Amministrative. A chi andrà Roma?

Il 5 giugno alle urne. Il 19 al ballottaggio. Cinque i candidati favoriti al primo turno, quattro per il ballottaggio.


Amministrative. A chi andrà Roma?

Il 5 giugno alle urne. Il 19 al ballottaggio. Aria di sfida per tutti i candidati che hanno “in tasca” la soluzione per salvare la città dal degrado. La proposta comune è il taglio all’Irpef che ha raggiunto la soglia massima. Cinque i candidati favoriti al primo turno, quattro per il ballottaggio: Giachetti, Raggi, seguiti da Meloni e Marchini. Per Fassina ultimo sondaggio all’8%.

di Alba Vastano

Roma, con le elezioni del cinque giugno, avrà un nuovo amministratore, ancora per poco sconosciuto. Questione di ore o, se ballottaggio sarà, e sarà certamente, questione di giorni. Chiusa la campagna elettorale, il Campidoglio è già lustro per accogliere nuovo sindaco. Che aria tira in queste ore pre-elettorali intorno al Campidoglio?

Aria di sfida. Tutti i candidati aspirano ad amministrarla questa città, ma quali i loro programmi, quali gli intenti per migliorarla la tanto bistrattata caput mundi, dopo le ultime devastanti amministrazioni che hanno ridotto la capitale allo stremo dei servizi sociali. Che cosa dobbiamo aspettarci dalla prossima amministrazione? I media ci hanno propinato un carosello di candidati che corrono per Roma proposti dalle corrispondenti forze politiche. O in corsa autonoma, svincolata, come il bell’Alfio.

Per mesi un carosello variabile, intercambiabile, discutibile, borioso, popolano. Candidati dal sorriso rassicurante con il vestito della festa occhieggiano dai manifesti elettorali che hanno invaso la città, con slogan che neanche gli sponsor commerciali della più famosa marca di pasta italiana avrebbero saputo coniare. E con proposte talmente popolari, talmente bonariamente risolutive, così condivisibili all’impatto che ingannerebbero persino i più scettici. Tutti i candidati vogliono salvare Roma, tutti hanno in tasca la soluzione per risolvere i guai della città.

Chi calamita le attenzioni degli elettori perché aitante, chi è giovane, chi è incinta, chi è euroscettica, chi si propone come depositario della verità per il rilancio della sinistra, chi perché ha trovato la pozione magica per la mega onda immigratoria. Chi avrebbe già risolto il problema dello smaltimento dei rifiuti, chi dichiara di aver trovato la tasca giusta per i fondi da investire (ndr: quella dei contribuenti?), tutti dichiarano di voler tagliare l’Irpef che ha raggiunto la soglia massima.

Chi è da tempo fuori dalla politica decidendo di non entrare in cabina elettorale per sfiducia, per smarrimento, per demotivazione o semplicemente perché non ne può più di promesse a vuoto, di attese subito disattese, se volesse riprovarci a dare fiducia a quale futuro amministratore si potrebbe affidare questa volta, in ultima ratio e spes, per dare un contributo alla rinascita di Roma? Al vicepresidente della Camera Roberto Giachetti, l’uomo di Renzi? All’emergente Virginia Raggi, l’esponente grillina? All’autonomo Alfio Marchini? A Giorgia Meloni, nelle nuove vesti di mamma Roma? A Stefano Fassina, nel nuovo ruolo di promotore della costruzione della rinascita della sinistra italiana?

Gli interrogativi non mancano a riempire di dubbi le ultime ore preelettorali degli scettici del voto. E dai sondaggi risulterebbero essere almeno la metà della popolazione capitolina. Un ultimo sguardo ai candidati in fase di chiusura campagna elettorale, per ricordare le loro promesse. Quel Che farò per la città che hanno sbandierato a tappeto ovunque. Voce soft, tono accattivante e sguardo mite accompagnato da sorrisi invitanti. Il tutto, come da copione.

Roberto Giachetti (PD, vice presidente della Camera )

Non voglio guidare una campagna elettorale. Voglio guidare una riscossa. Civica e politica. Sì, politica, scrive nella pagina del sito istituzionale. Propone la ristrutturazione del debito, la valorizzazione del patrimonio immobiliare e delle partecipate. Per il trasporto pubblico preferenziali fino a 150 km. Pista ciclabile sulla Via Nomentana. Per il decoro urbano un piano speciale e una task force in ogni municipio contro le buche e i problemi al manto stradale. Prolungamento della metro B e nuove linee di tram. Un numero verde permanentemente attivo per le segnalazioni.

Start up e imprese creative avranno finanziamenti e sedi a canone agevolato. Sì alle Olimpiadi, perché sono un’imperdibile occasione per riportare Roma al centro della scena. Chiusura del ciclo dei rifiuti per trasformarli in risorse e differenziata dal 43 al 65%. Ai municipi più poteri, più soldi, più responsabilità. L’Amministrazione sulla soglia di casa. Rilancio delle istituzioni culturali finanziate dal Comune. Rilancio di Ostia, il mare di Roma, investendo in trasporti per collegamenti e creando sviluppo e lavoro, per combattere la criminalità. Come ha vinto le primarie? Intorno alla sua candidatura c’è una solida rete di relazioni.

