Approfondimenti teorici (Unigramsci)

Questa sezione del giornale è dedicata alla formazione teorica dei lavoratori e delle classi popolari e curata in collaborazione con le compagne e i compagni del collettivo della Università Popolare Antonio Gramsci (Unigramsci). Questa collaborazione nasce dalla volontà di approfondire i legami con una realtà molto impegnata nella “battaglia delle idee”, per formare una visione del mondo “altra”, diversa da quella delle classi dominanti. Non può esistere, infatti, una prassi rivoluzionaria in assenza di una teoria rivoluzionaria e questa non può che esser ricercata a partire dal pensiero critico di Marx, per sviluppare una visione autonoma del mondo, di classe, consapevoli che se i subalterni non hanno una propria visione necessariamente finiscono con l’adottare quella dominante. Questa collaborazione vorrebbe anche essere un elemento di stimolo per la formazione di quegli intellettuali organici di cui il futuro partito del proletariato avrà grande bisogno. Pertanto, in questa sezione pubblichiamo testi di approfondimento teorico, non necessariamente oggetto dei corsi universitari.

Il populismo è una degli anelli della catena degenerativa che confondendo la rivolta romantica anticapitalistica con la critica del modo di produzione capitalistico produce il fascismo.
Le politiche reazionarie condotte dai governi della destra repubblicana nel primo dopoguerra negli Usa
Proseguiamo nell’esposizione della filosofia di Lukács affrontando le opere della maturità, dall’autocritica nei riguardi di Storia e coscienza di classe a La distruzione della ragione
Con il capitolo dedicato allo spirito iniziamo la trattazione della seconda parte della Fenomenologia dello spirito, in cui il protagonista del processo di formazione da individuale diviene collettivo
Brecht, contro ogni impostazione moralista o idealista, considera le problematiche etico-morali sempre in relazione alle questioni socio-economiche. Perciò, come Nietzsche, non crede esista una sola morale, ma un’etica degli oppressori cui necessariamente si contrappone un’etica degli oppressi
Le dinamiche economiche strutturali che hanno portato alla grande crisi del 1929 e i suoi effetti devastanti sui paesi capitalistici
Proseguiamo nell’analisi dei concetti fondamentali del primo grande libro del Lukács marxista.
Le figure della ragione attiva contenute nella Fenomenologia dello Spirito faranno esperienza dei limiti che incontra la coscienza individuale nella sua pretesa di realizzare un universale ancora astratto, di contro alla dura concretezza del corso del mondo.
Per poter essere coerenti con il loro fine, i rivoluzionari devono necessariamente sviluppare una concezione altrettanto rivoluzionaria dell’etica, che non può che essere in contrasto con quella tradizionale che la classe dominante intende imporre ai subalterni.
La costruzione dello Stato totalitario fascista, i suoi limiti innanzitutto dal punto di vista economico, i patti lateranensi, l’antifascismo e il successo internazionale del movimento fascista.
La filosofia marxista rivoluzionaria del giovane Lukács, con attenzione particolare all’analisi dei temi essenziali di Storia e coscienza di classe, opera fondamentale posta alle origini del marxismo occidentale
Dalla transizione dalla coscienza infelice alla ragione rinascimentale, al processo dialettico di sviluppo della ragione osservativa, fino al passaggio alla prima figura della ragione attiva: l’uomo del piacere e la necessità
La critica di Brecht alla morale e all’eticità dominanti, funzionali al dominio delle classi dirigenti, e la necessità di sviluppare un’etica e una morale rivoluzionarie
La resistibile ascesa al potere del fascismo in Italia con la complicità della grande borghesia

Il marxismo occidentale rivoluzionario si sviluppa contro le tendenze revisioniste della II internazionale e contro la concezione dogmatica del marxismo diffusa in URSS dopo la morte di Lenin

Concludiamo la trattazione del secondo capitolo della Fenomenologia dello spirito dedicato all’autocoscienza affrontando la celebre figura della coscienza infelice
Brecht, rifacendosi all’apologo in cui Lenin risponde alle critiche rivolte al contraddittorio processo rivoluzionario russo, espone la sua ormai matura concezione del marxismo, emancipata da Korsch
Un altro tema centrale del postmodernismo è la frantumazione del soggetto attivo e consapevole, sulla cui costruzione si fonda qualsiasi progetto di trasformazione sociale.
Le forze sociali e politiche che hanno consentito la violenta eliminazione di ogni luogo di aggregazione proletario e la conseguente conquista del governo di Mussolini a capo delle squadracce fasciste

Marx e gli autori neo-hobbesiani concordano sulla necessità di una “autorità” nella fabbrica capitalistica, ma dissentono sulle finalità ad essa attribuite.

Da Togliatti a Banfi, da Preti a Paci, da Della Volpe a Luporini e a Geymonat analizzeremo per sommi capi lo sviluppo del marxismo filosofico nel nostro paese dopo la morte di Antonio Gramsci.
Dalla conclusione della dialettica servo-padrone, alla seconda triade dell’autocoscienza, di cui analizzeremo la prima figura dedicato allo Stoicismo e introdurremo la seconda, rappresentata dallo Scetticismo antico
Le inevitabili difficoltà di un processo rivoluzionario che mira a costruire un nuovo mondo e la sterilità delle critiche astratte dei dottrinari che hanno paura di sporcarsi le mani con la prassi
Gli eventi che hanno portato alla sconfitta della Rivoluzione in occidente e alla reazione capitanata dalle squadracce fasciste, sempre più coperte dallo Stato e finanziate dalla classe dominante

L’impresa capitalistica è un’autocrazia, un'organizzazione dispotica finalizzata allo sfruttamento del lavoro umano.

Gramsci dalla questione meridionale, al moderno principe, ovvero al partito come intellettuale collettivo fondato sugli intellettuali organici alla classe proletaria moderna
Analisi della celebre figura della dialettica servo-signore, diretto antecedente e fondamento dell’attuale rapporto proletario-padrone
Con la sua sfiducia nelle generalizzazioni il postmodernismo ha generato la crisi del pensiero teorico, da cui forse si potrà venir fuori con una maggiore consapevolezza del significato storico di esse.
Il contraddittorio rapporto degli intellettuali tradizionali con la filosofia della praxis e con la soggettività rivoluzionaria, analizzati da un testimone d’eccezione

È possibile tracciare un confine netto tra modernismo e postmodernismo in ambito culturale, artistico e letterario?

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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