Si sono concluse le elezioni regionali iniziate il 28 e 29 settembre con la vittoria dell'Union Valdotaine nella Valle d’Aosta e la riconferma di Acquaroli nelle Marche, successivamente si è avuta la rielezione di Occhiuto in Calabria il 5 e 6 ottobre, e il 12 e 13 ottobre in Toscana è stato riconfermato Eugenio Giani del centrosinistra-campo largo. Il 23 e 24 novembre si sono svolte le elezioni in Veneto, Campania e Puglia, l’affluenza alle urne in media è stata del 43,66%, quindi rispetto ai 13 milioni degli aventi diritto al voto, il 13,94% rispetto alle elezioni del 2020 non è andato a votare, un dato che pesa sul quadro politico nazionale. In questo articolo si presentano i risultati elettorali delle 3 regioni e un commento sulle elezioni.
Veneto
L’affluenza alle urne è stata del 44,65%, il 16,51 in meno rispetto al 2020. In questa regione la caratteristica principale è stata che dopo tre mandati di Luca Zaia della Lega che non era candidabile e dopo mesi di confronto, il centrodestra unito ha deciso di candidare Alberto Stefani, giovane deputato e Vicesegretario della Lega ed ex sindaco di Borgoricco che ha vinto le elezioni con il 64,39% con 1.211.356 voti. Con un programma unitario [1] e una coalizione formata da Fratelli d’Italia che ha ricevuto il 18,69% dei voti (312.839); Lega con il 36,28% (voti 607.220); Forza Italia Berlusconi Autonomia per il Veneto il 6,30% (voti 105.375); Noi Moderati-Civici per Stefani l’1,12% (voti 18.768); Unione di Centro l’1,68 (voti 28.109); Liga Veneta Repubblica V.A., l’1,83% (voti 30.703).
Il centrosinistra ha scelto Giovanni Manildo del Pd) ex sindaco di Treviso dal 2013 al 2018. Giovanni Manildo è un avvocato civilista che ha ricevuto il 28,88% con 543.278 voti. Ha un programma [2] unitario ed è stato sostenuto da una coalizione di centro-sinistra formata da: Pd con il 16,60% (voti 277.945); Movimento 5 Stelle il 2,20% (voti 36.866); Alleanza Verdi e Sinistra con il 4,64% (voti 77.621); Volt Europa – Manildo Presidente con 0.32% (voti 5.339); Uniti Per Manildo Presidente con il 2,13% (voti 35.669); Le Civiche Venete per Manildo Presidente l’1,49% (voti 24.926); Pace Salute Lavoro - Rifondazione Comunista 0,62% (voti 10430).
Altre candidature sono Fabio Bui per “Popolari per il Veneto” 0,51% (voti 9.590), Riccardo Szumski per “Resistere Veneto” 5.13% (voti 96.464), Marco Rizzo per DSP per Rizzo Presidente l’1.09 (voti 20574).
La legge elettorale del 16 gennaio 2012 n. 5, impone che il candidato Presidente che abbia ricevuto la percentuale più alta di voti sia eletto se ha ricevuto più del 40% dei voti, ma riceve un premio di maggioranza del 60% dei seggi. I seggi sono 50, ripartiti in 7 circoscrizioni corrispondenti alle province di Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza. Ad ogni circoscrizione è stato assegnato un numero di Consiglieri proporzionale alla popolazione di ogni circoscrizione sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti, è stato consentito il voto disgiunto e quindi gli elettori hanno votato un candidato Presidente e una lista non collegata. La soglia di sbarramento è stata del 5% per le coalizioni e al 3% per le liste. Un seggio in Consiglio regionale è riservato al secondo candidato Presidente più votato.
Gli elettori in Veneto sono 4.296.562; la provincia con più votanti è Treviso con 829.729 persone, pari al 19,31% del totale. seguono Padova con 793.878 persone (18,48%), Vicenza con 774.128 (18,02%), Verona con 761.541 (17,72%), Venezia con 714.390 (16,63%), Belluno con 217.750 (5,07%) e Rovigo con 205.146 (4,77%). A dicembre 2024 le donne rappresentano il 50,9%. Le province di Venezia (51,34%), Padova (51,07%) e Rovigo (51,02%) registrano una presenza femminile lievemente superiore alla media regionale. E’ stato il primo voto regionale per 252.238 neodiciottenni (5,87% del totale degli elettori veneti), il primo in assoluto per 22.076 (0,51%). All'estero risiedono circa 524.000 elettori veneti, la cui iscrizione all'Aire è in crescita costante: negli ultimi dieci anni è passata da poco meno dell'8% (320.529) a oltre il 12%.
