Lunedì, 10 Giugno 2019 04:38

Bulgakov nell’Urss di Stalin

Alcune riflessioni sui motivi per cui non è stato dato spazio all'ironia di Bulgakov
Ci chiediamo se le storie dei miti debbano essere sempre di lotte sanguinarie e non possano avere una tonalità più leggera, addirittura comica…
Sabato, 01 Dicembre 2018 17:52

L’Ifigenia secondo Giuseppe Vecchi

Un’opera contro la guerra.
Sabato, 03 Marzo 2018 14:38

Meglio un figlio morto che disoccupato

Quando il metateatro si presta alle cause sociali, raccontando il dramma delle polveri della morte nel Poligono più grande d’Europa.

Tre modesti tentativi di rilanciare l’acribia critica del materialismo storico nell’analisi di tre opere d’arte tornate alla luce della ribalta.

Venerdì, 13 Novembre 2015 21:43

Il prezzo di una sconfitta storica

Il prezzo di Arthur Miller, andato in scena al Teatro Argentina, è uno dei pochi spettacoli di un certo valore di una stagione che si annuncia quanto mai povera in tutti i sensi.

Domenica, 26 Luglio 2015 13:51

Il segreto delle tre carte

Al Teatro Costanzi di Roma è andata in scena, dopo un’assenza di 60 anni, La dama di picche di Pëtr Ilich Čaijkovskij. Un’opera lirica dalla partitura musicale estremamente complessa tratta da un magnifico racconto di Puškin stravolto dal libretto dei fratelli Čaijkovskij, a sua volta stravolto da un regia e da un’interpretazione che fa acqua da tutte le parti.

Venerdì, 15 Maggio 2015 16:16

Emiliano Valente. Un artista senza etichette

Sentir recitare Emiliano Valente nel suo esilarante monologo alla “Casa delle Culture” (Trastevere) è stata una folgorazione. Una folgorazione piacevolissima la performance “Belle bandiere”, di Lorenzo Misuraca, declamata da Emiliano. Quella sera il dibattito politico precedente era davvero impegnativo da seguire. Importante, ma impegnativo e davvero non mi attendevo di uscire dalla “Casa” con il sorriso fra le labbra e di un insolito buonumore.

L’attore racconta il personaggio, scoprendone le azioni e il modo di agire, passo dopo passo, costruendone un equivalente. E lo spettatore vive e partecipa ad un momento di crescita e consapevolezza collettiva. Eppure il teatro, un tempo vietato e censurato, oggi annoia. Perché?

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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