Approfondimenti teorici (Unigramsci)

Questa sezione del giornale è dedicata alla formazione teorica dei lavoratori e delle classi popolari e curata in collaborazione con le compagne e i compagni del collettivo della Università Popolare Antonio Gramsci (Unigramsci). Questa collaborazione nasce dalla volontà di approfondire i legami con una realtà molto impegnata nella “battaglia delle idee”, per formare una visione del mondo “altra”, diversa da quella delle classi dominanti. Non può esistere, infatti, una prassi rivoluzionaria in assenza di una teoria rivoluzionaria e questa non può che esser ricercata a partire dal pensiero critico di Marx, per sviluppare una visione autonoma del mondo, di classe, consapevoli che se i subalterni non hanno una propria visione necessariamente finiscono con l’adottare quella dominante. Questa collaborazione vorrebbe anche essere un elemento di stimolo per la formazione di quegli intellettuali organici di cui il futuro partito del proletariato avrà grande bisogno. Pertanto, in questa sezione pubblichiamo testi di approfondimento teorico, non necessariamente oggetto dei corsi universitari.

Il libro "Crisi, diseguaglianza e povertà. Le iniquità del capitalismo, da Lehman Brothers al Covid-19" è stato pubblicato in seconda edizione aggiornata in italiano da La città del sole. Il libro del prof. F. Schettino dell'Università della Campania è stato pubblicato o è in via di pubblicazione nelle principali lingue e paesi occidentali. Con l'autore discutiamo in particolare del tema di fondo alla luce dei più recenti avvenimenti.

Con il responsabile energia del Centro Europa e ricerche di Roma, Demostenes Floros, decostruiamo tutte le montature dell'ideologia dominante sulle recenti vicende della Federazione russa. Analizziamo anche i motivi che hanno portato i capitalisti europei a soccombere alle direttive dell'imperialismo statunitense. Comprendiamo, infine, il motivo ideologico neoliberista che ha fatto impennare l'inflazione e fatto decrescere radicalmente il potere d'acquisto dei salari.

La Corte di giustizia e la Corte penale internazionali sono intervenute nella crisi di Gaza, ma tale azione rischia di rimanere solo una “voce nel deserto”, senza giungere ad una soluzione concreta della vicenda. Vedremo qui chi sono e come operano questi due giudici internazionali.

Con il redattore de "La contraddizione", Maurizio Brignoli, rileggiamo in una chiave improntata al materialismo storico i principali eventi recenti della politica internazionale e, in particolare, i differenti fronti di guerra.

Intervista ad Alexander Hobel docente di Storia Contemporanea all'Università di Sassari.

Il cristianesimo, secondo Hegel, è strutturalmente inefficace a fungere da religione popolare per un’umanità che si è liberata dalle catene del dispotismo e pretende di autodeterminare il proprio agire, di riorganizzare razionalmente le proprie istituzioni, perché la vita cristiana rinvia a una dimensione trascendente, che porta a non farsi carico del mondo intramondano e a lasciarlo dominare dalla tradizione. 

Con la presidente dell'Associazione nazionale per la scuola della Repubblica cerchiamo di capire, nel suo complesso, l'offensiva neoliberista volta a dequalificare la scuola statale per favorire la scuola privata.

A rendere complessa e problematica un’analisi rigorosa della riflessione sull’arte di Brecht si deve aggiungere alla sua frammentarietà lo spiccato gusto per il paradosso e le frequenti prese di posizione ideologiche, non facilmente separabili dalle riflessioni teoriche, che hanno caratterizzato la scrittura brechtiana.

Videointervista alla grande intellettuale marxista Carla Filosa presidente dell’Università popolare Antonio Gramsci sull’eccezionale intellettuale rivoluzionario Gianfranco Pala da poco scomparso, sui motivi della sua condanna alla damnatio memoriae, sulla fondamentale rivista “La contraddizione” e sulla crisi di sovrapproduzione, indispensabile per comprende la nostra epoca storica in funzione di una sua radicale trasformazione.

La vita sulla terra evolve in forma dialettica. Homo sapiens è anch’esso il risultato di un lungo processo evolutivo, fisico e mentale, e le società umane interagiscono e co-evolvono con la natura nel suo complesso. Con la progressiva evoluzione e il definitivo consolidamento della coscienza estesa negli ominidi, per la prima volta la natura, sub specie hominis, prende coscienza di sé stessa.

Recensiamo in un’ottica marxista tre interessanti volumi che ci hanno gentilmente fatto avere i loro autori e che dimostrano come, nonostante il periodo buio che attraversiamo, la visione del mondo marxista resti l’unica reale alternativa all’ideologia dominante, espressione del blocco sociale al potere.

Continuando la prima parte dell’articolo, esaminiamo come Engels analizza il pensiero delle masse

Engels ha dato un contributo significativo alla riflessione sulla relazione tra situazione sociale e concezioni religiose.

