Cultura

Da Gianni Anselmi a Clarita Di Giovanni, da Adela a scultori internazionali, da eventi culturali a inchieste sullo sfruttamento dei precari per ricordare i temi trattati dal settimanale.
L’umanità non può sopravvivere, i replicanti sono il futuro della specie, ma non posso crearne di più.
Una nuova “poesia di classe” di Giuseppe Vecchi. Perché la lotta di classe si fa anche coi versi.
Una poesia per la giovane infermiera palestinese uccisa a Gaza da un cecchino sionista mentre, a mani alzate, cercava di prestare soccorso a un ferito.
Le avanguardie debbono farsi trovar pronte per il momento in cui si producono le condizioni oggettive per realizzare un processo rivoluzionario.

Low!

Un nuovo appuntamento con le #poesie di classe di Giuseppe Vecchi.
L’importanza della filosofia hegeliana per una comprensione adeguata e non dogmatica del marxismo.
Esposte a Basilea retrospettive e incompiute uniche del discusso pittore.
La resistenza mapuche in Patagonia e il suo leader imprigionato, celebrati in una poesia.
Dopo Locarno i grandi eventi cinematografici fanno tappa a Venezia.
Due poesie per raccontare di una terra martoriata da una guerra infinita e ingiusta e della resistenza della sua gente che, tra sangue e macerie, non smette di amarla.
Nel momento in cui se ne producono le condizioni oggettive occorre considerare la rivoluzione come un’arte.
Tareq aveva lo sguardo perso, si guardava intorno, voleva una spiegazione alla morte, era un giorno di festa, non c’era la guerra…
Grandezza e limiti del marxismo programmaticamente controcorrente di Domenico Losurdo.
Appuntamento estivo con le “poesie di classe” di Giuseppe Vecchi.
Quasi 300 film in dieci giorni, più di 155mila spettatori, per un festival sempre più internazionale.
Perché gli Stati uniti d’Europa, in regime capitalistico, sono impossibili o reazionari e la necessità della rottura rivoluzionaria.
Un luogo per riflettere grazie all’opera di un grande scultore del Novecento europeo.

La sacrosanta critica all’utopismo e alla fuga dalla storia del mito delle origini porta Losurdo a considerare irrealizzabili gli stessi principi del comunismo.

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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