Approfondimenti teorici (Unigramsci)

Questa sezione del giornale è dedicata alla formazione teorica dei lavoratori e delle classi popolari e curata in collaborazione con le compagne e i compagni del collettivo della Università Popolare Antonio Gramsci (Unigramsci). Questa collaborazione nasce dalla volontà di approfondire i legami con una realtà molto impegnata nella “battaglia delle idee”, per formare una visione del mondo “altra”, diversa da quella delle classi dominanti. Non può esistere, infatti, una prassi rivoluzionaria in assenza di una teoria rivoluzionaria e questa non può che esser ricercata a partire dal pensiero critico di Marx, per sviluppare una visione autonoma del mondo, di classe, consapevoli che se i subalterni non hanno una propria visione necessariamente finiscono con l’adottare quella dominante. Questa collaborazione vorrebbe anche essere un elemento di stimolo per la formazione di quegli intellettuali organici di cui il futuro partito del proletariato avrà grande bisogno. Pertanto, in questa sezione pubblichiamo testi di approfondimento teorico, non necessariamente oggetto dei corsi universitari.

I primi scritti di Hegel volti a una rivoluzione della visione mitologico-religiosa del mondo propedeutica a una Rivoluzione politica e sociale.

Morto Lenin viene rapidamente meno con il centralismo democratico l’unità del partito della rivoluzione.
Dalla nuova politica economica al degenerare della lotta all’interno del PC dell’Urss.
L’incremento della robotica conduce al deperimento della legge del valore, entrando, così, in contraddizione con il fine capitalistico di estrarre plusvalore dalla produzione di merci.
La concezione gramsciana dell’ideologia e il compito della scienza.
Dall’aggressione delle potenze imperialiste alla guerra civile, dalla vittoria dei Rossi ai motivi della sconfitta in Polonia, dall’Opposizione operaia alla NEP.
Nonostante l’introduzione dei robot e la crescente automazione, l’elemento attivo nella produzione sociale di valori d’uso rimane il lavoro umano, i robot industriali non sono mai completamente autonomi dall’uomo.
Di seguito i temi del secondo incontro del corso Breve storia della riflessione sulla religione che si terranno all’Università popolare Antonio Gramsci.
Vi sono tante ragioni per le quali vale la pena riflettere sulla religione, inquadrandola nella più ampia categoria di ideologia. Ne saranno indicate alcune alla base dei quattro incontri del corso Breve storia della riflessione sulla religione, tenuti all’Università popolare Antonio Gramsci. Di seguito i temi della prima lezione.
La contraddittoria costruzione dello Stato rivoluzionario nelle drammatiche condizioni dello stato d’assedio imposto dalle potenze imperialiste e dalle forze controrivoluzionarie.
Marx riprende e sviluppa la teoria del valore-lavoro di Ricardo considerando la duplice natura concreta e astratta del lavoro.
Le grandi rivoluzioni russe del 1917: dalla rivoluzione democratica alla rivoluzione socialista.
Il tradimento delle promesse della rivoluzione del 1905, i falliti tentativi di autoriforma e la Grande guerra portano al collasso dell’autocrazia zarista.
L’uomo è l’unico elemento attivo nel processo lavorativo, mentre le macchine e gli animali non sono che delle "protesi" adoperate dall’uomo.
Le “paci” punitive imposte agli sconfitti favoriscono l’affermarsi del revanscismo e dello sciovinismo.
La rivoluzione russa quale causa determinante della fine della prima guerra imperialistica mondiale.
Dal Patto di Londra al cadornismo, dalla Rivoluzione russa all’entrata in guerra degli Stati Uniti.
L’odio per la guerra, l’affermarsi di regimi totalitari, le ragioni degli interventisti e dei neutralisti.
Dallo scoppio della prima guerra mondiale alla sua trasformazione in una terribile guerra di logoramento.
La spartizione del mondo fra potenze imperialiste e la crisi di sovrapproduzione portano alla Grande guerra.
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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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