Campania
L’affluenza alle urne è stata del 44,10%, l’11,42 in meno rispetto al 2020. Come è noto, il presidente uscente Vincenzo De Luca non si è potuto candidare per un terzo mandato dopo la bocciatura della legge regionale da parte della Consulta. Le liste presentate sono state 20 di cui 8 a sostegno del candidato del centrosinistra, Roberto Fico, che ha vinto le elezioni con il 60,63% (voti: 1.286.188). Roberto Fico è stato presidente della Camera ed è una figura di punta del Movimento 5 Stelle la cui lista ha ricevuto il 9,12% (voti: 183.333); Partito Democratico 18,41% (voti: 370.016); Alleanza Verdi e Sinistra il 4,66% (voti: 93596); Avanti Campania 5,89 (118.435), da segnalazione dei media ma non verificato questa lista ha messo insieme socialisti e repubblicani; Casa Riformista per la Campania promossa da Italia Viva il 5,82% (voti: 116.963); Roberto Fico Presidente 5,41% (voti: 108.750), lista in cui -sempre da segnalazione dei media- sarebbero confluiti candidati del Partito Socialista Democratico Italiano, Movimento Equità Territoriale e Alleanza Democratica; A Testa Alta 8,34% (voti: 167.569), lista promossa da Vincenzo De Luca; Mastella Noi di Centro Noi Sud il 3,55% (voti: 71.260), lista vicina al sindaco di Benevento, Clemente Mastella. I punti del programma di Roberto Fico sono la sanità, aree interne della Campania, rilancio delle imprese, investimenti e innovazioni, reddito di cittadinanza, bonifica del fiume Sarno, rilancio del Turismo, stop all’emigrazione dei giovani [3].
Per il centrodestra il candidato è stato il Viceministro agli Affari esteri e coordinatore dell'Esecutivo di Fratelli d'Italia Edmondo Cirielli, ha ricevuto il 35,72% (voti: 757.836), la coalizione era composta da Giorgia Meloni per Fratelli d'Italia nella cui lista è confluito anche il Movimento Idea Sociale, che ha ricevuto l’11,93 (voti: ); Forza Italia con la lista Ppe Forza Italia Berlusconi con il 10,72% (voti: 215.419); Lega - Cirielli Presidente con il 5,51% (voti: 110.735); Cirielli Presidente Unione di Centro Democrazia Cristiana, con Pensiero Popolare Italiano, 0,49 (voti: 9.771); Cirielli Presidente per la Campania - Moderati e Riformisti 4,70% (voti: 94.374); Noi Moderati - Cirielli Presidente 1,27% (voti: 25.559): Democrazia Cristiana Con Rotondi - Centro Per La Libertà 0.43 (voti: 8.677); Pensionati Consumatori - Cirielli Presidente 0,20 (voti: 3.922).
Altri candidati erano Stefano Bandecchi, sindaco di Terni, presidente della provincia ternana e coordinatore di Alternativa Popolare, con la lista Dimensione Bandecchi 0.49% (voti: 10.497). Carlo Arnese, sostenuto da Forza del Popolo 0.17 (voti: 3.663). Giuliano Granato 2,03% (voti: 43.055) sostenuto dalla lista Granato Giuliano Detto Giuliano alla quale hanno aderito Rifondazione Comunista, Potere al Popolo e PCI con un programma [4] centrato su servizi al lavoro finalizzati alla giustizia sociale; al riguardo i 138 milioni del “programma gol” [5] - che dovevano servire a migliorare l’occupabilità dei disoccupati e dei giovani, aumentare l’organico dei centri per l’impiego e assicurare la continuità dei pagamenti per chi usufruiva dei sussidi al reddito - non hanno centrato l’obiettivo previsto, mai la situazione del lavoro è stata così catastrofica specialmente a Napoli perché i centri per l’impiego non funzionano ed è come se fossero assenti, i pagamenti dell'indennità di disoccupazione sono in ritardo: per questo tale lista presentava un programma di durata pluriennale di formazione e reinserimento retribuito e di aumento del numero dei centri per l’impiego nonché aumento del personale per ogni struttura ed assicurazione della tempestività dei pagamenti e previsione per legge di un contatto tra tirocinante e ispettorato per monitorare che le attività svolte avvenissero senza prevaricare il fine del tirocinio che è la formazione. Questa lista ha ricevuto anche forti critiche obiettivamente gratuite [6] sulle quali bisogna riflettere ma non appare questa la sede. Altro candidato è stato Nicola Campanile per il movimento politico “PER” con la lista Per Nicola Campanile Presidente 0,99% (voti: 19.843 ) con il sostegno di Insieme e Rete Civica Campania.
