Analisi critiche, strategie comunicative ed mobilizzazione del movimento verso il presidio nazionale del 3 ottobre. 

I lettori e le lettrici della Città futura avranno notato che abbiamo dato vita a una nuova rubrica intitolata Verso un mondo ribelle, con la quale intendiamo cogliere i fermenti di cambiamento e di trasformazione individuabili nel complesso mondo attuale lacerato da feroci conflitti. 

Pochi giorni orsono è uscita la notizia dell’esistenza di un tavolo di confronto finalizzato a un accordo per la moderazione salariale, cui starebbero partecipando CGIL, CISL, UIL, Confindustria e “una pattuglia di associazioni padronali”.[1]

Dai deliri cartografici di Trump ai mercati dei futures di Chicago, l’acqua cessa di essere un bene comune per diventare il capitale del XXI secolo. Tra scarsità e finanza, diritti idrici, terreni e infrastrutture trasformano l'accesso all'acqua nella nuova frontiera del potere economico.

Brecht metteva in guardia chi parlava dei compiti storici o della missione del proletariato. Allo stesso modo, forse, potrebbe essere controproducente pretendere, in questa situazione storica così difficile per le forze rivoluzionarie, la realizzazione da parte dei comunisti cinesi di una società socialista, cioè di una società quantomeno in transizione verso il comunismo, ovvero una società capace di autogestirsi senza bisogno di uno Stato.

Davanti alla irreversibile crisi del capitalismo, le forze di estrema destra si uniscono sulla base di anticomunismo e antimarxismo. Le attuali estreme destre nella forma ideologica della rivoluzione reazionaria, trovano spazio in assenza di un credibile progetto di alternativa socialista. In Italia il cosiddetto campo largo resta ingessato tra mancanza di coraggio e piccole ambizioni. Solo un nuovo protagonismo dei subalterni sotto la guida delle proprie avanguardie, la classe operaia e gli studenti, può rappresentare la vera alternativa.

Anticipazioni della quarta lezione, a cura del prof. Renato Caputo, del corso dellUniversità popolare Antonio Gramsci “Controstoria del secolo di ferro (1559-1650). Fra crisi e rivoluzioni: dalla rivoluzione scientifica alla Rivoluzione inglese”. Appuntamento Mercoledì 23 settembre alle ore 18,00 in videoconferenza su google meet https://meet.google.com/xsg-rmee-wjn o in differita sul canale youtube dell’Unigramsci 

Venerdì, 18 Settembre 2026 15:05

Il grande rifiuto

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Se sul piano internazionale l’imperialismo più aggressivo, la Nato, è sempre più incapace di mantenere l’egemonia, nella politica interna italiana la mancanza di una effettiva alternativa di sinistra credibile rischia di favorire un Meloni bis dagli esiti altrettanto devastanti della seconda presidenza di Trump.

Analisi storica delle conseguenze del dominio spagnolo sull’Italia.

Nella seconda parte dei tre studi sul disastro del DC 9 sopra l’isola di Ustica viene affrontato il problema del missile che secondo la vulgata abbatté l’aereo

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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