Il Popolo “en Marx”

Potere al Popolo riuscirà a ricostituire l’unità dei comunisti, se il progetto riuscirà ad assumere una connotazione prettamente e prevalentemente marxista.


Il Popolo “en Marx” Credits: Potere al Popolo-Facebook

Potere al Popolo compie sei mesi, un tempo minimo per la costruzione di un soggetto politico nato in una notte e lanciato con un video dai giovani del collettivo Je so Pazzo. Solo sei mesi, ma vissuti intensamente con centinaia di assemblee in tutto il territorio nazionale. Un tempo frequentatissimo da molti orfani della sinistra radicale che hanno visto in Palp una chance da non perdere per tentare di ricostruire un movimento politico che viva di democrazia partecipata e diretta, che faccia finalmente ripartire un’opposizione di classe e popolare e che abbia le potenzialità per crescere e contrastare specularmente le altre forze politiche che ancora dominano il Paese, smantellando lo stato sociale.

A 200 anni dalla nascita del Moro di Treviri, nasce Potere al Popolo sotto la stella guida del grande filosofo della classe operaia, di colui che segnò lo spartiacque fra il capitalismo (i poteri dominanti) e il popolo sfruttato (il proletariato), a cui indicò la via per liberarsi dal potere che lo sfruttava. Indicò alle masse che si riconoscevano come poveri e sfruttati che il loro non era un destino cinico e baro e che la strada per uscirne c’era. Occorreva unirsi e capire chi era il nemico da combattere: il capitalismo.

Uno spettro si aggira per l’Europa, è lo spettro del comunismo… Tremino pure le classi dominanti davanti ad una rivoluzione comunista. I proletari non hanno nulla da perdere in essa, fuorché le loro catene. E hanno un mondo da guadagnare. Proletari di tutti i paesi unitevi” (apertura e chiusura del Manifest der Kommunistischen Partei - Karl Marx e Friedrich Engels). Oggi di marxismo ce n’è più che mai necessità, anzitutto è utile per capire chi è il vero nemico e perché bisogna annientarlo. In questo Paese manca un fronte importante anticapitalista. Manca l’unità dei comunisti, perché si è frammentata la coscienza di classe, per ora flebile istinto.

Potere al Popolo riuscirà a ricostituire l’unità dei comunisti, se il progetto nato per un colpo di follia e per il coraggio e l’intraprendenza di un collettivo di giovani marxisti-comunisti, all’insegna del mutualismo e della solidarietà, riuscirà, soprattutto, ad assumere una connotazione prettamente e prevalentemente marxista e di classe, senza sventolare solo la bandiera del mutualismo, che pur deve rimanere un importante punto di forza del progetto. Allora, forse, sarà possibile fare il salto e unire tutte le forze politiche che ne fanno parte nell’assalto al capitalismo, il vero nemico.

Ed è in questa ottica del rinnovamento e della riattualizzazione del pensiero marxista che si stanno realizzando numerosi incontri di diverse forze per perseguire questo obiettivo. Fra queste iniziative, anche quella organizzata da Rifondazione Comunista a Spoleto, dal titolo Marx 2018: rifondare il comunismo, rifondare l'Europa. “Rifondare il comunismo significa anche rifondare l'Europa - così Maurizio Acerbo- Il movimento operaio e socialista ai tempi di Marx fu il primo movimento programmaticamente, globale, europeo e internazionalista. Da anni lavoriamo nel Gue per unire le sinistre radicali per costruire un'alternativa al neoliberismo. La democrazia e il modello sociale europeo che i Trattati UE stanno smantellando sono il frutto delle lotte operaie e popolari. Solo una nuova sinistra radicale, popolare e di classe può salvare l'Europa da un capitalismo sempre più distruttivo dei legami sociali che alimenta il risorgere di fascismo, razzismo e nazionalismo. Da Marx abbiamo ancora molto da imparare”.

Nel frattempo? Nel frattempo ci crediamo, ci vogliamo credere, ci dobbiamo credere in questa occasione. A Napoli, durante l’assemblea nazionale del 26 e il 27 maggio prossimi, si delineeranno i primi elementi con dibattiti su alcuni temi centrali (quali: modelli organizzativi, quale statuto, Europa, internazionalismo, pace, capitale-lavoro, welfare e diritti, ambiente e modello economico-sociale, piattaforme informatiche e comunicazione) per poter pensare alla costituzione di un nuovo soggetto, a cui hanno già aderito diverse forme strutturate e non come il Partito della Rifondazione comunista, Sinistra anticapitalista, il Pci e la Rete dei comunisti con Eurostop e una serie di importanti associazioni umanitarie.

