Rigassificatore di Piombino. Il gioco delle parti

Di fronte al pericoloso progetto del rigassificatore, le maggiori forze politiche di Piombino pensano alle schermaglie reciproche per pura propaganda. Ma la popolazione è veramente preoccupata e si oppone.


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La crisi energetica, frutto delle sanzioni suicide verso la Russia, e l'aumento assurdo dei prezzi del gas, imputato alla Russia ma frutto in realtà della speculazione finanziaria sugli esiti della guerra, sono stati l'occasione per rilanciare l'idea di approvvigionarsi del costosissimo gas liquefatto proveniente da altri Paesi, tra cui gli USA, dovendo conseguentemente realizzare impianti di rigassificazione, strutture estremamente pericolose e di considerevole impatto ambientale, tanto che quello di Livorno, venne a suo tempo dislocato a 22 chilometri dalla costa, e ciò nonostante suscitò polemiche e reazioni negative, per il fatto che la sua eventuale esplosione avrebbe una capacità distruttiva paragonabile a quella di una bomba atomica.

Oggi, ci dicono in attesa di un'analoga realizzazione al largo di Piombino, si vorrebbe immettere una nave rigassificatrice addirittura dentro il porto. Abbiamo raccolto e pubblichiamo la testimonianza di un militante attivo contro la realizzazione del progetto, Giuseppe Caputo.

(la Redazione).

La questione del rigassificatore di Piombino è l’emblema di una relazione ormai logora tra la politica e i cittadini a causa di un atteggiamento arrogante e fazioso del potere politico che, nel rapporto con la popolazione, cura più la propaganda massiccia che i reali interessi della popolari e del territorio. È assolutamente assente l'intenzione di confrontarsi con i cittadini che vengono considerati un impedimento, una scocciatura, non una parte interessata della questione. Li si tratta come dei bambini viziati da mettere in castigo e zittire.

Osservando queste discussioni si ha la sensazione di una continua propaganda, un tentativo di portare l’acqua al proprio mulino, di strumentalizzare e addirittura, da parte del Pd, punire una Piombino che ha osato voltargli le spalle, come a un padre tradito. Pertanto una questione vitale sotto l’aspetto ambientale e della sicurezza, viene ricondotta a una banale schermaglia politica, in cui vengono strumentalizzate le differenti vedute tra il sindaco di Piombino e il suo partito, anche se la posizione del Pd della Val di Cornia è ugualmente opposta a quella del Pd nazionale e del Presidente della Regione Giani.

È il gioco fra le parti, fra un centrodestra che si dichiara paladino degli interessi della popolazioni in ambito locale, ma sposa quelli dei poteri economici in ambito nazionale – che poi è quello che conta – e un Pd che sostanzialmente non se ne differenzia; e tuttavia i due partiti si scontrano per motivi propagandistici. Ma qui, cari signori, la questione non è tra partiti e partitini. Qui ne va del futuro di un territorio e dei suoi abitanti, che con forza urlano “No!”. E dietro quel No ci sono tutte le nostre paure, le nostre preoccupazioni, che regolarmente non vengono prese in considerazione e vengono giudicate come capricci di bambini disubbidienti. Da qui il conio canzonatorio di slogan come “nimby” (Not In My Back Yard, “Non nel mio cortile”) e l'annuncio di militarizzazioni del porto o le minacce di lasciarci senza gas.

A chi crede ancora che il Pd sia di sinistra domandiamo: è questa la sinistra di oggi? È questa la politica che i cosiddetti progressisti propongono? Noi vorremmo che affrontasse la questione in modo serio che ci trattasse con il rispetto che meritiamo. Il suo atteggiamento non fa altro che alimentare e dare corpo alle nostre preoccupazioni. Ma noi continueremo a dire “No” al rigassificatore e “ No” alla vostra arroganza.

03/09/2022 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
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L'Autore

Beppe Caputo

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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