Europa che negli Stati Uniti: proteste da parte di singoli cittadini, movimenti, partiti, associazioni diversissime, organizzazioni sindacali e contadine, comitati.

Tutti ridotti al silenzio ed ignorati, de facto resi il meno incisivi possibile proprio a causa della segretezza delle negoziazioni e dalla mancanza di trasparenza che rende arduo da parte dei cittadini e delle cittadine l’essere puntualmente informati sull’evolvere dell’accordo; problema tanto più grave se si considera quanto e come il TTIP, una volta operativo, inciderà materialmente e pesantemente sulle condizioni di vita e di lavoro di tutti/e noi, peggiorando significativamente l’attuale regime di sicurezza e tutele - già oggi, peraltro, pienamente insufficiente.

Le tanto sbandierate opportunità economiche e di sviluppo che il trattato faciliterebbe nell’area euroatlantica sono talmente irrisorie (si parla di un tasso di crescita del PIL U.S.A. e UE, favorito da tali esportazioni, di molto inferiore all’1%) da dimostrare, a maggior ragione e loro malgrado,i reali obiettivi che stanno alla base della stipulazione del TTIP: la formazione di una concentrazione imperialistica in grado di rubare lo scettro alla Cina (leggi anche:TTIP e TPPA: accerchiare la Cina), la quale dunque necessita di un’ “aera di gioco” completamente priva di ostacoli e barriere, siano essi dazi doganali (già a livelli minimi, per la verità) o legislazioni particolari e troppo attente alla sicurezza, al lavoro o alla salute, e di un’istanza fedele e superiore agli Stati stessi che faccia uso di un’autorità auto-imposta per fare concretamente piazza pulita di qualsiasi disputa (il ruolo, cioè, che avrebbe l’ISDS, l’arbitrato internazionale Stato-imprese).

Contro questo attentato ai diritti e alle più basilari istanze della democrazia, c’è la necessità e il dovere di continuare l’informazione, la sensibilizzazione e la mobilitazione contro il TTIP, come d’altra parte avviene già da tre anni a questa parte in Italia come nel resto d’Europa e degli Stati Uniti.

Per questa ragione la Campagna Stop TTIP ha lanciato una giornata di mobilitazione nazionale sabato 7 Maggio, a Roma, organizzando una concentrazione già in mattinata in Piazza San Giovanni con interventi e iniziative e, a seguire nel pomeriggio, un corteo che da Piazza della Repubblica si ricongiunge a San Giovanni, con un concerto finale a chiusura della giornata di lotta.

Un’occasione in più, quella del 7 maggio, per ribadire la difesa della democrazia, dell’ambiente, dei diritti di tutti all’alimentazione, alla salute e al lavoro tutelato e non precario e all’accesso senza restrizioni ai beni comuni, e per riaffermare la più assoluta contrarietà ad un sistema economico, quello capitalista, sempre più irrazionale e insostenibile.

A questo proposito sarà inoltre possibile, nel corso della manifestazione, raggiungere i banchetti per la raccolta delle firme dei referendum sociali (i cui promotori hanno aderito alla mobilitazione del 7 maggio contro il TTIP) ed unire le forze nella lotta alla spartizione privatistica del territorio e dei beni comuni, e nella lotta alla precarizzazione sempre maggiore di tutti i lavoratori, come ad esempio quelli della scuola, minacciati in particolare dalla riforma della Scuola di Matteo Renzi.

05/05/2016 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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