Intanto, più marginalmente delle elezioni politiche del quattro marzo, ma con l’entusiasmo che solo i seguaci di “Je so pazzo” possono avere, Potere al Popolo ci prova di nuovo ad uscire dal cono d’ombra in cui lo vorrebbero relegato i media mainstream e si presenta come lista Palp anche nella Capitale, nel terzo e nell’ottavo municipio. Sarà il 10 giugno e le assemblee territoriali dei due municipi, già amministrati disastrosamente dalle giunte pentastellata, lavorano a tempo pieno per prepararsi al giro di boa che si sono proposti. Attività frenetiche, incontri quotidiani per i gruppi di lavoro che hanno già elaborato il programma, formato le liste dei candidati, raccolte in soli quattro giorni, le firme necessarie per presentare le liste.

Senza sosta, senza fondi, sotto l’inclemente tempo di un maggio contro, a parlare con gli abitanti, nelle stazioni metro e nei mercati municipali, a “beccarsi” qualche volta indifferenza e insulti, ma anche molti sorrisi e disponibilità di tanti, tanti residenti che vogliono firmare per Palp, vogliono conoscerci, vogliono il cambiamento. Si inizia da un territorio per crescere oltre. Si inizia da una porzione di una città bella, unica, famosa, irripetibile, ma devastata nel welfare e nelle infrastrutture da giunte irresponsabili che l’hanno distrutta, ignorandola in tutto. Servizi al tracollo per i trasporti inefficienti, per le strade modello Bagdad dopo i bombardamenti Usa del 2003, nello smaltimento rifiuti inesistente, nel degrado degli edifici scolastici, nella mancanza di assistenza agli anziani, nell’assenza di centri di aggregazione giovanile per la cultura e lo sport, mentre la movida e lo sballo sono in pole position, nell’assenza di mobilità sostenibile per le piste ciclabili, nella chiusura delle stazioni dei treni locali, nell’abbandono delle aree verdi.

E mentre le porte del Campidoglio restano chiuse agli abitanti tutto questo degrado si riflette soprattutto nei municipi, specie nei quartieri più popolari, ridotti allo stremo. Una situazione insostenibile che i candidati delle liste Potere al Popolo del terzo e dell’ottavo municipio, con un programma voluto dai residenti per i residenti, s’impegnano a ribaltare, restituendo agli abitanti e alle abitanti il loro diritto a vivere una dimensione territoriale migliorata in ogni aspetto descritto nel programma, potenziando le risorse e le attività.

Il programma elettorale per “Il popolo in municipio”

Le reti di Solidarietà e Mutualismo, parti fondative di Potere al Popolo, sono le basi per costruire una forma associativa popolare che sia in grado di contrastare e di opporsi fermamente anche a chi, fino ad oggi, ha occupato con strumenti e contenuti padronali e privatistici i luoghi designati alla rappresentanza degli e delleabitanti (cittadine/ie non). Nel terzo municipio, come a Palazzo senatorio, negli ultimi venti anni si sono alternate giunte che, scaricando colpe sulla precedente, non hanno fatto altro che contribuire allo smantellamento del welfare cittadino e a potenziare interessi personali” si legge nell’introduzione al programma elettorale della lista Palp terzo municipio.

Riprendiamoci insieme i nostri diritti, riprendiamoci il controllo popolare, esercitando la democrazia partecipativa e diretta!”. È lo slogan con cui le liste di Palp terzo e ottavo municipio propongono agli abitanti e alle abitanti un cambiamento radicale, rispetto all’indifferenza palese delle giunte precedenti e hanno individuato alcuni punti comuni per avviare la campagna elettorale: disobbedienza economica alle imposizioni dell'Unione Europea, promozione della cultura nei quartieri come antidoto alla solitudine sociale, diritto all'abitare, casa e speculazione, Ambiente e mobilità, Abbandono e degrado nei quartieri e disoccupazione (in particolare quella giovanile). Un programma ricco di proposte per migliorare la vita del territorio, a partire dal decentramento amministrativo, la madre di tutte le problematiche inerenti i fondi comunali da cui dipende ogni municipio della Capitale. Fondi che non vengono elargiti per provvedere alle emergenze territoriali o che vengono maldestramente utilizzati e distribuiti. “Affinché un processo di rinnovata partecipazione degli abitanti avvenga è indispensabile, tra l’altro, attuare un reale decentramento. Tema presente nell’intero capo IV dello Statuto di Roma Capitale, ma che non ha trovato una sua reale applicazione, soprattutto nell’assenza di assegnazione di risorse significative che consentano ai Municipi di curare gli interessi e di promuovere lo sviluppo economico e sociale dei territori di loro competenza”.

