Turchia di Erdogan califfato ottomano islam e le crociate

“Marinai musulmani in America nel 1178” afferma Erdogan. “Nei suoi diari Colombo cita una moschea a Cuba”. Il presidente turco, 10 anni da premier a fare cose concrete, ora filosofeggia. L’Islam vilipeso nel mondo dal predominio giudaico cristiano: la Turchia nel Consiglio di sicurezza Onu. Conferma che l’America fu scoperta da un musulmano prima di Colombo e che le donne sono diverse dall’uomo.


Turchia di Erdogan califfato ottomano islam e le crociate

“Marinai musulmani in America nel 1178” afferma Erdogan. “Nei suoi diari Colombo cita una moschea a Cuba”. Il presidente turco, 10 anni da premier a fare cose concrete, ora filosofeggia. L’Islam vilipeso nel mondo dal predominio giudaico cristiano: la Turchia nel Consiglio di sicurezza Onu. Conferma che l’America fu scoperta da un musulmano prima di Colombo e che le donne sono diverse dall’uomo.

di Ennio Remondino

Le cronache più attente vengono da Hurriyet che è un grande e serio giornale turco, il terzo per diffusione in casa e -incredibile- il suo è anche il terzo sito più visitato in Europa. Da tenerlo in gran conto, anche per la sua solida laicità legata al padre della Patria turca Ataturk. Il problema è che oggi quel laicismo di Stato viene decisamente posto in discussione. L’Islam sempre più attaccato dal resto del mondo (Califfo a parte), un grande Paese che si ispira ai suoi principi e che vuole sedere accanto a Usa, Russia, Cina ecc.. nel Consiglio di sicurezza Onu. Poi riscriveremo anche la storia.

Il presidente Recep Tayyp Erdogan in un incontro ad Ankara con i leaders musulmani del Paese come lo racconta Italintermedia da Hurriyet: «Oggi l’Islam e la Turchia sono esposti ad attacchi concentrici da parte di tutti i media del mondo, per noi è arrivato il momento di essere rappresentati sulla scena politica mondiale a partire dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dove non è presente alcun Paese musulmano». La partizione Onu per appartenenze di fede? Anche, se sarà la Turchia ad assumere la rappresentanza planetario del mondo islamico. L’antico califfato ottomano.

Con ancora i manifesti di Papa Francesco affissi per le strade, il presidente islamista esterna contro le Chiese cristiane, che a suo dire «nutrono un forte odio verso l’Islam ed hanno molto a che fare con la cattiva politica». Che confonda ‘Mafia Capitale’ con Roma Vaticano? Erdogan incontenibile litiga anche con la storia. E parte dalle condizioni di pace della prima guerra mondiale. 100 anni fa e Atene trema. Lui la storia la vuole riscrivere da capo a piedi. La scoperta musulmana dell’America, la «innaturale parità fra uomo e donna». E il Corano studiato nelle scuole pubbliche. Ataturk piange.

Quasi come Ohran Pamuk, il premio Nobel per la Letteratura, che si dichiara spaventato «dal clima di paura che regna in Turchia e dalle continue pressioni della politica islamica e conservatrice sulla stampa». E la Turchia di Erdogan, sempre meno laica, scopre il ‘neo-ottomanesimo’. Ad esempio i Balcani dominati per sei secoli, il Sangiaccato serbo ma musulmano, la Tracia greca e la minoranza turca. Un rilancio d’orgoglio di appartenenza di fede in grande stile. Non solo i musulmani hanno raggiunte le Americhe 300 anni prima di Colombo ma sono stati loro a scoprire che la terra è tonda.

Più politica la polemica innestata da Erdogan sull’ Islam detto ‘moderato’. «L’Islam non può essere classificato come moderato o no». Testimone diretto, nella mia sola intervista Rai all’allora Premier dopo l’omicidio di don Santoro a Trabson, alla mia domanda sul suo ‘islam moderato’ incassai una educata reprimenda. Avendo alle spalle interviste e dialoghi a due presidenti turchi e un premier, Erdogan non risulta il più simpatico. E lui non vuole neppure esserlo. Lo prende alla lettera Obama, la cui amministrazione identifica la Turchia come ‘paese islamico’, senza aggettivi. Moderato a chi?

remocontro.it

20/12/2014 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Ennio Remondino

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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