MUOS: fermiamo questo impianto di morte

Dopo le notifiche dei divieti di dimora a Niscemi per 29 attivisti del Movimento No Muos nella scorsa estate, ecco che arrivano nuove intimidazioni repressive per chi partecipò al corteo del 9 agosto 2014 in cui i manifestanti entrarono nella base americana violando le reti di recinzione.


MUOS: fermiamo questo impianto di morte

Dopo le notifiche dei divieti di dimora a Niscemi per 29 attivisti del Movimento No Muos nella scorsa estate, ecco che arrivano nuove intimidazioni repressive per chi partecipò al corteo del 9 agosto  2014 in cui i manifestanti entrarono nella base americana violando le reti di recinzione. Le "rassicurazioni" a uso mediatico fornite dall’Us Navy, dall’ISS e dall’ISPRA riguardo ai danni alla salute del MUOS sono smentite da importanti studi scientifici secondo i quali il funzionamento pieno ritmo delle antenne satellitari favorirà l’insorgere di leucemie e tumori, oltre che costituire, qualora si verificasse un malfunzionamento, un pericolo per il volo degli aerei, con le prevedibili tragiche conseguenze. Il professore Massimo Zucchetti ha fornito un quadro chiaro sui rischi di un impianto per il quale, tra l’altro, non è stata fatta una valutazione di impatto ambientale né avviata una proceduradi consultazione, secondo quanto previsto dalla legge. Gli atti giudiziari contro Giada Galletta e gli altri attivisti No Muos non fermeranno la nostra  opposizione alla presenza sul nostro territorio di uno strumento di morte la cui installazione  testimonia una perdurante condizione di sudditanza nei confronti di chi vuole che la Sicilia sia un  avamposto di guerra.

Dalla Sicilia alla Val Susa, la lotta non si arresta, la terra non si abusa!

dichiarazione di Giada Galletta *

Inauguriamo il nuovo anno con un'altra ondata di denunce ai danni di numerosi attivisti No Muos per  l'anniversario del primo ingresso in base, avvenuto il 9 agosto 2013. Infatti già allora gli avvisi di garanzia non erano fatti attendere e chiaramente, le repressive forze dell'ordine  costituito hanno colpito anche in occasione del 9 agosto 2014 (da intendersi che in quest'ultimo caso le notifiche sono arrivate proprio a tutti: a chi è entrato in base e a chi no, a chi era presente al corteo e a chi  non lo era), quando alcuni manifestanti, dopo il corteo, hanno tagliato le reti e occupato simbolicamente  la base dei “coloni” americani, recuperando i compagni che due giorni prima erano saliti sulle antenne per  bloccare, seppur provvisoriamente, la funzione deleteria del Muos. Occorrerebbe discutere, inoltre, dell'accanimento oppressivo nei confronti del nucleo messinese: infatti sono una quarantina, ad oggi, i provvedimenti coercitivi elevati contro i militanti della città dello Stretto. Lo stato repressivo ha una missione, e la violenza di ogni tipo esercitata sui manifestanti lo dimostra. L'obiettivo è sempre lo stesso: tagliare le gambe ai movimenti di protesta e demotivare ed isolare chi ne fa  parte. Tentativo naturalmente fallito: queste denunce per noi sono delle medaglie al valore! Tutti noi, inquisiti e non, rivendichiamo il valore di quelle giornate e le "buone azioni” che le hanno caratterizzate!

DenunciateciTutti 

#NoMuos

#YankeeGoHome

* circolo PRC "P. Impastato", Messina.

 

24/01/2015 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Giada Galletta

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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