Nascono i Comitati No Trident

Contro l'imperialismo militare NATO, la militarizzazione, la politica di aggressione.


Nascono i Comitati No Trident

Contro l'imperialismo militare NATO, la militarizzazione, la politica di aggressione.

di Andrea Cuomo

 

I “Comitati No Trident” dal 2 Settembre, giorno della prima assemblea, hanno immesso su internet un appello pubblico che chiama alla mobilitazione nazionale il 24 Ottobre a Napoli, sede del JFC Naples, contro l'esercitazione NATO  “Trident Juncture” tutti coloro che sono contro le aggressioni militari, la militarizzazione dei territori, le servitù militari, il razzismo, la xenofobia, la devastazione ambientale e che sono a favore del taglio delle spese militari, del diritto alla libera circolazione per tutti i migranti, dell'incremento delle spese sociali per casa, lavoro, servizi sociali provvedimenti a difesa del territorio e dell'ambiente.

Il Jfc Naples sta per comando della forza congiunta alleata di Napoli ed è la base NATO più importa tante nel Mediterraneo che il 3 dicembre 2012 è stata trasferita da Bagnoli a Lago Patria, nel comune di Giugliano. La Trident Juncture sarà completamente guidata da Napoli.

I promotori dei Comitati No Trident sono Alex Zanotelli, Comitato napoletano “Pace e disarmo” e Rete Napoli No War. 

Nell'appello, reperibile sulla loro pagina facebook, i Comitati No Trident spiegano che l'esercitazione Trident Juncture servirà a testare la forza di rapido intervento e, qualora servisse, a portare  la “guerra preventiva” ovunque siano minacciati gli interessi dell'imperialismo e del capitalismo occidentale. Ad un anno dallo scoppio della guerra in Ucraina sono più che raddoppiate le esercitazioni svolte nei territori confinanti con la Russia: lungo le coste della Romania, Bulgaria, Georgia; al largo della Norvegia e delle repubbliche Baltiche. Si sono svolte operazioni terrestri nei confini dei Paesi Bassi, della Repubblica Ceca, dell’Ungheria e della Polonia, cui è seguito lo schieramento della difesa antimissile lungo i confini russi. Questa è un’operazione militare che attanaglia e fa pressione sulla Russia e rischia di far scoppiare un nuovo conflitto tra super potenze.

Dal 3 Ottobre al 6 Novembre, l'esercitazione Trident Juncture, considerata dall'U.S. Army Europe “la più grande esercitazione NATO dai tempi della caduta del muro di Berlino”, mobiliterà un numero massiccio di forze militari terrestri, navali ed aeree in Italia, Spagna e Portogallo.

Questa esercitazione ha il compito di comprovare la forza di rapido intervento e di “impressionare” quei paesi che tendono a dissociarsi dalle politiche occidentali.

I Comitati No Trident, dunque, denunciano le ambiguità ed il camaleontismo dei governi che mascherano i propri fini espansionistici con presunte missioni di soccorso e il rischio di un nuovo gigantesco conflitto mondiale e si schierano dalla parte dei migranti “figli di queste politiche” e contro tutte le guerre.

“Opporsi alle esercitazioni per dire no alla politica di aggressione della NATO ed alla politica militaristica del nostro governo è necessario” è una chiave di volta nell'appello No Trident ribadendo che non è più possibile assecondare queste politiche belliche  che investono nel settore militare e creano  crisi culturale, lavorativa e sanitaria.

Sabato 19 settembre i Comitati No Trident hanno ottenuto il primo successo quando, in occorrenza della festa di San Gennaro, sono riusciti a mostrare la contraddizione che sarebbe nata lasciando suonare la banda musicale della NATO, che è un organizzazione dedita alla guerra, per il santo e di conseguenza a far annullare l’evento semplicemente facendo girare su internet un video che provocatoriamente mostrava San Gennaro che scaccia la guerra.

Il 3 Ottobre i Comitati No Tridend saranno, con un presidio pacifico, davanti alla base NATO di Lago Patria.

25/09/2015 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Andrea Cuomo

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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