Le elezioni in Campania si sono svolte in 550 comuni con 5825 sezioni con 5 milioni di elettori, ma con modifiche rispetto al 2020 per due leggi regionali, 17/2024 e 6/2025. La soglia di sbarramento per tutte le liste è passata dal 3% al 2,5%, il consigliere regionale nominato nella giunta viene sospeso dalla prima funzione e i sindaci che volevano candidarsi alle elezioni regionali hanno avuto l'obbligo di dimettersi sessanta giorni prima del termine della legislatura.
Puglia
L’affluenza alle urne è stata del 41,83, il 14,6 in meno rispetto alle elezioni del 2020. C’è da ricordare che Michele Emiliano del Pd, dopo due mandati, non si è potuto ricandidare e il centrosinistra ha scelto Antonio Decaro sempre del Pd, ex sindaco di Bari ed europarlamentare con record di preferenze alle ultime europee che ha vinto le elezioni con il 63,97% (Voti: 916.665) con un programma [7] articolato in 5 sfide: guidare la transizione, creare lavoro di qualità, prendersi cura delle persone, ridurre le diseguaglianze, costruire fiducia, creare comunità, costruire reti, governare cicli, curare il territorio, governare i rischi. La coalizione era formata dal “Partito Democratico – Candidato Presidente De caro” (la lista ha ospitato anche candidati di +Europa) con il 25,91%; “Movimento 5 Stelle” con il sostegno di Rifondazione Comunista ha ricevuto il 7,22% (voti: 95.963); “Alleanza Verdi e Sinistra” sostenuta dal Movimento Equità Territoriale, con il 4,09 (voti: 54.358); “Decaro Presidente” lista formata da ex amministratori locali ed esponenti della società civile, con candidati di Sud chiama Nord e La Giusta Causa, 12,72% (voti: 168.945); lista “Per la Puglia De Caro Candidato Presidente” 8,54% (voti: 113.515); lista “Avanti Popolari con Decaro Presidente” (composta da Partito Socialista Italiano e Popolari, con esponenti di Azione) 4,09% (voti: 54.306).
Per il centrodestra il candidato era Luigi Lobuono, imprenditore che nel 2004 da presidente della Fiera del Levante era sceso in campo per la corsa a sindaco di Bari ma fu sconfitto da Michele Emiliano e che ora ha ricevuto il 35,16% (voti: 505.055). La coalizione era formata dalla lista “Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni” che ha ricevuto il 18,73% (voti: 248.904); lista “Forza Italia - Berlusconi - Ppe - Lobuono Presidente” con candidati di Italia del Meridione, ha ricevuto il 9,11% (voti: 121.015); lista “Lega Puglia” 8.04% (voti: 106.853); lista “Noi Moderati - Civici Per Lobuono” 0.83% (voti: 10997); lista “La Puglia Con Noi” 0.08 (voti: 1.127).
Altre candidature sono state quelle di Ada Donno, PCI, sostenuta dalla lista "Puglia Pacifista e Popolare", composta da PCI, Potere al Popolo!, Risorgimento Socialista, Cambiare Rotta e movimenti locali che ha ricevuto lo 0,70% (voti: 10.070), e quella di Sabino Mangano 0,51% (voti: 2.819).
Gli elettori erano 3.527.187 e le sezioni 4032. Per la legge elettorale regionale del 30 aprile 2025, n. 5, viene eletto Presidente il candidato che ha conseguito il maggior numero di voti validi in ambito regionale, il Presidente è membro di diritto del Consiglio regionale al pari del secondo candidato Presidente che ha raccolto più voti. Il Consiglio è composto da 50 consiglieri e vengono assegnati in due differenti modalità: 23 sono eletti sulla base di liste circoscrizionali concorrenti su base provinciale e 27 sono eletti in un listino unico regionale. Alla coalizione collegata al Presidente eletto è garantita la stabilità tramite un premio di maggioranza variabile: se la somma dei voti validi supera il 40%, gli sono assegnati 29 seggi. Nel caso in cui sia compresa tra il 35 e il 40%, i seggi ottenuti sono 28. Infine, se il Presidente viene eletto con meno del 35% dei voti validi, alla coalizione che lo sostiene sono assegnati 27 seggi su 50. È consentito il voto disgiunto. La soglia di sbarramento è fissata all’8% per le coalizioni e al 4% per le liste.
