Approfondimenti teorici (Unigramsci)

Questa sezione del giornale è dedicata alla formazione teorica dei lavoratori e delle classi popolari e curata in collaborazione con le compagne e i compagni del collettivo della Università Popolare Antonio Gramsci (Unigramsci). Questa collaborazione nasce dalla volontà di approfondire i legami con una realtà molto impegnata nella “battaglia delle idee”, per formare una visione del mondo “altra”, diversa da quella delle classi dominanti. Non può esistere, infatti, una prassi rivoluzionaria in assenza di una teoria rivoluzionaria e questa non può che esser ricercata a partire dal pensiero critico di Marx, per sviluppare una visione autonoma del mondo, di classe, consapevoli che se i subalterni non hanno una propria visione necessariamente finiscono con l’adottare quella dominante. Questa collaborazione vorrebbe anche essere un elemento di stimolo per la formazione di quegli intellettuali organici di cui il futuro partito del proletariato avrà grande bisogno. Pertanto, in questa sezione pubblichiamo testi di approfondimento teorico, non necessariamente oggetto dei corsi universitari.

Lenin mostra, già prima della rivoluzione, un interesse per l’organizzazione scientifica del lavoro di Taylor, mettendo in guardia i bolscevichi dal non commettere l’errore, simile a quello dei luddisti, di combattere il taylorismo in quanto tale e non il suo uso capitalistico.

Con Senofane si giunge alla completa autonomia della visione del mondo filosofico-scientifica, mediante la netta e aperta cesura con la concezione del mondo mitologico-religiosa.

Hegel si trasforma ben presto dal vecchio – come lo avevano soprannominato i suoi compagni – in uno dei principali animatori di un circolo rivoluzionario; correva l’anno 1789 e a Parigi la Bastiglia, simbolo dell’Ancien Régime, crollava sotto i colpi del popolo insorgente.

Molti, fra gli intellettuali contemporanei, non capirono il significato reale della Comune di Parigi lasciandosi guidare da pregiudizi antipopolari.

La tattica di addossare a Stalin, vecchio dirigente ormai morto, tutte le colpe della passata gestione del potere, per inaugurare un nuovo corso, presentandosi come uomini nuovi, è la tattica politica che consente a Kruscev di prendere nelle proprie mani la dirigenza dell’Unione Sovietica.

Heidegger si batte contro il livellamento proprio dei tempi moderni, l’appiattimento e l’omologazione politica e sociale, prodotto della democrazia e del socialismo, di contro alla quale sostiene una società rigidamente gerarchica.

L’arte drammatica, secondo Brecht, deve poter occupare quel punto archimedeo in cui vengono a convergere la tendenza all’insegnamento e quella al puro godimento estetico.

La prima scuola filosofica rivoluzionaria in ambito scientifico, filosofico, politico, economico e religioso.

Esclusivamente mediante una radicale storicizzazione delle categorie ancora astratte e fondate sulla riflessione intellettuale dell’illuminismo, Hegel apparirà in grado di rendersi autonomo da quella tradizione, dopo averla fatta pienamente propria.

Dopo la grande vittoria delle forze comuniste sul tentativo del nazifascismo di rilanciare razzismo e schiavismo a livello mondiale, negli anni Cinquanta le forze conservatrici tornano al potere nei paesi capitalisti grazie al ricatto del piano Marshall.

Un grande pensatore che porta sino alle estreme conseguenze la critica della modernità da considerare lo stesso nazismo un antidoto troppo blando.

Brecht ritiene che gli strumenti propri della pratica artistica, rivolti a rappresentare nell’opera la realtà nel suo configurarsi storico, non possono essere neutralmente ereditati dalla tradizione, ma devono essere continuamente verificati e adeguati.

Vicine alle civiltà orientali, ma da esse indipendenti, legate più ai commerci che ai tradizionali cicli della natura, nelle colonie laiche dell’Asia minore si afferma la prima visione laica, razionale e potenzialmente democratica del mondo.