In particolare occorre promuovere una concreta partecipazione dei Municipi alla definizione del bilancio di Roma Capitale. In estrema sintesi occorre dare attuazione al nuovo articolo dello Statuto di Roma Capitale aggiunto con la deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 5 del 30/01/2018 con cui si prevede esplicitamente il coinvolgimento dei Municipi al Bilancio Partecipativo di Roma Capitale. Conseguentemente bisogna favorire la partecipazione attiva dei cittadini alla stesura del Bilancio Partecipativo municipale attraverso un apposito provvedimento, così m come recita il c.6 dell’art 3 del regolamento municipale approvato il 31 Marzo del 2014”.

Ѐ il primo punto del programma elettorale della lista Palp terzo municipio a cui seguono importanti tematiche, fra cui: la promozione dell’integrazione sociale degli immigrati, dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, del diritto all’abitare, della funzionalità dei trasporti e della mobilità sostenibile, della scuola della Costituzione, della riqualificazione dell’ambiente, della cultura e degli spazi di aggregazione, della netta opposizione e della lotta alla violenza di genere per la difesa e la tutela delle persone e alla promozione del sostegno ai bisogni primari delle persone in stato di disagio sociale. Non ultimo, forse primo fra i primi, Potere al Popolo terzo municipio si propone di attivare una massiccia raccolta firme, per il ripristino del testo originale dell’articolo 81 della Costituzione. “È stata un'operazione ideologica per collocare nella nostra splendida Costituzione, nata dalla Resistenza, politiche di stampo neoliberista. Vogliamo eliminare questa legge perché incide sulle possibilità di erogare servizi sociali  da parte del Municipo” si legge nel programma del terzo municipio.

Ѐ Davide Angelilli, giovane candidato alla presidenza del terzo municipio per la lista Palp a definire e annunciare qual è il percorso che potere al popolo intende perseguire nel tempo a venire e quali i significati delle lotte che non hanno come fine la vittoria elettorale, ma tendono alla costruzione di un nuovo soggetto rivoluzionario. “C’è una differenza sostanziale tra Potere al popolo e altre forze politiche che si candidano alle elezioni - afferma Davide -. Infatti, noi consideriamo il momento elettorale solamente come una parte, seppure importante, di un più ampio e complesso processo politico verso la costruzione di un fronte popolare che possa elaborare ed organizzare il riscatto economico, sociale e culturale del popolo italiano. In questo processo c’è bisogno di tante sensibilità e storie diverse. Da esperti militanti di partiti, a giovani come me che, venendo da realtà di movimento, non si sono mai approcciati con la dimensione istituzionale della politica. Ho accettato di candidarmi con Potere al popolo, perché credo che anche questa campagna rientri nell’elaborazione creativa di una nuova organizzazione socio-politica, che vada ben oltre la fase elettorale. In questa fase c’è bisogno di giovani che ci mettano la faccia e l’impegno, anche se questo vuol dire tanto, ma tanto sacrificio. D’altronde non c’è altra via d’uscita a questa triste solitudine: bisogna ricostruire un’organizzazione condivisa che unisca le tante lotte territoriali, sociali, sindacali, politiche. Una bandiera comune sotto cui sentirci parte di una stessa comunità, che diventi simbolo di dignità e riscatto popolare, dalla Valle d’Aosta a Lampedusa: questo è per me Potere al Popolo”.

L’appuntamento in cabina elettorale per le elezioni delle nuova giunte del terzo e dell’ottavo municipio di Roma capitale è per il 10 giugno. Se Palp non ce la farà a raggiungere il quorum per accedere ai consigli municipali e ad acquisire così un minimo di rappresentanza, la forza propulsiva delle idee e delle pratiche non verrà minimamente scalfita, soprattutto se il Popolo dei dimenticati dalle istituzioni saprà riconoscersi in unico fine e individuare il nemico. Allora sarà un popolo “en Marx”.

12/05/2018 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
Credits: Potere al Popolo-Facebook

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L'Autore

Alba Vastano

"La maggior parte dei sudditi crede di essere tale perché il re è il Re. Non si rende conto che in realtà è il re che è il Re, perché essi sono sudditi" (Karl Marx)


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