Remocontro

a cura di Ennio Remondino
Le truppe alleate all’estrema periferia di Mosul, prima della battaglia vera dentro il vastissimo abitato.

Come si collega la crisi siriana con le altre tra blocco atlantico e Russia?

La guerra mai dichiarata e i segreti italiani.

Il suicidio del pensionato di Arezzo a cui il fallimento della banca aveva sottratto tutti i risparmi.

Il Patriot act francese, dopo gli errori americani.

Gioco elettorale di sempre, tutti vincono nessuno perde, ma l’analisi dell’Istituto Cattaneo dice cose diverse. Vincono gli astensionisti, ormai primo partito, e vincono i fascioleghisti dell’urlante Salvini che, con l’estremizzazione a destra, incassa la rabbia ma rende i suoi voti imbarazzanti. 

Cannonate su Donetsk, bersaglio l’aeroporto. L’esercito ucraino ha bombardato questa settimana l’aeroporto di Donetsk con artiglieria pesante, cannoni da 120 e 122 millimetri. 

Eserciti super armati con sauditi in uniforme troppo ricchi per farsi ammazzare dai pastori Houthi yemeniti. I petromonarchi più soli.



Il mondo festeggia una speranza, con la fine (per ora) del “Grande Satana” statunitense per Teheran e dello “Stato canaglia” degli Ajatollah per Washington. Solo Israele strepita e Netanyahu convoca il gabinetto di sicurezza. Obama spiega a Tel Aviv che grazie all’accordo Teheran non avrà la bomba atomica.

In ostilità aperta con la Russia come nemico da esercitazione, e non soltanto, la Nato gioca una strana partita dichiarata di prevenzione ma che somiglia alla provocazione. Alla ricerca di che, nel nome di chi, per quali obiettivi? Troppe domande senza risposte mentre la corsa al riarmo prosegue. 

Era perdente in tutti i sondaggi e negli auspici di molte cancellerie mondiali, poi tre giorni fa ha promesso: “Se vinco, mai uno Stato Palestinese”, e la pancia della paura e dell’estremismo ebraico ha prevalso tra i poli di Israele. Sovvertendo tutti i sondaggi Benjamin Netanyahu ha vinto le elezioni in Israele: il suo Likud ha 29 seggi, il centro sinistra solo 24.

Putin non è un tenerello e sollecita sentimenti estremi: amore odio. Al potere dal 1999 da premier o come presidente, ha combattuto e vinto molte battaglie giocando duro. Ma “il delitto del ponte”, come lo chiama Gorbaciov, è altra cosa. “E’ un tentativo di spingere la situazione verso una complicazione, forse anche di destabilizzare il Paese, di rafforzare l’opposizione” afferma Gorbaciov, indicando una mano esterna al Cremlino e forse anche alla Russia stessa.

 Il transito del gas via Ucraina per i consumatori europei sarà sospeso nel 2019 mentre le prime forniture arriveranno in Turchia nel dicembre 2016. Fino ad allora l’Europa avrà bisogno di gasdotti di transito per lo stoccaggio gas in Turchia o al confine greco ma percorsi alternativi all’Ucraina.

Prima negano il coinvolgimento poi, scoperte, si dimenticano di risarcire le vittime come chiede l’Onu. Si tratta delle grandi firme della moda italiana che fanno grandi affari sfruttando la manodopera a basso costo in Bangladesh.

La gioia a sinistra. Titolo del Manifesto «Mitiko». Meno austerità più sviluppo dice ora la Grecia all'Europa.

Con il palazzo presidenziale circondato dai ribelli, il governo si dimette. L’ex premier Bahah ha notificato le sue dimissioni su Facebook. Segno dei tempi. Poco dopo si è dimesso anche il presidente Mansour Hadi. Il parlamento ha però respinto le dimissioni del presidente. Partita incerta.

Il magnate Soros, personaggio “controverso” dice l’ANSA, ha incontrato a Kiev il presidente ucraino Petro Poroshenko dopo che gli Usa hanno promesso due miliardi di dollari alla disastrata repubblica ex sovietica a patto che segua le indicazioni del Fmi. Per Mosca uno dei burattinai delle “rivoluzioni colorate”. A Kiev si parla di “lotta alla corruzione”.

La "Stalingrado" dei curdi contro lo Stato Islamico dopo 3 mesi di battaglia. Chi sta vincendo a Kobane? L’enclave curda in Siria tra jihadisti e Turchia.

La forza Nato in Afghanistan, dopo 13 anni di guerra e senza che la guerriglia talebana sia cessata. Dal 1° gennaio, la missione ‘Sostegno risoluto’ per la formazione dell’esercito afghano. Fine della missione di combattimento Isaf, che ha lasciato sul campo 3485 soldati dal 2001 di cui 54 italiani.

Meccanismo chiamato “best value”. Traduci ricatto. Se vuoi avere del lavoro a Cameri devi comprare tanti F35.

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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