L'inclusione scolastica, dalla legge 517/77 alla “Buona scuola” di Renzi (e Faraone) – Parte II

La legge sulla “Buona scuola” di Renzi sta smantellando il nostro modello pedagogico basato sull'inclusione scolastica.


L'inclusione scolastica, dalla legge 517/77 alla “Buona scuola” di Renzi (e Faraone) – Parte II Credits: Chagall, 1953

La legge sulla “Buona scuola” di Renzi sta smantellando il nostro modello pedagogico basato sull'inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, modello riconosciuto come tra i più avanzati al mondo. Il rischio di ulteriori, pesanti, tagli al sostegno e di una medicalizzazione del processo educativo delle persone disabili è molto forte…

di Roberto Villani

(v. parte I)

 

La legge 107, la delega in bianco sul sostegno e la proposta Faraone-Malpezzi

Ma nel nostro paese, ostaggio delle politiche d’austerità volute dalla troika (UE, BCE, FMI), al peggio non c’è mai fine.

Così dopo i tagli della Gelmini e dopo i BES, il nostro sistema scolastico basato sull’inclusione e invidiatoci da tutto il mondo, viene di nuovo pesantemente attaccato da Renzi e dalla sua Legge 107 (la “buona scuola”).

Nello specifico, sulla questione dell’integrazione della disabilità, la Legge 107 prevede una delega in bianco al governo e di questo disegno di legge si sta occupando Faraone (responsabile scuola PD) Malpezzi, Coscia, Binetti ed altri…

Ovviamente questa è una scelta gravissima. Non è possibile infatti che su una materia tanto importante le decisioni vengano appaltate al solo governo, senza alcun confronto parlamentare… ma l’Italia di Renzi è questa… decisionismo e spazi di democrazia ridotti all’osso!

Per quanto riguarda i contenuti, il disegno di legge di Faraone prevede la separazione dei percorsi di formazione dei docenti specializzati da quelli dei curricolari. In pratica, mentre fino ad oggi l’insegnante di sostegno era un insegnante disciplinare specializzato nell’inclusione, con la proposta Faraone le cose cambieranno e verranno creati dei percorsi specialistici per gli insegnanti di sostegno.

Il rischio è però evidente: questi insegnanti specializzati in metodologie, ma senza conoscenze didattiche, non saranno più assimilabili ai docenti curricolari, avranno una specifica classe di concorso, non saranno più così intercambiabili (con relativa limitazione della possibilità di passaggio dal sostegno alla materia, per diversi anni, con conseguente rischio di burn-out) e la loro formazione sarà prevalentemente specialistica, col forte rischio di una iper-specializzazione e medicalizzazione della figura professionale.

Ma questo nuovo insegnante iper-specializzato sarà in grado di essere realmente un insegnante della classe e non solo dell’alunno disabile? Riuscirà a creare un ponte tra le programmazione della classe e la programmazione individualizzata dell’alunno certificato? Saprà costruire vera inclusione?

E’ evidente che c’è un forte rischio di istituzionalizzazione della delega (del CdC al docente specialista per l’accudimento dell’alunno disabile), ed è altrettanto evidente che l’insegnante di sostegno della scuola dell’inclusione non era stato concepito in questo modo… ma come un docente tra i docenti, un coordinatore ed un promotore di buone pratiche…

Il disegno poi fa il paio con la normativa sui BES, per cui il probabile obiettivo finale è quello di lasciare questi insegnanti di sostegno iper-specialisti solo ai pochi alunni con disabilità grave, mentre gli altri verranno di fatto privati della “risorsa umana in più” in grado di guidare e facilitare il loro percorso.

Certo, l’intero corpo docente verrà formato sulla disabilità con 20 ore l’anno (e questo è un fatto ovviamente positivo), ma solo chi nelle classi vive e lavora sa che nei gruppi in cui sono inseriti alunni in difficoltà, solo la contemporanea presenza di più docenti garantisce una vera inclusione ed un offerta formativa efficace per tutti!

Ed in effetti la volontà di tagliare le risorse umane e le relative ore di copertura si palesa anche in una norma contenuta nel disegno stesso di Faraone, in cui si parla di “obbligo di tentativo di conciliazione” in caso di contenzioso legale relativo alla carenza di ore di sostegno.

 

Nel frattempo....

Il piano straordinario di assunzione in fase C di docenti per l’organico funzionale previsti dalla L. 107 e la contemporanea indicazione da parte degli USR di assegnare i posti di sostegno solo ai docenti specializzati, fa si che molti posti potrebbero rimanere scoperti per l’a.s. 2015/16 e neanche andare a supplenza.

La legge sulla buona scuola in pratica, prima ancora di andare a regime, ed ancor prima di essere definita per quanto riguarda l’inclusione, inizia già a produrre difficoltà e problemi in tutti gli istituti scolastici…

 

Conclusioni e semplici proposte

Forte è il dissenso nei confronti di una legge che nessuno ha voluto e triste la constatazione per cui, ancora una volta, il partito democratico legifera ed agisce secondo criteri assolutamente non-democratici (un vero e proprio ossimoro) senza dibattito e confronto parlamentare anche su temi spinosi e delicati come quello dell’integrazione della disabilità.

Tra le informazioni che trapelano, positiva è la proposta di una formazione per tutti i docenti in merito alla disabilità, ma è molto grave che questa formazione venga usata allo scopo di tagliare sul sostegno, diminuendo le risorse umane in classe ed il numero complessivo di insegnanti specializzati.

In questo senso è importante opporsi alla medicalizzazione ed alla eccessiva specializzazione dei docenti di sostegno, con separazione dei loro percorsi formativi e la costruzione di specifiche classi di concorso.

In effetti per una buona inclusione scolastica si dovrebbero cercare soluzioni diametralmente opposte a quella di Faraone e soci…

Invece di tentare di tagliare i docenti di sostegno, sarebbe importante garantire una loro presenza in ogni classe, con immediate immissioni in ruolo su tutte le cattedre disponibili!

E’ questa una soluzione scontata ovviamente, ma… i soldi?

Beh, prendendo spunto dall’attuale campagna del PRC – “i soldi ci sono” – si potrebbe concludere che è necessario ragionare attentamente su quali potrebbero essere i capitoli di spesa cui attingere per trovare il denaro necessario per costruire una “scuola ed un inclusione di qualità”, con un numero adeguato di insegnanti di sostegno, di personale medico-sanitario, di operatori professionali, di risorse e materiali specialistici.

Il taglio dei finanziamenti alle scuole private previsti dalla L.107 ed il taglio delle risorse economiche necessarie a mantenere in vita il carrozzone Invalsi ed il Sistema Nazionale di Valutazione, solo per rimanere in ambito scolastico, sono solo due dei capitoli di spesa che potrebbero essere utili per lo scopo prefissato!

Renzi e Faraone terranno conto di questa indicazione?

“Tutti gli esseri umani sono uguali, tutti gli esseri umani hanno gli stessi diritti, nessun essere umano può sfruttare altri esseri umani, tutti gli esseri umani devono avere le stesse possibilità. E soprattutto tutti gli esseri umani hanno il diritto di essere felici” (Gérard Thomas – Il comunismo spiegato ai bambini capitalisti)

 

 

18/12/2015 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
Credits: Chagall, 1953

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L'Autore

Roberto Villani

Lavoratori autoconvocati della scuola

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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