Un 2 giugno di lotta - Pisa

Il 2 giugno gli antisistema di facciata vanno alla parata militare, i comunisti manifestano contro gli armamenti e l’imperialismo.


Un 2 giugno di lotta - Pisa Credits: autore Marchi Maurizio (Medicina Democratica)

Mentre le massime autorità dello stato hanno celebrato la festa della Repubblica assistendo, come di consueto, all’esibizione delle forze armate e del loro arsenale e hanno dichiarato fedeltà ai nostri alleati, presenti con i loro micidiali armamenti in ogni angolo del mondo per tenere a bada chi potrebbe ribellarsi allo stato di cose presenti, qualcuno per fortuna non c’è stato.

A Roma, nel già invivibile quartiere Centocelle/Tuscolano, oggetto di programmi di ampliamento della base militare nota come “Pentagono italiano”, si è tenuta una manifestazione contro la guerra e contro la Nato promossa da questo giornale e organizzata in collaborazione con Rete No War, USB, Cinecittà Bene Comune, CUB immigrazione e Potere al Popolo, a cui hanno partecipato anche Rete dei Comunisti e collettivi locali (video della manifestazione).

A Pisa, si è tenuta un’altra importante manifestazione. Nella pregiatissima pineta di Tombolo ha sede una vastissima base militare statunitense. Si tratta probabilmente della struttura logistica militare più importante del nostro paese. Qui si appoggiano tutte le altre basi per rifornirsi prima di proiettarsi nelle missioni di guerra in varie parti del globo. Qui, in superficie o in appositi bunker, risiedono quantitativi incredibili di armamenti, anche nucleari. La struttura è servita dal porto di Livorno, dall’aeroporto militare di Pisa, dal Canale Navicelli appositamente ristrutturato e da una linea ferroviaria dedicata. Un progetto di potenziamento della linea ferroviaria prevede l’abbattimento di mille pini ma né il Comune di Pisa, proprietario di alcuni terreni in cui si insedierebbe la linea potenziata, né provincia e Regione (tutti a guida Pd), hanno mosso un dito. Solo l’Ente Parco, che a suo tempo giudicò il progetto nocivo all’ecosistema, ha mandato prescrizioni alle autorità militari statunitensi e alle suddette amministrazioni, che nel frattempo tacciono. Altri dettagli li trovate qui.

Alla manifestazione hanno aderito Anpi Volterra; Associazione La Rossa Lari; Arci Bassa Val di Cecina; Arci Pisanello Casa Del Popolo; Comitato Arci Pisa; Comitato per Portammare; Distretto di Economia Solidale Altro Tirreno; EncuentrArte; Exploit Pisa; Eurostop Pisa; Il Resto del Cremlino; Medicina Democratica; No Guerra No Nato Toscana; Progetto Rebeldia; Redazione Lotta Continua; Un Ponte Per… ; Tavolo per la Pace della Val di Cecina; SGB Toscana; Coordinamento Comunista Toscano; Fronte della Gioventù Comunista Toscana; Lista del Popolo Toscana; P.Carc Pisa; Partito Comunista Toscana; PCI Toscana; PCL Pisa; Potere al popoli Livorno; Potere al Popolo Pisa; Potere al Popolo Valdera; Potere al popolo Volterra; Rete dei Comunisti; Rifondazione Comunista Toscana; Una città in comune.

Sotto un sole già cocente, nel primissimo pomeriggio, oltre 500 cittadini hanno marciato per i circa 5 km da San Piero a Grado, all’ingresso della base con cartelli, striscioni, bandiere, camion, casse e trattori.

Maurizio Marchi, di Medicina Democratica, in un suo reportage ha evidenziato la presenza di “almeno 5 partiti comunisti, persino una bandiera della (nuova?) FGCI, poi Tavolo per la pace, Lista del Popolo, Rete livornese contro la nuova normalità della guerra, “Move your money” … e finalmente, ultimo a parlare, un giovane che parlava per le vittime dell’uranio impoverito, civili e militari. Qualche anarchico qua e là. Diversi compagni di Medicina democratica, con i simboli della loro (altra) militanza… Bandiere della Palestina massacrata, attacchi continui (doverosi) a Israele e a Trump…. Ovviamente, prosegue Marchi, assenti grillini di ogni estrazione, che anzi oggi erano sull’altro palco, a ROMA, con la Nato e gli altri poteri forti, prigionieri di Mattarello (non è un errore di battitura)”.

L’esponente di Medicina Democratica, da sempre impegnato non solo per la difesa della salute, ha affermato inoltre che la manifestazione “dà bene la misura di che cosa sia l’opposizione oggi in questo paese disgraziato, ingannato dagli ultimi imbroglioni” e ricorda che il prossimo appuntamento dei militanti sarà per sabato 16 giugno a Livorno contro il porto della guerra nucleare avente linea fissa mensile con l’Arabia Saudita.

Da parte sua Giulietto Chiesa, commentando il report di Marchi, ha osservato: “È un ritratto fedele, crudo, allucinante, della situazione reale, dei rapporti di forza, dell’attuale percezione (assenza di percezione) del pericolo da parte delle grandi massa, dell’inganno e dell’autoinganno, dell’irrimediabile perdita di contatto finale tra i milioni di vittime e le avanguardie che non sono più capaci di essere tali, afone e incomprensibili. E, ovviamente, della manipolazione dei media, attuata attraverso il silenzio. È il ritratto disperato di una sconfitta”.

Pur condividendo lo sbigottimento di Marchi per l’eccessivo numero di sigle comuniste e il giudizio di Giulietto in merito alla gravità della situazione, noi dobbiamo mettere in campo l’ottimismo della volontà e affermare il nostro impegno per ricostruire, a partire dal nostro lavoro dentro i conflitti sociali esistenti e dentro Potere al Popolo, un forza politica comunista, antimperialista e unitaria. Il nostro scopo è precisamente questo.

09/06/2018 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
Credits: autore Marchi Maurizio (Medicina Democratica)

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“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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