No alla deforma costituzionale. La partita si gioca adesso

Sabato 16 luglio presso lo spazio sociale “Spin time” di Roma si è svolta l’assemblea dei Comitati territoriali per il NO alla deforma costituzionale.


No alla deforma costituzionale. La partita si gioca adesso

Il 16 luglio si è svolta l’assemblea dei Comitati per il NO alla deforma costituzionale. Il mancato raggiungimento delle 500.00 firme, dopo il notevole sforzo nonostante la povertà di mezzi, brucia ma l’aspetto positivo nasce dalla chiara volontà di porsi l’obiettivo prioritario di far valere le ragioni del NO nella campagna che ci attende in Autunno. Gli interventi hanno evidenziato la necessità di cogliere i nuovi fermenti che derivano da alcune realtà sociali (in riferimento all’appello delle Città ribelli) e quello degli studenti per connettere al NO le lotte contro le devastazioni ambientali e contro le privatizzazioni dei servizi pubblici locali.

di Fulvio Parisi*

Appassionata, intensa l’assemblea dei Comitati territoriali per il NO alla deforma costituzionale che si è svolta sabato 16 presso lo spazio sociale “Spin time” di Roma. E’ stata appassionata perché il mancato raggiungimento delle 500.00 firme, dopo il notevole sforzo di tanti volontari nella povertà di mezzi, brucia. Si tratta però di un fuoco che non distrugge ma rigenera, dà più slancio. Lo slancio è emerso dalle tante proposte avanzate, e dall’analisi, a volte impietosa, dei limiti organizzativi che si sono palesati nei tre mesi di raccolta delle firme. L’aspetto positivo nasce però dalla chiara volontà di porsi l’obiettivo prioritario di far valere le ragioni del NO nella campagna che ci attende in Autunno.

L’intensità e la passione si sono toccati con mano nei tantissimi interventi che si sono succeduti in rappresentanza di 47 comitati territoriali. Interventi che si sono concentrati su 3 direttrici: i contenuti ovvero il “taglio” politico da dare alla campagna, l’organizzazione, la comunicazione.

Innanzitutto i contenuti: è necessario non farsi chiudere in un angolo, non accettare il confronto con i sostenitori del Si solo sul loro terreno quale ad esempio sulla presunta “spending review” tramite una parziale riduzione del numero dei parlamentari. Occorre al contrario rilanciare le ragioni del NO non solo smascherando delle palesi falsità (dalla “spending review” alla semplificazione) ma anche dichiarando che non si possono esercitare i diritti civili e sociali riconosciuti dalla Costituzione a tutti i cittadini italiani senza un’adeguata rappresentanza politica che proprio la deforma sancisce. L’attacco, dunque, è questo il messaggio da veicolare, non è ad alcune parti della Costituzione ma a tutto l’impianto costituzionale. In questo senso illuminanti sono stati gli interventi in particolare del Comitato romano che ha evidenziato la necessità di cogliere anche i nuovi fermenti che derivano da alcune realtà sociali (esplicito è stato il riferimento all’appello delle Città ribelli lanciato dall’assemblea di Napoli del 9 Luglio) e quello degli studenti che si propongono di connettere al NO le lotte contro le devastazioni ambientali e contro le privatizzazioni dei servizi pubblici locali. Connessioni e derivanti da una verità spesso sottaciuta dai sostenitori del SI: la deforma sottrae competenze e responsabilità alle Regioni soprattutto in materia nell’ottica di un accentramento autoritario.

Il raggiungimento dell’obiettivo della vittoria referendaria implica ovviamente un salto organizzativo. I limiti che tutti abbiamo mostrato nel corso della campagna referendaria sono stati evidenti: scarso coordinamento tra le realtà territoriali, banali difficoltà tecnico-logistiche, assenza di riferimenti centrali nazionali, mancata partecipazione di soggetti politici e sindacali che pur hanno dichiarato la loro adesione alle ragioni del NO. Dal superamento di questi limiti bisogna ripartire per porsi l’obiettivo di rendere efficace e vincente la dura campagna referendaria che ci attende. Innanzitutto il rilancio della Segreteria operativa nazionale che funga da punto di riferimento per approfondimenti, chiarimenti e per rendere disponibili nel corso delle iniziative che i comitati territoriali organizzeranno i relatori qualificati e competenti di cui pure siamo dotati. Quindi l’articolazione più larga possibile dei comitati territoriali per fare tesoro delle sensibilità e delle simpatie che si sono raccolti in questi mesi di raccolta firme. Infine l’interlocuzione con tutti quei soggetti politici, sindacali, associativi che non sono si sono resi protagonisti della raccolta firme ma che evidentemente vanno attivati.

Contattare\ricontattare, interloquire presuppongono una capacità comunicativa che ci ha visti deficitari. I mass media più significativi sono, di fatto, occupati militarmente dai sostenitori del SI che hanno imposto il loro mainstream che va destrutturato con determinazione ed allo stesso tempo, con ironia. Rivendicare i nostri spazi nel servizio pubblico radiotelevisivo è un nostro diritto ma non basta. Si è consapevoli che, non potendo fronteggiare i potenti mezzi dei sostenitori del SI per evidenti disparità economiche e perché i poteri forti” (Confindustria, le grandi lobby economico-finanziarie transnazionali) si sono già apertamente schierati per il Si, la strada obbligata da percorrere è quella di essere capillari con strumenti tradizionali (condominio per condominio) e innovativi (dirette streaming delle iniziative, campagne ad hoc sui social network).

Le difficoltà economiche: ecco un altro tema ricorrente in diversi interventi a partire dalla stessa relazione introduttiva di A. Grandi. Sottoscrizioni sostanziose dunque da parte di chi dispone di maggiori risorse (una sorta di applicazione estensiva del I comma dell’art. 53 “tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”) ma non solo. Necessita veicolare un messaggio forte rivolto a tutti i cittadini: l’attacco alla Costituzione è un attacco che scalfisce i tuoi diritti sociali e civili . Sei chiamato tu , in prima battuta, a difenderli con le modalità, i tempi e il supporto economico che hai a disposizione perché non ci saranno, per usare una metafora calcistica, tempi supplementari e rigori.

Dunque il cerchio si chiude dalla necessità dell’autofinanziamento ai contenuti e viceversa transitando per l’organizzazione e la comunicazione. E allora, per non uscire fuori di metafora, la partita si gioca adesso e bisogna esser tutti in campo ben allenati.

*Comitato per il NO III Municipio di Roma

23/07/2016 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Fulvio Parisi

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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