Grecia: quando essere fidanzati di un compagno è reato

Appello per la liberazione di Irianna, condannata a 13 anni di carcere per appartenenza a gruppo anarchico.


Grecia: quando essere fidanzati di un compagno è reato Credits: https://www.flickr.com/photos/piazzadelpopolo/

13 anni di galera perché il compagno di vita è stato accusato di terrorismo.

Irianna B. - giovane dottoranda e insegnante greca – condannata a 13 anni di carcere per appartenenza al gruppo anarchico Cospirazione dei Nuclei di Fuoco, già noto alle cronache per alcuni attentati con pacchi-bomba. Una condanna che i suoi difensori giudicano basata su prove inconsistenti, se non su una persecuzione personale. Ma andiamo con ordine.

Storia di un'insegnante

La storia di Irianna è stata raccontata dai giornalisti Tassos Morfis e Yannis Baboulias. Il primo arresto avviene nel 2011. Irianna viene arrestata insieme al suo compagno di vita, accusato di far parte dei Nuclei, e viene rilasciata nel giro di una giornata. Il secondo arresto avviene nel 2013 – mentre è ancora in corso il processo contro il compagno che si concluderà con un'assoluzione completa. Col secondo arresto comincia il calvario di Irianna.

I motivi dell'arresto sono due: il processo in corso contro il compagno e un campione di DNA trovato su una pistola sequestrata un anno e mezzo prima - su indicazione di un testimone che non si è mai presentato in tribunale – mai usata per atti criminali. Mentre procede il processo contro Irianna, il compagno viene completamente scagionato e nell'opinione pubblica greca cresce il sospetto che si tratti di un processo-spettacolo. Il caso viene preso a cuore dal genetista George Fitsialos – che collabora stabilmente con le forze dell'ordine. Secondo Fitsialos i risultati del test del DNA sono insufficienti, ma quando richiede la possibilità di replicare l'analisi gli viene risposto che il frammento di DNA era troppo piccolo, bastava per un'analisi soltanto.

Smentito il legame con i Nuclei tramite il compagno di vita, traballanti le prove che la collegano a un'arma. Eppure Irianna è stata condannata a 13 anni.

Giustizia per Irianna

La condanna e la sproporzione degli anni di galera hanno provocato grandi mobilitazioni di piazza in Grecia. Il ministro della giustizia Kontonis ha chiesto che il tribunale deponga le motivazioni della sentenza nel più breve tempo possibile, per poter avviare il percorso dell'appello. Durante le mobilitazioni alcuni dirigenti di Syriza sono stati cacciati dalla piazza.

Per la liberazione di Irianna è stata lanciata anche una raccolta firme internazionale indirizzata al ministro Kontonis e al presidente dell'Associazione degli avvocati Alexandris. La petizione chiede che vengano depositate le motivazioni della sentenza, che si svolga un appello in cui vengano prese in considerazione tutte le testimonianze scientifiche e che, in generale, si ponga fine all'ingiustizia perpetrata contro la giovane donna.

Nel paese che ha pagato di più la crisi economica, nel paese in cui i nazisti sono un normale partito con un gruppo parlamentare e le squadracce che pestano stranieri e sindacalisti, nel paese che avrebbe dovuto essere il punto di svolta per l'Europa dei popoli, essere compagne di vita di un anarchico è un reato da 13 anni di reclusione.

Per leggere e firmare l'appello: https://www.change.org/p/justice-for-irianna

22/07/2017 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
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L'Autore

Paolo Rizzi

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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