Le elezioni amministrative si terranno il 24 e 25 maggio; l’eventuale turno di ballottaggio è previsto per il 7 e 8 giugno. Saranno coinvolti 626 comuni delle Regioni a statuto ordinario, tra cui 15 capoluoghi: Fermo, Macerata, Venezia, Reggio Calabria, Lecco, Mantova, Arezzo, Pistoia, Prato, Chieti, Avellino, Andria, Trani, Crotone e Salerno.
A San Benedetto del Tronto si voterà per eleggere il sindaco e il consiglio comunale. Attualmente la città è guidata da un commissario, poiché il 18 novembre 2025 quindici consiglieri su venticinque si sono dimessi davanti a un notaio, determinando la conclusione anticipata della legislatura. L’episodio è stato accolto con applausi in città e, da quel momento, la politica locale è entrata di fatto in campagna elettorale, nonostante non siano ancora ufficiali i candidati sindaci e consiglieri. Nell’area del centrosinistra e del campo largo è tuttavia già in corso un confronto sui problemi della città: un elemento di novità da considerare con cauto ottimismo.
Al di là delle opinioni diffuse che indicano nella destra e nei civici di area conservatrice i potenziali protagonisti dell’amministrazione — spesso al centro dell’attenzione mediatica — una parte significativa della cittadinanza ha maturato un giudizio critico sulle esperienze di governo degli ultimi anni. Si coglie un diffuso desiderio di cambiamento, dopo circa un decennio, e la volontà di tornare a un’amministrazione di centrosinistra, rappresentativa anche del campo largo. Le riunioni pubbliche promosse da quest’area sono state numerose e partecipate, in particolare quelle dedicate al laboratorio per il programma elettorale, dove è emersa una convergenza concreta sulle priorità cittadine.
Non è ancora stata presa una decisione sull’eventuale ricorso alle primarie. Chi scrive ritiene tuttavia che sarebbe preferibile evitarle, alla luce dell’esperienza del 2016, quando le primarie si rivelarono controproducenti e favorirono la vittoria della destra. Sarebbe invece auspicabile individuare una candidatura condivisa, politicamente rappresentativa e profondamente competente rispetto alle problematiche locali, al di là delle appartenenze partitiche, purché interna al campo largo. Una scelta unitaria è possibile, a condizione che sia accompagnata da maggiore trasparenza rispetto al passato. Oggi il clima politico appare diverso; è prioritario sconfiggere la destra, obiettivo che va oltre i confini del campo largo. La città è in una fase di stagnazione evidente e paga le conseguenze di uno sviluppo non sempre equilibrato, in particolare per quanto riguarda il consumo del territorio. Tra le urgenze vi sono le opere infrastrutturali primarie: gli allagamenti che si verificano in diverse zone durante le piogge compromettono la mobilità e risultano spesso difficili da gestire con interventi ordinari.
San Benedetto del Tronto, centro della Riviera marchigiana, è un importante porto peschereccio e una delle principali località balneari del medio Adriatico. Conta 47.029 abitanti (dato al 31 ottobre 2025) ed è il comune più popoloso della provincia di Ascoli Piceno. Si estende lungo la costa adriatica meridionale fino alla foce del Tronto; il porto riveste un ruolo significativo sia commerciale sia turistico, mentre il lungomare è considerato tra i più belli e verdi d’Italia, con un’elevata densità di palme. Dalla seconda metà degli anni Sessanta è stata la prima meta turistica delle Marche per numero di presenze; negli ultimi anni, tuttavia, la capacità ricettiva si è ridotta sensibilmente: gli alberghi sono passati dai 132 degli anni Novanta ai 79 attuali, mentre sono aumentate le seconde case.
Al 31 dicembre 2024 i cittadini stranieri residenti erano 3.218, pari al 6,91% della popolazione. È opportuno riflettere su questo dato: se in passato nel settore della pesca prevalevano lavoratori sambenedettesi, oggi — pur in assenza di statistiche puntuali — si ritiene che una parte significativa sia composta da lavoratori stranieri, molti dei quali con residenza e cittadinanza italiana e dunque elettori. Secondo quanto riferito da alcuni scrutatori in occasione delle elezioni regionali del 28 e 29 settembre, la loro presenza ai seggi sarebbe molto limitata. Che ciò sia del tutto vero o solo parzialmente, resta il tema della partecipazione al voto: a San Benedetto l’affluenza si attesta al 48,38%, un dato basso, seppur in linea con altri centri marchigiani.