Diversi studi confermano l’impatto psicosociale della precarietà del lavoro in particolare sulla salute mentale.

In Hegel scompare il carattere specifico e transeunte dell’alienazione come appartenente a un determinato periodo storico, mentre nelle sue considerazioni economiche Marx, sulla scorta dei fatti della vita reale, tira un netto confine fra oggettivazione nel lavoro in sé ed estraneazione di soggetto e oggetto nella forma capitalistica del lavoro.

Le conoscenze variano a seconda dei diversi uomini, per le circostanze in cui si acquistano, per le varie mescolanze in cui si trovano, per le differenti educazioni, costumi e credenze di chi le sviluppa. Dunque, lo stesso oggetto appare diverso da uomo a uomo e per lo stesso uomo in tempi diversi. Perciò non si può sapere quale delle diverse opinioni sia vera e, dunque, occorre sospendere l’assenso.

Pur condividendo la critica marxiana alla naturalizzazione del diritto quale strumento della borghesia per dare veste universale alla propria struttura sociale, Gramsci è più disponibile a riconoscere il portato progressivo dei diritti dell’uomo e del cittadino e la loro capacità di trasformare i costumi sociali esistenti.

La Rivoluzione Francese ha ricevuto un grande sostegno tra gli intellettuali tedeschi e in particolare tra i filosofi, che vi avevano visto la possibilità della realizzazione storica della categoria della universalità. Tale categoria da Kant a Hegel porterebbe in sé un pathos antifeudale, volto a spazzare via il particolarismo dominante nell’ancien règime.

L’intelligenza artificiale non ha autocoscienza né motivazioni vitali, ma è generata dall’intelligenza naturale e, anche, dagli interessi materiali delle classi dominanti. Quindi l’intelligenza artificiale risulta asservita necessariamente, come tutte le altre tecniche, agli interessi economici delle classi dominanti.

Come per Epicuro, a fondamento della conoscenza per Zenone ci sono le sensazioni che producono impressioni, ma diversamente dagli epicurei per gli stoici le impressioni non sono necessariamente vere: ci vuole l’assenso, cioè il libero giudizio della mente. Il criterio dell’assenso è l’evidenza.

Il fatto che lo sviluppo della forza produttiva nei diversi rami industriali si manifesta non solo in proporzioni, ma spesso in direzione contraria, non è dovuta unicamente all’anarchia determinata dalla concorrenza al particolare carattere del modo borghese di produzione; si ricollega anche con le condizioni naturali, che diminuiscono sovente il loro rendimento, nella misura stessa in cui la produttività aumenta. Come conseguenza si hanno movimenti in senso contrario in queste diverse sfere produttive: al progresso da una parte corrisponde il regresso dall’altra.

Non solo le idee nazionali sono anche il frutto del cosmopolitismo illuminista della rivoluzione francese, ma in Hegel, a differenza di pensatori più conservatori, non vi è tendenzialmente opposizione tra mito greco e lotta per l’unificazione nazionale dei principati tedeschi, come del resto tra universalità razionale e interesse storico-positivo.

Da un’iniziativa organizzata dal Centro Studi Nazionale “Domenico Losurdo”, dal Centro Culturale “Concetto Marchesi” e dalla Cooperativa Editrice Aurora sulla figura di Pietro Secchia vengono alcune indicazioni per la costruzione di un partito comunista effettivamente altro dal modello della Seconda Internazionale ed effettivamente dei lavoratori.

Come nel caso di Goethe, l’adesione alla poetica ingenua dei classici di Brecht non poteva essere immediata, ma doveva passare attraverso la mediazione del moderno concetto di sentimentale, così lo sforzo compiuto per raggiungere la semplicità e l’immediata chiarezza dei classici ha dovuto necessariamente passare attraverso il vaglio critico di una tormentata poetica “romantica”.

Epicuro

Si tratta di individuare i mali che affliggono l’uomo e di studiare la terapia filosofica per curarli. Dinanzi alla paura degli dèi e dell’aldilà, Epicuro sostiene che gli dèi non si occupano certo dell’uomo. Per quanto concerne la paura della morte, Epicuro la considera stolta, in quanto sino a che noi ci siamo la morte non c’è, quando invece ci sarà noi non ci saremo più.

Se le lotte sindacali riuscissero a mantenere in un dato paese un livello salariale tale che il profitto diminuisse sensibilmente in rapporto al profitto medio di altri paesi, o che il capitale subisse un arresto nel suo sviluppo, il ristagno o la recessione dell’industria, che ne sarebbero la conseguenza, provocherebbero la rovina dei lavoratori con i loro padroni.

Soltanto l’attivismo anticomunista di Gorbaciov è stato presentato dai media e non il contributo dell’URSS contro il nazifascismo in Europa. In quest’articolo si presenta in sintesi il contesto storico dell’abbattimento del muro di Berlino che per la dissoluzione dell’URSS è considerato il capolavoro di Gorbaciov.

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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