Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza

Con questo numero viene inaugurata una nuova sezione dedicata alla formazione e curata dal collettivo dell’Università Popolare Antonio Gramsci.


Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza

Con il numero 123, La Città Futura inaugura una nuova sezione del giornale dedicata alla formazione teorica dei lavoratori e delle classi popolari e curata dalle compagne e dai compagni del collettivo dell’Università Popolare Antonio Gramsci (Unigramsci). Questa collaborazione nasce dalla volontà di approfondire i legami tra due realtà molto impegnate nella “battaglia delle idee”, per formare una visione del mondo “altra”, diversa da quella delle classi dominanti. Non può esistere, infatti, una prassi rivoluzionaria in assenza di una teoria rivoluzionaria e questa non può che esser ricercata a partire dal pensiero critico di Marx, per sviluppare una visione autonoma del mondo, di classe e consapevoli che se i subalterni non hanno una propria visione necessariamente finiscono con l’adottare quella dominante.

Questa collaborazione vorrebbe anche essere un elemento di stimolo per la formazione di quegli intellettuali organici di cui il futuro partito del proletariato avrà grande bisogno. Pertanto, in questa nuova sezione verranno pubblicati materiali, di natura scritta o audiovisiva, non necessariamente inediti, che affronteranno gli argomenti oggetto dei corsi dell’Università Popolare in campi del pensiero come quello economico, filosofico, storico e antropologico. Due dei primi tre articoli pubblicati trattano delle contraddizioni che derivano dall’introduzione di innovazioni tecnologiche e rappresentano la trascrizione delle lezioni del corso di economia tenuto dal compagno Domenico Laise durante l’anno accademico 2016-2017. Il terzo, invece, è un articolo uscito nell’oramai lontano 1993 e scritto dalla compagna Carla Filosa che affronta il tema del neocorporativismo, sempre attuale pur nel pieno dei festeggiamenti per l’abbattimento del regime fascista che negli anni trenta pose le basi per lo sviluppo di questo sistema di relazioni economico-sociali.

22/04/2017 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Redazione

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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