Elezioni amministrative 11 Giugno

In 1010 Comuni italiani si votano i Sindaci. I ballottaggi previsti il 25 giugno.


Elezioni amministrative 11 Giugno Credits: www.quotidiano.net/politica/elezioni-amministrative-2017-1.3000370

ROMA. Imminenti le elezioni amministrative in 1010 Comuni. Si voterà l’11 giugno in 785 Comuni in Regioni a Statuto ordinario e in 225 Comuni in Regioni a Statuto speciale. Sono 25 i capoluoghi di provincia di cui 4 capoluoghi di Regione (Catanzaro, Genova, L’Aquila e Palermo). 8 Comuni hanno più di 100.000 abitanti (Genova, Monza, Padova, Palermo, Parma, Piacenza, Taranto e Verona). Nei Comuni con più di 100mila abitanti e nei capoluoghi di provincia con popolazione inferiore a 100mila abitanti si eleggeranno 32 consiglieri comunali più il Sindaco e si formeranno Giunte con al massimo 9 assessori, come dal 2011 e anche dopo l’emanazione della Legge 16 del 2014 cosiddetta Delrio.

Facciamo un veloce giro d’Italia con tappa nei 4 Comuni capoluoghi di Regione.

PALERMO. Nella schiera dei sostenitori di Leoluca Orlando si ritrova la lista “Sinistra comune” con Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana e L’Altra Europa.

CATANZARO. Oltre a Vincenzo Ciconte del centrosinistra e Sergio Abramo del centrodestra ci sarà la lista civica “Cambiavento” con Nicola Fiorita candidato a Sindaco e l’appoggio del PRC.

L’AQUILA. Qui Carla Cimoroni è la candidata della lista civico-sociale “L’Aquila chiama” che è appoggiata da Rifondazione Comunista. Sette gli altri candidati a Sindaco, in tutto 25 liste e 800 candidati al Consiglio comunale.

GENOVA. 15 liste con 9 candidati a Sindaco. Il centrosinistra propone Gianni Crivello, il centrodestra Marco bucci, il Movimento 5 Stelle Luca Pirondini, mentre Marika Cassimatis ex-M5S guida la lista con il suo nome e Paolo Putti ex-M5S, si presenta con la lista “Chiamami Genova” appoggiata da Rifondazione Comunista. Ci sono anche le liste “Siamo Genova” che candida Arcangelo Mesella, “Riscossa Italia” con Marco Mori e il Partito Comunista dei Lavoratori guidato da Cinzia Ronzitti.

Un test elettorale significativo, i cui risultati potranno dare indicazioni da valutare anche nel confronto tra i filogovernativi del PD e la populista destra nei cui programmi, a tratti veri e propri “copia-incolla”, si auspica la città delle professioni, dei servizi tecnologici, del liberismo commerciale e , dall’altra parte, gli anticapitalisti, la sinistra progressista per la città della cultura, della formazione, della ricerca scientifica, dell’accoglienza e del rispetto della dignità umana prima d’ogni altra cosa.

Scorrendo le liste presentate in tante città dove l’11 giugno si voterà per Sindaco e Consiglieri comunali non si trova spesso la parola “comunista” e a volte nemmeno un riferimento nel simbolo delle liste civico-sociali a una rossa bandiera con falce e martello. Ci dicono che sono riferimenti dimenticati oppure lontani per molti elettori, soprattutto giovani.

Forse, il “partito” di maggioranza relativa, quello degli astenuti, crescerà da nord a sud.

27/05/2017 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
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L'Autore

Guido Capizzi

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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