Recensioni di classe

La Città Futura ha pubblicato su carta una raccolta di recensioni cinematografiche in chiave marxista, precedentemente uscite sulla rivista online. Gli autori hanno passato al vaglio in questi anni centinaia di opere cinematografiche, fiction, serie televisive, un lavoro imponente che meritava di essere valorizzato. L’angolo visuale del cinema ci consente di valutare come la borghesia penetri il sostrato culturale di massa e agisca sul piano dell’egemonia. Secondo noi è un contributo utile per capire il presente oltre che una comoda guida per scegliersi il film da vedere!


Recensioni di classe

L’elaborazione di un’estetica – e dunque una teoria dell’arte e della bellezza – in relazione alla cosiddetta “settima arte” e dal punto di vista della critica marxista ci consente di comprendere e orientarci all’interno della complessità del substrato culturale che caratterizza la nostra epoca. Se infatti non v’è dubbio che l’intera sfera sociale con le sue passioni, le sue paure, le sue culture è una risultante dialettica del sottostante mondo economico, è altrettanto vero che la stessa sfera culturale diviene una realtà operante nella storia e dunque non meno impattante è il solco lasciato in ognuno di noi da “quell’altro mondo”, quello dell’arte, che corre parallelo e allo stesso tempo intersecante con il mondo oggettivo: è questa la natura ossimorica e dialettica dell’arte che da un lato consente all’essere umano il raggiungimento delle proprie forme espressive più alte, a volte astratte o simboliche, e, dall’altro, non può fare a meno della realtà e della Storia per trarre lo spunto e il materiale necessario alla sua stessa esistenza.

Anche il grande cinema, come ogni opera d’arte, è dunque una autoriflessione della società su se stessa. Attraverso di esso è possibile scorgere le curvature psicologiche di una società intera, passate attraverso le maglie delle singole storie raccontate, dei singoli punti di vista e dell’emotività di un regista, che ne ritrae paure e passioni. E ciò sarebbe tanto più vero quanto più una pellicola dovesse tentare di fugare ostinatamente la necessità di misurarsi con la società, con le circostanze e con le problematiche del tempo in cui nasce, riproponendosi l’intento di restituire uno spaccato di vita meramente intimistico, individuale, particolare, apolitico o via dicendo. Anche in quel caso, infatti, come non scorgere in tale proposito, oggi così à la page, la misura con cui l’individualismo segna il passo della nostra epoca, celebrando il protagonismo del singolo che prevarica l’universale, alimentando la frammentarietà delle esistenze sino alla totale lacerazione della propria dimensione sociale e comune?

L’arte è, in fondo, una riflessione dell’uomo sul suo tempo storico, un guardarsi allo specchio attraverso l’opera che riflette, amplifica, distorce le sue paure. Le grandi opere d’arte, come i grandi artisti, si distinguono per ciò che riescono a cogliere, per la loro capacità di essere la cassa di risonanza di una sensibilità collettiva, e più a fondo si va nella riflessione storico-filosofica e artistica e più l’opera diviene immortale. Ma l’opera d’arte – specie quando a fruirne sono milioni di persone come accade con l’arte cinematografica – non è solo uno “specchio” dell’anima di un popolo ma è una forza attiva e operante. Infatti attraverso di essa è possibile creare dei modi di pensare, è possibile spingere gli uomini ad agire o a essere passivi (il che altro non è che un altro modo di agire).

È con questa consapevolezza che in questo libro abbiamo deciso di raccogliere e offrire alla lettura organica centinaia di recensioni cinematografiche uscite sulla rivista online “La Città Futura” nel periodo che va dal 2014 al 2017. Vi sono sia recensioni dedicate a singole pellicole sia interventi che contemplano al loro interno più recensioni. Sarà semplice rinvenire a quale pellicola si faccia riferimento nel singolo scritto attraverso l’indicazione contenuta nel sottotitolo, che fa sempre riferimento al titolo del film recensito e al regista. Lo scopo di questo faticoso lavoro condotto dal collettivo politico de “La Città Futura” è proprio quello di scandagliare uno dei principali strumenti culturali della nostra epoca e offrire una chiave di lettura della società. È per questo che è appena il caso di specificare che questo libro non rappresenta uno strumento utile per il lettore che si attenda di impadronirsi di tecnicismi da “addetti ai lavori”: ciò che ci sta a cuore in questo libro è fornire un’interpretazione dell’opera dal punto di vista del suo valore sociale e della sua portata – come diciamo “noi” marxisti – sovrastrutturale.

Chi fosse interessato all’acquisto del libro può contattarci all’indirizzo

12/02/2021 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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