Il riarmo giapponese e la contraddizione irrisolta: armi senza popolo, sicurezza senza pace
Giulio ChinappiIl Parlamento europeo, con la complicità del governo Meloni, vota a favore delle modifiche normative che permettono la coltivazione delle piante OGM e la vendita degli alimenti da essi derivati senza etichettatura specifica, consegnando i Paesi europei agli interessi delle multinazionali agrochimiche.
Se si continua a credere che l’unico modo per liberarci del governo Meloni sia costruire una campo il più largo possibile, si farà inconsapevolmente il gioco dei poteri forti che vogliono un governo di larghe intese e una opposizione dominata dall’estrema destra. Al contrario, bisogna sfruttare la campagna elettorale per cercare di riportare al centro del dibattito i problemi reali delle masse popolari. Solo in questo modo si potranno finalmente separare il centro dalla sinistra rendendoli in grado di tenere testa alla destra.
Due libri usciti nel 2026, Libercomunismo di Emiliano Brancaccio e Cyberfascismo di Mario Sommella, danno un nome al potere che concentra capitali, calcolatori e coscienze. Il primo dimostra la tendenza con gli strumenti della scienza economica; il secondo, opera interamente autoprodotta, prosegue il cammino là dove quella lente si arresta, con gli strumenti della storia, della politica, delle scienze della comunicazione e della conoscenza diretta delle tecnologie. Dai due tratti della stessa strada emerge il programma politico del XXI secolo: riportare le macchine e le infrastrutture cognitive sotto controllo democratico.
Si afferma progressivamente un mondo multipolare, ma tale processo, anche perché non egemonizzato generalmente dai comunisti, non può che portare a un conflitto, sempre più generalizzato fra vecchie e nuove potenze. Anche in politica interna prevale sempre più la consapevolezza nei subalterni che la democrazia borghese non li riguarda, ma mancando una soggettività in grado di dare uno sbocco rivoluzionario, tale rabbia sociale rischia di essere strumentalizzata dall’ideologia dominante.
La crisi del diritto internazionale considerata in un’ottica marxista
di Renato CaputoIl diritto internazionale, oggi palesemente in crisi, si fonda sul diritto di guerra, sui diritti umani e sul progetto per una pace perpetua rispettivamente della tradizione giusnaturalista, illuminista e kantiana. Tenderà a sostenerlo tanto chi è interessato a una pace giusta e duratura, quanto chi è interessato a una pace momentanea, in difesa sia della status quo, sia di un sistema economico maggiormente espansivo dei competitori.
Il Crepuscolo dello Stato italiano in una guerra nucleare: anatomia di un collasso
Orazio Di MauroViene descritto come lo Stato italiano e i suoi cittadini reagirebbero a una guerra nucleare nella quale l’Italia, essendo uno degli obiettivi primari, subirebbe ampie devastazioni. Si evidenzia l’ampia frattura tra un’élite ristrettissima e una massa enorme di cittadini che, improvvisamente, si troverebbero abbandonati a se stessi con scarse possibilità di sopravvivenza.
Basandosi il potere sul monopolio della violenza legalizzata, la classe dominante ha sempre bisogno del supporto della casta militare. Sia quando si deve instaurare una nuova forma di dominio, sia quando la classe al potere è in crisi, il ceto dominante ha ancora più bisogno di cooptare al potere alti ranghi dell’esercito. Tale connubio con i vertici dell’esercito diviene ancora più inestricabile con lo sviluppo in senso imperialista di una dittatura di classe.
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Basandosi il potere sul monopolio della violenza legalizzata, la classe dominante ha sempre bisogno del supporto della casta militare. Sia quando si deve instaurare una nuova forma di dominio, sia quando la classe al potere è in crisi, il ceto dominante ha ancora più bisogno di cooptare al potere alti ranghi dell’esercito. Tale connubio con i vertici dell’esercito diviene ancora più inestricabile con lo sviluppo in senso imperialista di una dittatura di classe.
Videointervista di Alessandra Ciattini. I drammatici eventi avvenuti il 3 gennaio in Venezuela, con il rapimento del presidente Maduro e della moglie, generano ancora sconcerto e preoccupazione e non solo per il destino di quel paese. Infatti, stiamo assistendo a un ritorno a governi apertamente di destra in vari paesi dell’America Latina.