Virginia Raggi (M5S)

#CoRAGGIo è ora di cambiare Roma. E propone 11 passi importanti. Priorità per corsie preferenziali per i mezzi pubblici e preferenziali. Ridurre, riusare e differenziare i rifiuti. Raccolta differenziata e isole ecologiche. Multe salate per chi tratta Roma come una pattumiera. Controllo dell’operato degli amministratori. Conti alla luce del sole. Task- force sugli appalti per limitarne gli affidamenti diretti. Parchi e spiagge a livello di eccellenza delle capitali europee.

Per la tutela dei cittadini un corpo di polizia riorganizzato, sicurezza stradale, superamento dei campi rom “come vuole l’Europa”. Per le politiche sociali un nuovo piano regolatore che preveda progetti per gli anziani e più serietà nella gestione dell’accoglienza ai migranti. Per il diritto all’abitare, censimento del patrimonio immobiliare e affitti che non superino il 20% del reddito.

Per la scuola più asili nido e scuole messe in sicurezza. Per la cultura trasparenza nei fondi e valorizzazione del patrimonio culturale Per il turismo, maggior decoro, trasporti efficienti e sicurezza. Per gli abitanti un nuovo piano per sentirsi al centro anche in periferia. Dubbio: Raggi, una volta eletta sarà autonoma o telecomandata dal Movimento?

Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia)

Sette obiettivi contro i sette vizi capitali di Roma. Mezzo miliardo di investimenti per il ripristino del manto stradale, buche e segnaletica. Prolungamento metro C. Sgomberi per le occupazioni abusive perché le regole si rispettano. Questa è Roma. Investimenti per gli asili nido perché i figli sono diventati un bene di lusso ed è per questo che le famiglie non fanno più bambini. Ministeri in periferia e più musei al centro Quarcosa alla fine se l’inventamo dice la candidata della Garbatella. Perfetta ed esilarante l’imitazione di Guzzanti, condivisa dalla stessa Meloni.

Alfio Marchini (Lista civica)

Io amo Roma e tu?. Si vanta Alfio dell’omonimo nonno partigiano omonimo. “Mio nonno Alfio era un partigiano e ha partecipato alla liberazione del Paese”. Lui, l’Alfio candidato sindaco, ha studiato dai gesuiti ed è un business man. Laureato in ingegneria civile, alla guida delle società della sua facoltosa famiglia. Ex Ad di Roma 2000 S.p.a. del gruppo Ferrovie dello Stato. Nel 2007 è stato membro del consiglio di amministrazione in Unicredit. La sua lista civica è appoggiata da Berlusconi.

Cosa propone da candidato sindaco per Roma? Un’infinita di punti, ben 101. Fra i più innovativi: un Senato civico capitolino. Una città a statuto speciale con autonomie separate dalla Regione Lazio. Tombini tecnologici, dispositivi dotati di sensori “per rilevare in tempo reale eventuali ostruzioni”. Una città “verde”, con sconti sulle imposte comunali per chi contribuisce a mantenere la città pulita ed ecologica. Propone un cimitero comunale per cani e gatti e spiagge accessibili a tutti.

Raccolta differenziata di condominio con sconti sulla Tari. Per i trasporti completamento della linea C e obbligo del Pos sui taxi. Per i servizi welfare propone una card sociale per le famiglie in difficoltà e assistenza ai disabili con il voucher sociale. Riqualificazione delle periferie. Lotta alla prostituzione nei centri urbani e all’accattonaggio. Arresto per chi rovista nei cassonetti. Bel programma. Un neo. Ha evitato l’intervista sulle elezioni che gli propone Giglioli dell’Espresso. Perché?

Stefano Fassina (Sinistra italiana)

Torna in corsa per la carica a sindaco, dopo l’esclusione dalle liste per un errore di forma, grazie al Consiglio di Stato. Ha un programma importante e innovativo, un programma per la ricomposizione della sinistra che da troppo tempo è la grande assente, e non solo a Roma. Dai sondaggi elettorali le speranze che vanga eletto sindaco sono tenui. Quell’ottimista 8% parla chiaro.

La sua corsa per #LameglioRoma, sarà claudicante, ma spalle forti e oneste dei compagni superstiti per lui ci sono. Leggiamo dal suo sito uffficiale: “Roma ha urgente necessità di ricostruire a 360 gradi le fondamenta morali, intellettuali e economiche della sua vocazione nazionale e globale. Le risorse, il capitale sociale, gli uomini e le donne, le esperienze di impegno civico, sociale, culturale, religioso e anche politico e amministrativo per ripartire esistono. Sono portatrici dei valori democratici dell’antifascismo, della sol idarietà, della dignità della persona, dell’uguaglianza e della responsabilità verso la natura.

In ogni caso la sensazione è che, quale che sia l'esito di questa tornata elettorale, una svolta per Roma potrà venire soltanto da una nuova stagione di lotte che imponga soluzioni diverse alle troppe contraddizioni di questa metropoli e per le quali non basta certo eleggere un nuovo sindaco.

03/06/2016 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Alba Vastano

"La maggior parte dei sudditi crede di essere tale perché il re è il Re. Non si rende conto che in realtà è il re che è il Re, perché essi sono sudditi" (Karl Marx)


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“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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