APPELLO PER UN 1° MAGGIO UNITARIO CONTRO LA GUERRA, CONTRO IL RIARMO CONTRO LA SVOLTA AUTORITARIA!

Riceviamo e pubblichiamo questo appello dei lavoratori autoconvocati che propongono una iniziativa unitaria per il primo maggio


APPELLO PER UN 1° MAGGIO UNITARIO CONTRO LA GUERRA, CONTRO IL RIARMO CONTRO LA SVOLTA AUTORITARIA! Credits: www.flickr.com/photos/gianfrancogoria/2459484082

Si avvicina la giornata che ha le più profonde radici storiche per il movimento operaio: il 1° Maggio. Questa giornata di lotta si fonda sulla prima e più antica parola d’ordine della classe operaia: l’unità internazionale dei lavoratori di tutti i paesi.
Contro la guerra, contro il riarmo, contro la svolta autoritaria CHIEDIAMO CHE IL  1° MAGGIO I SINDACATI ORGANIZZINO CORTEI UNITARI

Da ormai molti anni le manifestazioni del 1° maggio vedono moltiplicarsi appuntamenti contemporanei in piazze diverse. Dopo gli scioperi separati contro la legge di Bilancio ed il vuoto di mobilitazione dei mesi successivi, è necessario rilanciare l’iniziativa unitaria dei lavoratori e l’opposizione sociale contro la guerra e le politiche neoliberiste sviluppate dal governo Meloni sulla scia di quelli che l’hanno preceduto, ossia contro lavoratori e lavoratrici.

Lottiamo insieme

·         Per dire No ai piani di riarmo e ad ogni intervento militare!
·         Per forti aumenti dei salari, delle pensioni e della spesa sociale!
·         Contro la precarietà del lavoro e per il salario minimo legale!
·         Per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario!
·         Per dire NO all’austerità e SI alla tassazione delle grandi ricchezze!
·         Per il diritto di cittadinanza ai/alle migranti e la chiusura dei CPR!

Da Gaza alla Cisgiordania, dall’Ucraina all’Iran, il capitalismo globale, sulle orme di Trump, sta marciando verso una nuova guerra mondiale. I governi d’Europa e dell’Italia seguono un “doppio standard” rispetto alla spesa pubblica: da tagliare senza limiti se si tratta di qualcosa di utile ai lavoratori e alle lavoratrici, da aumentare senza limiti se serve all’industria delle armi, dopo che per decenni sono stati imposti sacrifici, e pesanti tagli alla spesa sociale e alle pensioni in nome del contenimento del debito pubblico. Tutto ciò mentre il diritto di sciopero viene pesantemente limitato dalle leggi antisciopero (146/1990 e 83/2000), come denunciato di recente anche dalla CEDS (Comitato europeo dei Diritti Sociali), contro le quali dobbiamo lottare.

Questo quadro non è ineluttabile, come hanno già ribadito milioni di lavoratori e lavoratrici, in un movimento di massa che non si vedeva in Italia da decenni, contro la guerra e contro il genocidio a Gaza.

In quelle manifestazioni i sindacati di base e la CGIL, sulla spinta del movimento, hanno superato le divisioni e hanno agito uniti, potenziando e rafforzando le mobilitazioni. Quell’unità si è poi persa già nell’affrontare la manovra di bilancio del governo, con due scioperi separati: sindacati di base da una parte (28 novembre), CGIL dall’altra (12 dicembre), mentre i vertici di CISL, UIL e sindacati autonomi, nonostante la contrarietà di una parte dei loro iscritti, non solo non sono scesi in piazza ma hanno, di fatto, accompagnato le politiche sociali ed economiche del governo.

Bisogna, invece, recuperare e rilanciare quella spinta formidabile: nulla sarebbe oggi più contrario al significato del Primo Maggio che organizzare iniziative sindacali ciascuno per sé.

Alla logica dell’oppressione e dello sfruttamento – di classe e di genere – vogliamo contrapporre quella della solidarietà e del rispetto della dignità umana.

È necessario compiere un passo avanti concreto e significativo verso l’unità d’azione dei lavoratori e delle lavoratrici, dei sindacati e dei movimenti che si oppongono alla guerra e al neoliberismo, costruendo convergenze con il movimento di liberazione delle donne e con le lotte dei precari e delle precarie, dei disoccupati e delle disoccupate, dei e delle migranti, degli studenti e delle studentesse, degli intellettuali.

Perciò LANCIAMO QUESTO APPELLO PER UN 1° MAGGIO DI UNITA’ E DI LOTTA, e chiediamo ai lavoratori e alle lavoratrici, aderenti e non aderenti al sindacato, di firmarlo e diffonderlo!

LAVORATORI E LAVORATRICI AUTOCONVOCATE

Firma anche tu  qui :

APPELLO PER UN 1° MAGGIO UNITARIO CONTRO LA GUERRA, CONTRO IL RIARMO CONTRO LA SVOLTA AUTORITARIA!

