Largo Partigiani Tremezzini, la dove fu fucilato Mussolini

In alto lago di Como il Duce in fuga fu arrestato e fucilato all’ingresso di una villa oggetto di raduni nostalgici. Adesso una targa dell’ANPI ricorda i partigiani combattenti per la libertà dal fascismo


Largo Partigiani Tremezzini, la dove fu fucilato Mussolini

TREMEZZINA. Siamo quasi in alto lago di Como, un susseguirsi di località turistiche frequentate da persone che arrivano da tutto il mondo. Qui alcuni Comuni si sono uniti ed è nato il Comune di Tremezzina. Con un Sindaco capace, non soltanto perché lo è stato molti anni a Tremezzo e perché è stato nominato presidente dell’ANCI Lombardia e perché è stato parlamentare nel PCI e nel PD, ma perché è davvero preparato e anche benvoluto dagli abitanti della zona.

Mauro Guerra è attualmente alle prese con la “variante” della Tremezzina, una grande opera stradale che impatta sull’ambiente collinare e consentirebbe di snellire il traffico che attualmente occupa la stretta “via Regina” rivierasca. Ma deve vedersela anche con i nostalgici fascisti repubblichini che ogni anno commemorano gli incancellabili crimini del duce Benito Mussolini, partecipando ancora numerosi alla Messa che il parroco di Giulino di Mezzegra (uno dei Comuni che si sono uniti nel nome di Tremezzina) celebra pensando, forse, che l’iniquità di chi ancora arriva davanti all’ingresso della villa dove furono fucilati Mussolini e la sua amante Claretta Petacci è soltanto stoltezza di chi ancora si affaccenda con la commemorazione dei crimini di ieri.

Mauro Guerra e la sua giunta hanno sostenuto l’ANPI del Centro Lago di Como che ha voluto dedicare, proprio nei pressi della villa dove fu fucilato Mussolini, uno spazio a quattro giovani partigiani applicando una targa “Largo Partigiani Tremezzini” e un cippo che già poche ore prima dell’inaugurazione una squadra di fascisti ha imbrattato: In queste zone Forza Nuova tenta da tempo di inserirsi, con poco successo. Sbraitano i loro vuoti slogan, un compagno di Rifondazione Comunista di Como è stato oggetto di continue minacce, eppure sempre compaiono sulla scena delle commemorazioni dei crimini nazi-fascisti.

Mauro Guerra ci rammenta sovente che da queste parti la lotta partigiana è stata viva, sostenuta da tanti pescatori e contadini dei paesi rivieraschi, che tra i vincitori della guerra al nazi-fascismo, accanto agli alleati e all’Armata Rossa sul fronte est, ci furono i partigiani. Anche in questa zona, nota nella storia italiana: pochi chilometri più avanti di Tremezzina c’è Dongo, dove la colonna tedesca in cui s’era nascosto Mussolini venne fermata dai partigiani, il duce arrestato. Il 28 aprile 1945, con l’ordine del CNL, Mussolini fu fucilato dopo l’ultima notte trascorsa nella villa di Giulino di Mezzegra. Per molti anni sono state oggetto di questioni sia la discussione sul nome di chi fu colui che premette il fucile che uccise Mussolini sia il corretto susseguirsi degli atti e dei momenti di quei giorni così importanti per la Storia italiana.

Intanto la volontà dell’ANPI, che ha deciso di ricordare con l’intitolazione di un piazzale quattro dei numerosi giovani partigiani cresciuti nei paesi in riva al lago, ha costituito l’occasione per rispondere e testimoniare le ragioni di chi è morto dell’amore per la libertà ucciso dall’odio di quanti portavano le divise naziste e fasciste sconfitte. Da queste parti, però, si sente l’odore dell’indifferenza di chi ancora adesso consente che si commemori con parole morte il criminale fascista, qui finalmente tolto di scena.

Sono sufficienti un buon sindaco e l’associazione partigiani per far comprendere che la questione non è legata a se si può o a se si vuole superare l’ipocrisia, mentre la risposta è che si deve farlo?

10/11/2019 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Guido Capizzi

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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