Non solo #FertilityDay!

Nasce la campagna “guardiane della terra”


Non solo #FertilityDay!

La tutela della donna – nella scuola e nel lavoro, nell’ambiente e nello sport, nella cultura e nella pubblicità, nei social network e nei media – è argomento mai sufficientemente approfondito come dovrebbe invece essere. A volte, per il sovrapporsi di iniziative ed eventi su cui organizzazioni e partiti tendono a sostenere e richiedere la primogenitura pur non avendo coinvolto come si sarebbe atteso il mondo femminile impegnato da tempo per la difesa della dignità della donna e per la tutela della sua libertà, non si costruisce la rete necessaria a confrontarsi e a lottare. A quanti – anche Ministre – ritengono di standardizzare il ruolo dell’altra metà del cielo nell’essere figlia, sposa e mamma, cucina della casa e sempre comunque subalterna a qualche maschio, va ribadito quello che la campagna delle “guardiane della terra” sottolinea nel suo atto di nascita come Coordinamento Donne Salute Ambiente, ovvero la salubrità ambientale quale presupposto della tutela della salute a cui anche la donna ha pieno diritto. La redazione della nostra testata aderisce al manifesto delle “guardiane della terra” che di seguito vi proponiamo.

È l'intero Manifesto per la Salute della Donna, lanciato dal Ministro della Salute Lorenzin la primavera scorsa, ad essere una ben confezionata scatola vuota e a tralasciare colpevolmente ambiti di analisi e di intervento di vitale importanza, se l'obiettivo reale è quello di tutelare la salute delle donne.

La 1° Giornata Nazionale della Salute della Donna, celebrata dal governo il 22 aprile 2015, ha infatti individuato 10 aree tematiche considerate prioritarie per garantire la piena tutela della salute femminile. Tra le questioni più urgenti da affrontare non ci sono però le condizioni ambientali, nonostante l'emergenza contaminazione sia diffusa da nord a sud del paese e le conseguenze in termini sanitari siano comprovate da numerosi studi.

L'esposizione a contaminanti ambientali è tra i fattori che più negativamente incidono sulla salute riproduttiva oltre che sulla salute neonatale e infantile.

Qualche dato

In Italia l'infertilità colpisce il 15% delle coppie. A Taranto, tra le città più inquinate d'Europa, l'incidenza di tumori al collo dell'utero è del 80% superiore rispetto alla media di riferimento, mentre l'incidenza del tumore alla mammella è superiore del 24%.

Uno studio pubblicato nel 2015 dall'International Journal of Environmental Health Research ha calcolato che nelle regioni del Sud Italia l'abortività spontanea correlata all'inquinamento atmosferico aumenta del 19,7% per ogni 10 µg al m3 di PM10 e del 33,6% per la stessa quantità di ozono.

A livello europeo si registrano annualmente 59.300 casi di ritardo mentale causati dall'esposizione del feto a pesticidi durante la gravidanza e si calcola una perdita annua di ben 13 milioni di punti di Quoziente Intellettivo.

Più in generale, tra il 2004 e il 2013, secondo l'Eurostat, la speranza di vita in salute in Italia è diminuita di 7 anni per gli uomini e 10 anni per le donne.

Secondo l'AEA – Agenzia Europea per l'Ambiente, in Italia si registrano ogni anno 84.400 decessi prematuri legati all'inquinamento atmosferico.

I costi economici per i danni alla salute femminile causati dall'esposizione a interferenti endocrini come ftalati, parabeni, diossine, pcb etc. ammontano ogni anno a 1,5 miliardi di euro.

Nasce la campagna “guardiane della terra”

Per porre l'attenzione su questa drammatica realtà e chiedere che la salubrità ambientale - che significa anzitutto chiusura delle fonti contaminanti e bonifiche - e che la previsione di spazi di partecipazione e controllo sociale delle politiche in campo ambientale e sanitario siano precondizioni per garantire piena tutela della salute, nasce il Coordinamento Donne Salute Ambiente, una rete che riunisce oltre 50 organizzazioni tra associazioni, comitati territoriali, istituti di ricerca, società scientifiche e realtà sociali attive nella difesa dell'ambiente e della salute, con particolare riferimento alla dimensione di genere.


Coordinamento Donne Salute Ambiente

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17/09/2016 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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