FIRME


Mariopaolo Sami - USB Vvf - Coord. prov. USP PI Genova
Francesco Cori rsu flcgil
Pasetti Luciano luca, dirigente provinciale e nazionale Flaica Cub Milano.
Giovanni Rivecca operaio stellantis Melfi, direttivo fiom Basilicata
Paolo Defilippi - SI Cobas Amiu - Genova
Fausto Cristofari iscritto SPI Torino
Marco Montemurro, impiegato, Fiom
Niccolò Di Francesco, USB scuola Lombardia.
Renato Caputo RSU CGIL
Enrico Baroni CUB pensionati
Davide Racca, RSU Flc Cgil
Monica Coin RSU IAM fp CGIL
Roberto Villani RSU FLC CGIL
Chiara Patrizia Tardivello SPI-CGIL AG-nazionale
Massimiliano Dancelli - Assemblea generale Fiom Cremona.
Pasquale Vecchiarelli FP CGIL
Fulvio Parisi FISAC CGIL
Giancarlo Vasino - assemblea generale SPI Piemonte
Selena Di Francescantonio RSU Fp Ministero Interno CGIL
Valentina Tedesco tesserata CGIL
Luigi Orru' Direttivo FLC CGIL Piacenza
Tania Poguisch Filcams Cgil Messina
Albanese Antonietta
Luca Scacchi, flc cgil
Domenico Calbi
FP CGIL GENOVA - RSU
Tito Griffini SPI cgil
Lucia Cacciapuoti cgil
Giovanna Capelli Spi Cgil Milano
Antonello Patta
Amalia Masullo dipendente Ministero Infrastrutture e Trasporti
Riccardo Cosmelli SPI CGIL Genova
Lucia Deleo SPI CGIL Genova
Martina Capuano Nidl Cgil Genova
Erika     Schenoni Roggero  CGIL
Gustavo    Filippucci CUB-università Bologna
Luca    Corvitto   
Stefania guatto    Usb
Michel    Tripepi   
Angelica Bergamini   
Mauro     Covili     SGB
Fabrizio Soddu   
Claudia Di Cioccio   
Maria Giuseppina Gianotti SPI CGIL
Lucia    Pasquariello     CGIL
Chiara A.L.    Casella    FLC-CGIL
Massimiliano    Pepe    Cgil
Valentina     Paravano    FLC CGIL
Fabrizio    Baggi   
Cadigia    Perini    Spi-Cgil
Aurora     Frigerio     Uil
  Chiara     Giacometti     Flc Cgil
Romolo    Calcagno    RSU FLC CGIL
Valerio    Cordiner   
Marco    Beccari    FLC CGIL
Anna Maria    Cicellyn Comneno    Cgil
Giuseppe    Aragno   
Aristide     Donadio   
Gabriella    Nicolì    Cobas scuola
Vittorio     Bongiorno   
Nadia    Primerano   
Emilia    Antonucci    
Elisa    Rabino   
Marina     Moriconi     FLC CGIL
Francesco Paolo     Caputo    FLC-CGIL
Francesco     Bianco    Usb
Rita    Coppola   
Mariangela     Calderone   
Luisa    Barba    FLC - CGIL
Lucia     Cacciapuoti     Cgil
Emiliana    Casu    CGIL
Norma    Bertullacelli    cobas
Matteo     Gigliotti   
Marco    Besana    USB
Stefania     De Marco     Cgil
Michele    Losindaco    Cgil

Luciana     Piccinni   
Veronica    Morea    RSU FLC-CGIL
Chiara     Petrelli   
Laura    Petermaier    flcgil
Filippo    Domenicucci    Non iscritto
Antonietta     Albanese   
Francesca     Lupo   
Nicola     Candido    CGIL FP Siracusa
Anna     Mostocotto     CGIL
Valeria     Allocati   
Sarah    Morteza    USB
Elena     Costanzi   
Sandy    Da Fre   
Francesca    Bardi   
Alessandra     Varisco   
Stefania     Ravasio     Cisl
Beniamino     Caputo    FLC CGIL
Maria Paola     Savo    CISL

Fabio    Cannizzaro    FLC CGIL
Margherita    Dametti    RSU FILCAMS Cgil
Lidia    Carra    UIL
Giuliano     Ciampolini     Ex operaio, iscritto alla CGIL e delegato nelle aziende dove ho lavorato
Silvia    Grinzato    Cgil Alto Adige
Paola     Vada     USB  pensionati PI
monica    costanzo   
Luisa    Barba    FLC CGIL
Fabrizio    Colombelli   
Riccardo Filesi FLC CGIL Roma
Luca Cangemi RSU FLC CGIL Catania

27/03/2026 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
Credits: www.flickr.com/photos/gianfrancogoria/2459484082

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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