Il giovane Hegel critica le astratte elucubrazioni intellettualistiche della cultura allora dominante, della vulgata illuminista, cui contrappone, tramite il magistero di Rousseau e Lessing, il modello della cultura greca e indirettamente una concezione del mondo che non perde di vista le origini empiriste e materialiste della cultura illuminista.

Il grande avanzamento dell’emancipazione del genere umano, che prende slancio dalla storica vittoria dei comunisti sul nazifascismo, è arrestata dalla guerra fredda scatenata dalle potenze imperialiste.

Gerarca fascista, Gentile è stato l'autore del discorso agli italiani del 24 giugno 1943, che porta alla fondazione della Repubblica di Salò, che sostiene sino alla sua fucilazione da parte dei partigiani.

A un realismo ridotto a ingenuo verismo dalla pretesa di un fedele rispecchiamento della realtà, Brecht ha opposto l’imprescindibile esigenza dell’opera a organizzarsi in un cosmo in sé ordinato, a superare la separazione che necessariamente intercorre tra un concetto e il suo oggetto, tra la scienza e il suo linguaggio.

Lo sviluppo filosofico è preparato dallo sviluppo artistico-religioso della cultura greca attraverso le cosmogonie mitiche, i Misteri religiosi, i motti dei sette Savi e la riflessione etico-politica di poeti e legislatori.

Hegel coglie il limite elitario della rivoluzione culturale illuminista mostrando, con un’attitudine rousseauiana, i lati oscuri del progresso storico prodotto dalla modernità borghese.

La fine degli anni Quaranta sono caratterizzati dalla Guerra fredda, che travolge anche l’Italia, dalla rivoluzione socialista in Cina che rilancia sul piano internazionale la lotta al colonialismo.

Gli scritti del tramonto dell’ultimo Nietzsche, da l’eterno ritorno dell’identico, alla morale dei signori Vs la morale degli schiavi, dalla volontà di potenza al prospettivismo.

Lo sviluppo dell’estetica di Brecht dal teatro epico, passando per i drammi didattici, sino all’elaborazione di una drammaturgia non-aristotelica.

Presentiamo qui il riassunto della quinta lezione del corso sul marxismo, organizzato dal Gruppo Giovani de “La Città Futura” con la collaborazione dell’UniGramsci. Il filo del discorso della lezione si snoda tra la trasposizione della lotta di classe su un terreno di confronto europeo e le sue conseguenze ideologiche e politiche.

Presentiamo qui il resoconto della quarta lezione del corso sul marxismo, organizzato dal Gruppo Giovani de “La Città Futura” con la collaborazione dell’UniGramsci. La lezione ha riguardato Gramsci e la rivoluzione in Occidente.

Le caratteristiche specifiche delle colonie greche e, più in generale della civiltà ellenica, che consentirà quel salto qualitativo, rispetto alla lenta evoluzione quantitativa delle precedenti civiltà orientali, che creerà il terreno fertile per il sorgere di scienza e filosofia.

Presentiamo qui il riassunto della terza lezione del corso sul marxismo organizzato dal Gruppo Giovani de "La Città Futura", nella quale abbiamo parlato di Lenin.

La formazione ginnasiale di Hegel è improntata all’illuminismo e all’ammirazione per la cultura classica, che contrappone ai secoli oscuri del medioevo.

I paesi europei a capitalismo avanzato nel secondo dopoguerra. Dal vento del nord, alla Costituzione repubblicana alla guerra fredda.

Presentiamo qui un resoconto della seconda lezione del corso sul marxismo proposto dal Gruppo Giovani de “La Città Futura”, nella quale Ascanio Bernardeschi ha trattato la Critica dell’economia politica.


Il problema che i dirigenti sovietici devono affrontare, una volta conquistato il potere politico mediante la rivoluzione, può essere così sintetizzato: “Come costruire il socialismo partendo da un’economia sostanzialmente agricola, devastata dalla carestia e dalla miseria, causate dalla guerra civile?”. Sulle risposte fornite a tale domanda si apre, tra i dirigenti sovietici, un aspro dibattito. Di particolare spessore teorico e politico è quello che vede contrapposti Lenin e Bucharin.

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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