Non si tratta di formulare giudizi sulla popolazione straniera, che affronta inevitabili difficoltà di integrazione; tuttavia, se chi ha diritto di voto non partecipa, è necessario interrogarsi sulle cause. Una delle motivazioni più ricorrenti è la mancanza di adeguata sensibilizzazione civica. Servirebbero quindi percorsi di formazione sulla Costituzione e sull’organizzazione dello Stato: conoscere la lingua italiana non è sufficiente per essere cittadini attivi. L’educazione civica è un passaggio fondamentale. Naturalmente il problema riguarda anche i residenti storici che non votano. Rilanciare la partecipazione significa aumentare la trasparenza nelle scelte amministrative, aspetto che in città è spesso apparso opaco.
L’economia cittadina è oggi fortemente incentrata sul turismo, misurato soprattutto attraverso le presenze. Tuttavia, si osserva una contraddizione: nei fine settimana le aree centrali sono affollate, ma molti ristoranti, bar e negozi restano vuoti. Ciò si inserisce in un contesto nazionale segnato da una crisi economica che colpisce le fasce a reddito medio-basso. Le recenti politiche di bilancio hanno inciso sul potere d’acquisto di salari, stipendi e pensioni, con benefici concentrati sulle fasce di reddito più alte. È evidente che, in assenza di adeguate risorse economiche, le famiglie riducano le spese discrezionali, privilegiando consumi essenziali.
Il turismo necessita quindi di una strategia condivisa. La futura amministrazione dovrà elaborare un piano organico insieme ad albergatori, concessionari balneari, ristoratori e gestori di chalet. Se il turismo rappresenta il motore dell’economia urbana, merita un’attenzione politica strutturata. Sarà necessario nominare un assessore al turismo con una visione ampia e sensibile ai processi culturali nazionali, nonché un assessore alla cultura capace di integrare l’offerta culturale con le dinamiche turistiche. I due ambiti devono procedere in stretta sinergia, programmando eventi di qualità, sostenibili anche rispetto al contesto economico generale.
In questo quadro, cultura e turismo dovrebbero essere complementari. San Benedetto è spesso definita “Città dei libri” per il numero di presentazioni e la partecipazione attiva dei cittadini. Negli anni si è formata una classe di intellettuali preparati, potenzialmente in grado di contribuire a un rilancio culturale integrato con il turismo. Tuttavia, senza un coordinamento istituzionale efficace, queste energie rischiano di disperdersi. I processi culturali producono valore quando coinvolgono in modo stabile chi vive la città tutto l’anno; diversamente, gli eventi restano episodici.
La Palazzina Azzurra, in particolare l’area della “conchiglia”, rappresenta un simbolo identitario della città. Progettata dall’ingegnere Luigi Onorati e inaugurata il 1° settembre 1934 su iniziativa dell’Azienda Autonoma di Cura, Soggiorno e Turismo, fu per decenni luogo di incontro e intrattenimento, prima di cadere in degrado negli anni Settanta. Restaurata nel 1996, è tornata a ospitare manifestazioni culturali e concerti. Tra gli eventi più significativi si ricorda la cerimonia del 2 giugno per la consegna della Costituzione ai neo diciottenni, svoltasi tra il 2011 e il 2016: un momento di forte valore simbolico per i giovani e per la comunità.
In passato, tuttavia, la struttura è stata utilizzata anche per eventi a pagamento o iniziative non pienamente coerenti con la sua natura pubblica e monumentale. La Palazzina è parte integrante della memoria storica cittadina e merita una tutela adeguata, con un utilizzo prevalentemente culturale e artistico. Sarebbe auspicabile che la futura amministrazione ne valorizzasse il ruolo identitario, coinvolgendo in modo particolare i giovani e rafforzando il legame tra la città e uno dei suoi luoghi più amati.