Commento
Tredici milioni di elettori meritavano maggiore attenzione da parte dei media nazionali, anche se, normalmente, le dinamiche locali non vengono seguite come quelle nazionali, si ricorda che le elezioni delle Marche, seguite quasi in prima persona da Giorgia Meloni, i media nazionali sono stati invece molto attivi e solerti, fornendo servizi e approfondimenti. Ciò, obiettivamente, aveva l’obiettivo per il governo di vincere queste elezioni locali che, infatti, sono state vinte con oltre il 6% di voti rispetto allo schieramento del centrosinistra. Successivamente l’attenzione dei media nazionali è diminuita fino a declinare verso zero e così, con una informazione discontinua soprattutto durante le campagne elettorali nelle tre regioni di Veneto, Campania e Puglia, gli elettori si sono poco motivati fino a disertare le urne. Naturalmente l’astensione al voto che complessivamente è aumentata del 13,94% ha anche altre ragioni legate al comportamento delle forze politiche - ormai odiate in maniera irreversibile - che da anni stanno perdendo credibilità e non sono più seguite per le loro scelte soprattutto di politica economica che penalizza servizi fondamentali come la sanità. Sia chiaro, di certo non è odio di classe, che è tendenziale in una società capitalistica prettamente liberista come l’Italia, ma ha caratteristiche innovative per non dire inedite perché produce discontinuo interesse verso la politica e le istituzioni soprattutto quando i loro leaders parlano (o per meglio dire) si esibiscono con performance indipendenti dai problemi sociali durante le trasmissioni televisive che, in pratica, producono che lo spettatore medio decide di cambiare canale oppure di spegnere il televisore. Il nuovo odio verso i politici di professione è “socioeconomico” e produce l’allontanamento degli elettori in primis dalla politica considerata vuota e lontana soprattutto perché viene agitata da pochi con obiettivi semicoperti che non interessano i cittadini e presentano problematiche soprattutto che non interessano le loro famiglie.
Questa tornata di elezioni non ha molto cambiato il quadro politico nazionale. Non si intravede un’alternativa credibile alla destra in Italia. Essa ne ha approfittato per dichiarare di voler cambiare la legge elettorale per le elezioni politiche del 2027 perché ha notato che in Campania e in Puglia, con le percentuali dei voti che, come coalizione, hanno preso, potrebbe non avere senatori e quindi non avere la maggioranza al Senato. La Presidente del Consiglio ha ben compreso che il centrosinistra (e complessivamente il Campo Largo) c’è, e comunque non è in crisi irreversibile - a parte alcune dinamiche che si sono evidenziate in Campania che, come già detto in questo articolo, riguardano la lista del candidato Giuliano Granato: Come si diceva la lista con il 2,03% dei voti (43.055) sostenuta da Rifondazione comunista, Potere al Popolo e PCI, pur non avendo avuto consiglieri è di fatto un riferimento politico alternativo credibile per il programma presentato. Il problema è che quando un elettore, non necessariamente attivo politicamente nel proprio quotidiano, vota un candidato e questo non viene eletto, la conseguenza non è solo, come è normale, l’assenza di un riferimento istituzionale per quell’elettore ma, anche, l’assenza di un riferimento politico stabile e diventa, quindi, necessario che la lista metta in campo una maglia di canali di comunicazione con i propri elettori, senza la quale si rischia che i 43.055 voti raccolti restino, come dire, sospesi.
Chi firma questo articolo non crede al fatto che l’elezione di Fico cambi la musica che ha suonato De Luca per 10 anni: una spia al riguardo è che un programma articolato e mirato di coalizione in Rete non è stato postato. Certo, ci sono materiali programmatici per punti presentati in questo articolo, ma sono generali e comunque bisognerà vedere come governerà la Campania, tenendo conto che la destra ha 17 consiglieri e rappresenta l’opposizione e la legge sull’autonomia è, come dire, la loro bussola politica-istituzionale.
Note:
[1] (chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://stefanipresidente.it/assets/00%20Programma%20STEFANI%20Presidente%202025-10-29_1761936640940-C0nJSYpn.pdf).
[2] (http://www.pdspinea.it/2025/11/04/il-programma-elettorale-di-giovanni-manildo/).
[3] (https://crcnews.it/roberto-fico-a-radio-crc-ecco-i-punti-chiave-del-mio-programma-elettorale/).
[4] (chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://poterealpopolo.org/wp-content/uploads/2025/11/cp25-programma-digital_def.pdf).
[5] (https://www.selform.it/gol-regione-campania/?gad_source=1&gad_campaignid=18448076845&gbraid=0AAAAADnsT6WRhIXTSFpHBc_Fb9SkKug0L&gclid=CjwKCAiA_orJBhBNEiwABkdmjP6oe-PYTVhcaQufl5e1vjTEqgFVphzzFE42VbTb2uykNFm6vvYMhxoCC38QAvD_BwE).
[6] (chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://nuovaegemonia.com/wp-content/uploads/2025/11/per-la-critica-del-programma-di-campania-popolare.pdf).
[7] (chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://decaro2025.it/uploads/documenti/64656361726f2d70726f6772616d6d612d636f6d706c65746f.pdf).
